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14 feb 2021

Il ministro che vuole ricostruire la scuola. "Riporto tutti in classe, come dopo il sisma"

"Quando ero assessore in Emilia le scosse fecero a pezzi centinaia di edifici scolastici. Il Covid è stato come un terremoto". L’obiettivo: riaprire tutto al più presto. "L’istruzione non può interessare solo agli addetti ai lavori, è il cardine dello sviluppo del Paese"

14 feb 2021
stefano lolli
Politica

"Sembra banale che un ministro dell’Istruzione dica che le scuole devono essere aperte tutte e al meglio. Si parte di qui. Ma la vera sfida è che sulla scuola si apra una grande sfida di crescita per il Paese". Patrizio Bianchi esce da Palazzo Chigi ancora visibilmente emozionato per la nomina. La sua designazione era nell’aria da una decina di giorni, non appena si è intuito che Draghi cercava alcuni super tecnici. "Non lo nego, anche se l’ufficialità è arrivata solo venerdì pomeriggio, ero ancora a Ferrara, stavo lavorando con alcuni amici. E ieri mattina, con il primo treno, mi sono precipitato a Roma". Tenendo in borsa il suo nuovo libro, ’Nello specchio della scuola’, come come un manifesto programmatico. "Lei scherza, ma in qualche modo ha ragione: in quelle pagine c’è tutto quello che penso e che vorrei poter applicare. La scuola, da sempre, è considerata una questione che interessa soprattutto gli addetti ai lavori: gli insegnanti, gli studenti, magari anche le famiglie. In realtà la scuola è di tutti, rappresenta un cardine dello sviluppo del Paese, bisogna tornare a pensare che è un ’bene comune’, imprescindibile". E come tale, scrive, ha bisogno di investimenti. Quanto conta il fatto che lei sia non solo un ex rettore, e titolare di cattedra universitaria, ma innanzitutto un economista, esperto di sviluppo industriale? "Gli investimenti saranno fondamentali. Ma c’è un elemento fondamentale, anche questo banale da dire ma decisivo: l’ascolto. L’anno scorso, come presidente della commissione di esperti chiamata dal ministro Azzolina a studiare la ripartenza della scuola dopo il lockdown, ho ascoltato davvero tutti, dai docenti di ruolo ai precari, sino ai comitati delle mamme. E nella relazione che avevamo consegnato, diventata poi anche il mio libro, ci sono tutti questi elementi". La scuola, dunque, come essenza dello sviluppo. "Diciamo che ...

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