"Dalla Puglia con amore", si potrebbe dire, verso l’Italia. Si racconta, specie tra i gruppi del Pd, che – quando il premier ha ricevuto il senatore azzurro Luigi Vitali, avvocato ed ex sottosegretario con Berlusconi – a Palazzo Chigi per convincerlo a entrare nei Responsabili il premier gli avrebbe offerto, nello sciagurato caso di urne anticipate, un posto da capolista nella sua futura lista e proprio nella comune regione di origine, l’amata Puglia. Poi, certo, quella notte stessa, Vitali è precipitosamente rientrato nei ranghi azzurri grazie a una doppia...

"Dalla Puglia con amore", si potrebbe dire, verso l’Italia. Si racconta, specie tra i gruppi del Pd, che – quando il premier ha ricevuto il senatore azzurro Luigi Vitali, avvocato ed ex sottosegretario con Berlusconi – a Palazzo Chigi per convincerlo a entrare nei Responsabili il premier gli avrebbe offerto, nello sciagurato caso di urne anticipate, un posto da capolista nella sua futura lista e proprio nella comune regione di origine, l’amata Puglia. Poi, certo, quella notte stessa, Vitali è precipitosamente rientrato nei ranghi azzurri grazie a una doppia telefonata, quella del Cavaliere e quella, assai più ruvida, di Salvini, e non se ne farà più nulla, ma una cosa è certa: se mai il partito di Conte nascerà, partirà proprio dalla Puglia.

Regione dove è di casa il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, dem ma anche ‘contiano’, e lo stesso governatore della regione, Michele Emiliano. Sarebbero loro due i garanti politici di un’operazione che dovrebbe portare truppe fresche al partito di Conte: non sottraendoli al Pd, ma a quel ‘demi-monde’ pugliese che, come le liste civiche a sostegno di Emiliano alle regionali, oscilla tra pezzi di centro ex Dc ed ex Psi e pezzi di estrema destra. Ma la Puglia è anche la regione che ha dato i natali allo stesso Conte – originario di Volturara Appula, in provincia di Foggia, il cui nome viene da voltur (avvoltoio..., sic) – che, proprio dalla Puglia, vorrebbe partire alla conquista dell’Italia: non in pullman, come Prodi, ma ‘in carrozza’.

La base parlamentare del partito contiano già c’è (i gruppi Maie-Cd-Europeisti nelle due Camere), ma quello che manca è proprio il radicamento territoriale. Conte punta sul Sud Italia perché i 5 Stelle, storicamente forti al Sud, sono in caduta libera, il Pd sotto Roma è troppo debole e nel centrodestra, tutto sbilanciato su Fd’I, pezzi di FI sono ormai in libera uscita.

Non a caso una protagonista nel reclutamento sarebbe la senatrice Mariarosaria Rossi. La Rossi viene da Pedemonte Matese, provincia di Caserta incassata tra Puglia e Molise. Poi c’è Clemente Mastella, che da Benevento ha lanciato il suo movimento ‘Noi campani’, la piccola nuova Dc dell’avellinese Gianfranco Rotondi, altro contiano doc, e una vecchia volpe dc lucana, Angelo Sanza. Infine, annusamenti con gli ex ‘autonomisti’ siculi legati al vecchio Mpa di Raffaele Lombardo come al fu Pid di Saverio Romano.

Infine, sembra che anche un pezzo della sinistra, la LeU che viene da Mdp, vorrebbe confluire nel partito di Conte. Il ministro Roberto Speranza è radicato in Basilicata e D’Alema, ‘consigliere’ di Conte, è eletto in Puglia. Insomma, se nascerà, il Partito di Conte avrà gambe e piedi al Sud. E pure i suoi rappresentanti, un po’ come gli ‘ascari’ meridionali che fecero la fortuna del liberale progressista Giolitti, verranno dal Sud: obiettivo vero l’8-10% di voti.