Il Festival dell’impegno. Amadeus e Mengoni intonano ’Bella ciao’. I trattori? "Benvenuti"

Colpo di scena nella conferenza stampa di presentazione, polemica sopita. Fredda la Rai: nessun contatto. Ma il presentatore: la porta rimane aperta.

Il Festival dell’impegno. Amadeus e Mengoni intonano ’Bella ciao’. I trattori? "Benvenuti"

Il Festival dell’impegno. Amadeus e Mengoni intonano ’Bella ciao’. I trattori? "Benvenuti"

Si comincia bene. Con Amadeus che intona ‘Bella Ciao’ insieme a Marco Mengoni (duetto solo accennato) solo per sottolineare, su richiesta, di essere antifascista. E subito qualcuno ha letto nelle parole del conduttore di Sanremo una risposta di ‘resistenza’ alla Rai targata Meloni (o ‘TeleMeloni’ per gli addetti ai lavori). Ma quello che sembrava un fuoco polemico pronto ad esplodere è invece rimasto lì, sottotraccia, come pura testimonianza. Perché adesso la questione ‘politica’ a Sanremo è altra e ben più forte, coinvolge direttamente il governo, ma anche la commissione Europea che proprio ieri - guarda caso - ha rimesso nel cassetto una norma sui pesticidi che tanta parte ha avuto nella nascita di questa protesta dei trattori che ora la maggioranza vorrebbe santificare e risolvere proprio sul palco dell’Ariston.

La Rai, però, nicchia. Al momento, nulla è certo, a parte Amadeus che li vuole ospitare per forza ("Ho aperto le porte, e non torno indietro. Se ci sarà qualcuno che avrà piacere di esserci, lo accolgo, non c’è nessun cambio di idea rispetto a ieri da parte mia", ha ribadito) pur ammettendo che "nessuno mi ha chiamato, se ci sarà qualcuno che contatterà la Rai, farà sapere chi sono le persone o la persona che ha desiderio di essere presente, lo valuteremo assolutamente". La Rai, in una nota, aveva intanto sottolineato che "non c’è alcun contatto in corso tra l’organizzazione del Festival e una delle associazioni degli agricoltori". Infine ieri, Marcello Ciannamea, direttore Intrattenimento Prime Time, ha ulteriormente chiarito: "La Rai sta dando, ha dato e darà spazio e voce a queste associazioni in tutti i notiziari e in tutti i programmi di approfondimento. Ma sul tema Sanremo non c’è nessun contatto, nessuna trattativa in corso". "Valuteremo se questi contatti ci saranno e le modalità di gestione. Per la Rai al momento non c’è una data di intervento" ha aggiunto.

Ma la politica, si sa, si accapiglia anche sul possibile e la maggioranza, si diceva, con la Lega in prima fila, non sembra vedere l’ora di sfruttare il palco dell’Ariston per dare spazio ad una parte importante dell’elettorato, gli agricoltori, appunto. Ecco, infatti, che il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, già ministro dell’Agricoltura, responsabile del dipartimento Agricoltura della Lega, ieri ha mosso le prime pedine sulla scacchiera della ‘pressione esterna’ sulla Rai: "È giusto ascoltare le proteste del mondo agricolo contro le scellerate direttive di questa Ue, che massacra famiglie e lavoratori con scelte autolesionistiche su agricoltura, automotive, tutela del Made in Italy e difesa dei confini. Farebbe bene Amadeus a ospitare sul palco del Festival di Sanremo le giuste rivendicazioni degli agricoltori".

Dall’opposizione ha risposto, piccata, Raffaella Paita di Italia Viva: "Lo dico a Centinaio e alla Lega: il mondo agricolo vuole risposte non passerelle. Diminuite l’Irpef agricola che avete aumentato anziché proporre agli agricoltori il Festival di Sanremo. La canzone ‘col trattore in tangenziale andiamo a comandarè’ avrebbe dovuto insegnarvi qualcosa". A seguire, Marco Furfaro, del Pd: "Gli agricoltori vadano a manifestare a Palazzo Chigi, non a Sanremo". Ecco, chi pensava che sarebbe bastata ‘Bella Ciao’ ad infiammare gli animi si è sbagliato; le elezioni europee imminenti tengono banco, non c’è Benigni, applaudito da Mattarella, sulla sua lezione sulla Costituzione antifascista ma c’è, a pochi metri dall’Ariston, la mucca Ercolina 2, epigona dell’esemplare che sfilò in Riviera nel 2000, in epoca quote latte, mentre gli uomini dei trattori si muovono in ordine sparso: se il comitato Cra dà forfait, gli agricoltori piemontesi sono pronti a unirsi ai colleghi del Nord per portare la mobilitazione in teatro.

Arriveranno all’Ariston? "Io ho fatto l’istituto agrario - si è esposto Amadeus - mi hanno detto ‘vai a zappare la terrà e ho zappato davvero e so anche guidare il trattore", ma intanto apre all’ipotesi il presidente della Liguria, Giovanni Toti: "Io li farei salire chiedendo grande sobrietà ed uno spazio contenuto e spiegando bene che salgono sul palco perché rappresentano un pezzo importante della vita di tutti noi". Apre anche il sindaco, Alberto Biancheri: "Aspettiamo di capire meglio in che modo una delegazione di rappresentanza possa portare le proprie istanze". Insomma, ’mucca o non mucca’, arriveranno all’Ariston. Quando, si vedrà.