Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Ansa)
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Ansa)

Roma, 4 settembre 2021 -  Sul Green pass e l'obbligo vaccinale, nonostante la fermissima presa di posizione del premier Mario Draghi (Video), continuano le frizioni all'interno del governo. Ad accendere la miccia, in collegamento da Doha alla festa de 'Il fatto quotidiano', è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "Io penso che tutte le azioni fatte finora sul Green Pass sono sempre state fatte ascoltando la comunità scientifica - premette - Ciò che mi spaventa è quando queste decisioni diventano appannaggio di una linea politica o di una linea di un partito e mi riferisco all'atteggiamento di Salvini. Se la comunità scientifica ci dirà che serve restringere ulteriormente i parametri del Green Pass per permettere al Paese di restare aperto, noi lo faremo". 

Vaccino e terza dose, "l'immunità cala dopo 6-7 mesi"

Poi la stoccata al leader della Lega: "Salvini deve decidere se inseguire la Meloni o il bene del Paese", attacca Di Maio. 

Alla fine il ministro sembra voler moderare un po' i toni: "Noi non dobbiamo perdere di vista gli obiettivi e quando Draghi dice che il 'governo va avanti' vuol dire questo. Certo la coalizione è molto ampia ma io con i ministri della Lega lavoro benissimo. Ciò che si vede fuori non lo si vede nei Cdm. Lavoriamo sui singoli dossier senza avere problemi di fiducia. Io non conosco le intenzioni di Salvini, la mia impressione è che ci sia una grande competizione nel centrodestra - che è sempre più di destra - che influenza certi atteggiamenti e credo che ciò non fa bene al governo Draghi". 

In serata, stoccata anche dalla dem Valentina Cuppi, che a margine della festa della Fiom di Firenze dichiara: "Se il problema del Green pass sta così a cuore a Salvini, può anche decidere di stare all'opposizione, perché il governo può andare avanti ugualmente, anche senza". E assicura che il Pd vuole difendere "la sicurezza delle persone, e fare in modo che ci sia una difesa della salute di tutte e tutti, e quindi anche una difesa del lavoro". 

Salvini ribadisce il suo 'no'

Dal canto suo Matteo Salvini, che ha sempre detto di voler rimanere nel governo Draghi, mantiene la sua posizione contro l'obbligo di vaccino: "Io sono vaccinato ma questo non mi dà titolo di imporre obblighi sulla testa di qualcun altro", ha detto a Caravaggio, dov'era per l'inaugurazione della sede della Lega. E in serata ha ribadito il no: "Bisogna mettere in sicurezza per la salute coloro che ne sono sprovvisti, però sempre rispettando la libertà. La Lega è il partito delle libertà, tra cui quella di cura: nessuno mi convincerà mai che nel mio paese si obbligano bambini e ragazzini a fare quello che i genitori ritengono che non si debba fare". Poco prima di arrivare a Caravaggio, Salvini si è fermato in una farmacia di Treviglio per sottoporsi a un tampone, non avendo ancora terminato il ciclo vaccinale: lui stesso ha spiegato di aver ricevuto a fine luglio soltanto la prima dose del vaccino Moderna. "Settimana prossima farò la seconda dose - ha detto -: prima non ce l'ho fatta per vari impegni, tra cui due processi".

Quanto alla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, anche oggi ribadisce la sua posizione: "Penso che l'estensione del green pass e il vaccino obbligatorio siano due cose diverse - spiega Meloni - Se il governo vuole usare il green pass per inserire surrettiziamente un obbligo vaccinale penso non sia giusto. Inserisca l'obbligo, io non sono d'accordo, e se ne assumerà la responsabilità". 

Le proteste dei no Green pass intanto continuano: oggi ci sono stati cortei a Genova e Pescara e un presidio a Milano. E anche in Francia non sono mancati gli ormai 'trafizionali' cortei del sabato contro le restrizioni volute da Macron: duecento oggi ma, come sottolinea l'Eliseo, con sempre meno manifestanti.