Giovedì 18 Luglio 2024
ELENA G. POLIDORI
Politica

I giovani di FdI e i cori antisemiti. La premier critica la stampa:: "Da regime infiltrarsi nei partiti"

La reazione dopo l’inchiesta di “Fanpage“. "Mi appello anche al presidente della Repubblica". L’opposizione non fa sconti alla premier: "Così rinnova l’attacco frontale alla libertà".

I giovani di FdI e i cori antisemiti. La premier critica la stampa:: "Da regime infiltrarsi nei partiti"

I giovani di FdI e i cori antisemiti. La premier critica la stampa:: "Da regime infiltrarsi nei partiti"

Un diverso senso della libertà di stampa. Giorgia Meloni, colpita nel cuore del partito, nelle fila della sua "gioventù meloniana" dall’inchiesta di Fanpage, ieri è passata al contrattacco, chiamando in causa addirittura il Capo dello Stato per quello che ha definito "un metodo da regime", frase che ha fatto alzare un coro unanime di condanna dalle opposizioni.

Nel mentre Meloni ha "già chiesto al partito di prendere provvedimenti", ha spiegato durante una conferenza stampa al termine del Consiglio europeo, "ovviamente, non potevo esserne a conoscenza: e, come ho detto tante volte e ribadisco, penso che chi ha sentimenti razzisti, antisemiti o nostalgici, semplicemente abbia sbagliato la propria casa". Questi sono sentimenti "incompatibili con Fratelli d’Italia, con la destra italiana e con la linea politica che noi abbiamo chiaramente definito in questi anni: e su questo io non accetto che ci siano ambiguità". "Ho chiesto al partito di prendere provvedimenti e voglio essere chiara ancora una volta – ha proseguito – anche perché penso che queste persone, che non hanno capito evidentemente dove si trovano, siano i migliori alleati di chi ci vuole male".

Meloni però non ha affatto digerito i metodi dell’inchiesta. E, soprattutto, ha fatto chiaramente capire di sentirsi nel mirino di una stampa ostile: "Perché nessuno in 75 anni di Repubblica ha ritenuto di infiltrarsi in un partito politico e riprenderne segretamente le riunioni? È consentito da oggi? Lo chiedo a lei (al cronista di Fanpage che gli stava davanti, ndr), ai partiti politici, al presidente della Repubblica. Infiltrarsi nelle riunioni dei partiti politici è un metodo da regime", ha detto. La premier ha poi attaccato chi "chiede lo scioglimento di un’intera organizzazione giovanile sulla base di fatti che riguardano alcune persone", domandandosi, "se la stessa inchiesta – vogliamo chiamarla inchiesta giornalistica? – si facesse in tutte le organizzazioni giovanili dei partiti politici, noi non sappiamo che cosa potrebbe uscire. Non lo sapremo perché, nella storia della Repubblica italiana, non è mai accaduto quello che Fanpage ha fatto con Fratelli d’Italia, con nessun partito politico, con nessuna organizzazione giovanile, con nessuna organizzazione sindacale".

"Non si è mai ritenuto – ha proseguito – di infiltrarsi in un’organizzazione politica, riprenderne segretamente le riunioni, riprendere anche i fatti personali di minorenni, selezionare che cosa mandare".

Sulla stessa linea della premier anche Giovanni Donzelli: "L’inchiesta è una vergogna", "c’è un problema molto evidente di persone che provano a far finta che sia giornalismo fare dei reati: ci sono dei minorenni che di fatto sono stati spiati e seguiti", ha detto il responsabile Organizzazione di FdI.

Senza sconti la replica alla premier da parte delle opposizioni. "È legittimo che una testata giornalistica si infiltri in un partito? Sì, presidente Meloni: vada alla sostanza dell’inchiesta di Fanpage. Quando prende provvedimenti? Quando solidarizza con la segretaria del Pd insultata e minacciata dai giovani di FdI?", ha commentato su X Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile Informazione dem. E, subito dopo, la segretaria, Elly Schlein: "Meloni ha trovato un’ulteriore occasione di rinnovare un attacco alla libertà di stampa e al diritto di informazione delle cittadine e dei cittadini".

"Consiglio non richiesto alla premier – attacca Angelo Bonelli di Avs – non coinvolga il presidente Mattarella su Fanpage. Gioventù nazionale va sciolta perché è una organizzazione intrisa di antisemitismo e fascismo". "Meloni dice che le inchieste indipendenti sono cose da regime, per noi si chiama democrazia", sostiene il capogruppo M5s Francesco Silvestri. "Il problema di FdI non sono i giornalisti che entrano nelle chat del partito, sono i razzisti che non vengono fatti uscire subito", ha invece scritto su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Sulla stessa linea Nicola Fratoianni di SI: "Faccia pulizia sino in fondo e definitivamente nel suo partito della paccottiglia fascista e nazista. Da noi non troveranno mai militanti che odiano la democrazia, gli ebrei, i migranti o che non rispettano i diritti delle persone Lgbtq".