Il governo e le riforme: "Terzo mandato?. Prima ai sindaci". FdI stoppa la Lega

Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, gela gli alleati di governo. Meloni è contraria all’inserimento della norma nel decreto sull’Election day.

Il governo e le riforme: "Terzo mandato?. Prima ai sindaci". FdI stoppa la Lega
Il governo e le riforme: "Terzo mandato?. Prima ai sindaci". FdI stoppa la Lega

"Il terzo mandato è un tema su cui si può discutere, ma ricordando che bisogna innanzitutto partire dai sindaci". Lo dice il ministro per i Rapporti con parlamento, Luca Ciriani. Che in questo caso parla probabilmente anche in qualità di fedelissimo della premier. Giorgia Meloni, infatti, non è disponibile a concedere il terzo mandato per i governatori. Men che mai nel decreto sull’election day in discussione al prossimo consiglio dei ministri. Tanto che, per non offrir spiragli alla richiesta del Carroccio – magari con un emendamento all’atto della conversione in legge –, aveva cassato anche il terzo mandato per i sindaci sotto i 15mila abitanti dal decreto, provocandone il rinvio.

Non a caso il Carroccio, dopo aver rinunciato alla conferma del presidente Christian Solinas in Sardegna per appoggiare il sindaco meloniano di Cagliari Paolo Truzzu, adesso chiede compensazioni in Basilicata. Dove però Forza Italia non intende rinunciare all’uscente Vito Bardi. Nuovo stallo, dunque. Nel prossimo decreto sull’election day Palazzo Chigi vorrebbe introdurre intanto il terzo mandato solo per i sindaci dei piccoli comuni, per poi rimandare ad altra data e sede la questione dei governatori fatta vagheggiare alla Lega. Magari all’indomani delle europee che sanciranno i rapporti di forza. La premier pretende infatti il governo di una delle tre grandi regioni produttive del nord amministrate dal centrodestra. E, se la Lombardia è il simbolo della Lega e in Piemonte si va verso la riconferma dell’azzurro Alberto Cirio, l’unica dove si voterà il prossimo anno è il Veneto.

Dal canto suo il Carroccio, che sulla riconferma di Luca Zaia in Veneto non sente ragioni, ha già depositato un progetto di legge alla Camera per autorizzare il tris. E soprattutto potrebbe fare un blitz all’atto della conversione in legge del decreto, nei 60 giorni successivi alla sua approvazione: con un secco emendamento che aggiunge "e i presidenti di Regione" ai sindaci autorizzati al terzo mandato (pur se a quel punto si porrebbe il problema di tutti gli altri sindaci delle città). Ecco perché Meloni ha tergiversato sui sindaci sotto i 15mila abitanti, finiti loro malgrado nel tritacarne. Ed ecco perché il leader leghista Matteo Salvini si augura invece che il prossimo Consiglio dei ministri dia il via libera al triplo incarico nei piccoli comuni.

"È inimmaginabile prevedere un terzo mandato per un governatore di una regione di 10 milioni di abitanti e impedirlo a un sindaco di un comune di 10mila abitanti", sostiene il ministro Ciriani. Secondo cui il limite dei mandati "è strettamente collegato con quello dell’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di Regione". Tanto che se ne sta discutendo in Senato anche in riferimento alla riforma del premierato, che al momento non prevede limiti. Per il segretario leghista, come per il presidente ligure Giovanni Toti, che a sua volta accarezza il tris, a dirimere la questione devono essere i cittadini col voto: "Questione di democrazia", fanno presente alle obiezioni di quanti hanno diverse legislature parlamentari in curriculum.

Salvini, che ha potuto deporre la ricandidatura di Solinas – che ieri si è ritirato ufficialmente dalla corsa – dopo le vicissitudini giudiziarie che hanno investito il governatore, esige intanto compensazioni immediate. Per questo la Lega ha posto la questione Basilicata. Ma "Vito Bardi è in campo e non si ritira, anche perché ha fatto bene", manda a dire il portavoce di FI Raffaele Nevi. Per gliazzurri l’ex generale della Guardia di Finanza non si tocca. "La cosa importante è tenere unito il centrodestra – sostiene Nevi – Bisogna guardare al candidato migliore regione per regione, non giocare al Risiko".