Il presidente della Camera Roberto Fico (ImagoE)

Roma, 23 aprile 2018 - Tocca a Roberto Fico. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha affidato al presidente della Camera "il compito di verificare la possibilità di una intesa di maggioranza tra il M5s e il Pd per costituire il governo". Mattarella ha chiesto a Fico "di riferire entro la giornata di giovedì". "Ho atteso altri tre giorni per registrare altre novità pubbliche, esplicite e significative nel confronto con i partiti. Queste novità non sono emerse", ha riferito Mattarella al presidente della Camera. 

E dopo la presidente del Senato, spetterà quindi alla terza carica dello Stato l'incarico esplorativo per la formazione di un nuovo governo. Ma il perimetro questa volta è circoscritto a M5s e Pd. "Ringrazio il presidente Mattarella per avermi affidato un mandato esplorativo. Mi metterò al lavoro da subito e secondo me il punto fondamentale è che si deve partire dai temi e dal programma per l'interesse del Paese", ha dichiarato Fico. Non sono previste consultazioni stasera. Secondo quanto si apprende, gli incontri inizieranno domani. 

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FICO INCONTRA ALLE 14.30 IL PD, E ALLE 18 M5S - Si svolgeranno domani gli incontri del Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, con le delegazioni del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle, in seguito al mandato esplorativo conferito dal Capo dello Stato. Alle ore 14.30 si terrà l'incontro con la delegazione del Pd e alle ore 18 l'incontro con la delegazione del M5s. Le consultazioni si svolgeranno nel Salottino del Presidente e a seguire le dichiarazioni alla stampa nella Sala della Lupa.  

IL PUNTO Fico, ultima chiamata - di P.F.DE ROBERTIS

LA REAZIONE DI SALVINI - Il mandato a Fico ha innescato l'ira di Salvini, che ha parlato di "presa in giro". Il presidente della Repubblica ha dato mandato al presidente della Camera "per sondare quale governo? Pd-5Stelle. Hanno perso in Italia, hanno perso in Molise, se ci date una mano straperderanno domenica in Fvg. Io non voglio vedere Renzi, Serracchiani o la Boschi al governo per i prossimi cinque anni. Non è giusto, non è normale, non è rispettoso", ha detto il leghista. "Bisogna rispettare sempre le indicazioni del presidente ecc. ecc. ma farò di tutto perché non accada questa presa in giro", ha aggiunto. 

"Per il governo si potrebbe fare la stessa cosa che avete fatto voi con la ricostruzione: se quelli con cui dovreste ricostruire cominciano a litigare e non si mettono d'accordo, alla fine possiamo tirarci su le maniche e provare a far da soli", ha aggiunto Salvini da Gemona, in provincia di Udine. 

ORFINI E ROSATO - Anche Orfini ha sbarrato la strada a un possibile accordo M5s-Pd. "Eravamo, siamo e resteremo alternativi ai Cinque Stelle", ha dichiarato il presidente del Pd. "Pieno rispetto per il lavoro del presidente della Repubblica, un lavoro difficilissimo che sta facendo e che impegna tutti noi. Le distanze sono oggettivamente enormi e sembrano insormontabili", ha aggiunto il vice presidente della Camera, Ettore Rosato.

MARTINA - Più aperto al dialogo il segretario Pd Martina, che ha precisato: "Ci confronteremo con il presidente Fico con spirito di leale collaborazione secondo il mandato conferitogli dal presidente Mattarella. Lo faremo con serietà e coerenza a partire da una questione fondamentale e prioritaria: la fine di ogni ambiguità e di trattative parallele con noi e anche con Lega e centrodestra. Per rispetto degli italiani, dopo 50 giorni di tira e molla, occorre su questo totale chiarezza".

DI MAIO - E Di Maio ha mollato Salvini. "Io accetto la richiesta del capo dello Stato e presto incontrerò il presidente della Camera per valutare la possibilità di questo percorso, visto e considerato che dall'altra parte non hanno voluto ascoltare i loro stessi elettori che chiedevano a Salvini di fare questo passo", ha scritto il capo dei 5 Stelle sul blog, dove ha aggiunto: "Questa è la settimana decisiva e sono molto ottimista" perché "non sarà un'alleanza: quello che valeva per la Lega, vale anche per il Pd. Le condizioni non cambiano".

"Dal suo comportamento ho capito che Salvini non vuole assumersi responsabilità di governo. Perché sinceramente non riesco proprio a capire come mai preferisca stare all'opposizione per il bene dei suoi alleati, invece di andare al governo per il bene degli italiani. E dovrà darne conto a tutti gli imprenditori, pensionati, professionisti, giovani che lo hanno votato per vederlo al governo e invece ha reso il loro voto ininfluente. Non si dica che non c'ho provato fino alla fine, adesso buona fortuna", ha continuato il capo dei 5 Stelle. "In questi giorni - ha sottolineato - ho chiesto a più riprese a Matteo Salvini di sedersi al tavolo come leader della Lega per discutere i termini del contratto di governo. E' cosa nota che abbiamo delle differenze programmatiche, ma è altrettanto chiaro che abbiamo tanti obiettivi in comune che potremmo realizzare. Penso alla Legge Fornero, alla riduzione delle tasse, ai diritti dei lavoratori, alla lotta alla burocrazia, al sostegno alle famiglie e ai loro figli, alla sicurezza su tutto il territorio nazionale solo per citare i primi che mi vengono in mente". "Alcuni - ha osservato - mi hanno anche detto di aver esagerato in questo 'corteggiamento', chiamiamolo così. L'ho fatto perché era doveroso dare questa opportunità all'Italia".

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