Roma, 26 maggio 2018 - "Quando sciolgo la riserva? Stiamo lavorando". Sono le stringate dichiarazione rilasciate oggi dal premier incaricato Giuseppe Conte ai giornalisti. Nessuna nuova dunque sul fronte della squadra di governo, anche se il premier incaricato ha incontrato a Montecitorio l'ambasciatore Luca Giansanti in un faccia a faccia durato circa 40 minuti. Giansanti è uno dei nomi circolati nei giorni scorsi per il Ministero degli Esteri.

Chi ha fretta di chiudere è Salvini, che nel pomeriggio afferma: "Passi indietro la Lega ne ha già fatti abbastanza: abbiamo già fatto tutto quello che potevamo fare". E continua: "Già stasera daremo al presidente del consiglio incaricato i nomi della Lega che sono pronti a fare i ministri e lavorare per il bene dell'Italia: non ne faccio una questione di nomi e cognomi ma di rispetto del voto degli italiani", ha proseguito il segretario leghista al termine di una riunione in via Bellerio. 

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"Un rischio di frattura con il Quirinale? L'unico rischio che vedo è un'ulteriore frattura tra i palazzi del potere e gli italiani. Se qualcuno rallentasse ancora questo processo di cambiamento facendo saltare 15 giorni di lavoro e sacrificio, sarei ancora arrabbiato", ha concluso. 

Matteo Salvini poi alla festa della Lega di Martinengo, in provincia di Bergamo ha detto: "Io ho detto 'O si parte o per noi basta'. Mi rifiuto di andare avanti ancora a trattare per settimane. I mutui non aspettano, la benzina non aspetta, gli sbarchi nemmeno". Quindi l'alternativa è il voto? "Sicuramente non sono nato per tirare a campare", ha risposto il segretario leghista. 

Di Maio gli fa eco  intervenendo a Terni: "Abbiamo già perso troppo tempo, o si chiude entro 24 ore e siamo messi nelle condizioni di poter cominciare a lavorare o lasciamo perdere". 

IL NODO SAVONA - La formazione del nuovo esecutivo resta arenata su Paolo Savona (VIDEO), il nome che la Lega vuole al ministero dell'Economia e che invece sarebbe sgradito a Mattarella. Salvini, che ieri ha dimostrato di non voler cedere un millimetro, a rischio anche di far saltare tutto e tornare alle urne, oggi è tornato a difendere la sua linea. "Giornali e politici tedeschi insultano: italiani mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati. E noi dovremmo scegliere un ministro dell'Economia che vada bene a loro? No, grazie!?", ha scritto in un post su Facebook. 

MELONI, POI FICO - Il segretario della Lega ha tutto l'appoggio di Di Maio (anche via social) e, da oggi, anche quello della Meloni che parla di "inaccettabile ingerenza" del capo dello Stato. Fratelli d'Italia non cambia idea sul governo giallo-verde - resta cioè il no alla fiducia - ma offre il "suo convinto aiuto per rivendicare il diritto di un governo a scegliere un ministro dell'Economia non indicato da Bruxelles. L'Italia è ancora una nazione sovrana, Juncker e la Merkel se ne facciano una ragione". Getta acqua sul fuoco il presidente della Camera Roberto Fico: "È un'interlocuzione tra il Presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio incaricato. Lasciamo a loro. Io spero che si vada avanti". Davide Casaleggio, da parte sua, si dice "fiducioso che troveranno un'ottima soluzione". 

NYT SU CONTE: E' ESECUTORE - Ma le critiche non arrivano solo dalla stampa tedesca. Lega e M5s, scrive il New York Times in un editoriale, che prima erano "nemici giurati", hanno designato a Palazzo Chigi "un professore di diritto chiamato Giuseppe Conte, largamente sconosciuto e cui il curriculum di ricercatore presso famose università era ignoto ad alcune di queste, tra le le quali la New York University, che non ha trovato sua traccia. Ciò che sembra qualificarlo principalmente è la sua volontà di eseguire il mandato dei leader dei due partiti". 

Governo, stallo su Savona. Salvini su Fb: "Arrabbiato". Ed evoca le urne

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Governo, la lista dei ministri c'è (ma non è scontata). Tutti i nomi in ballo

Agli Esteri l'ambasciatore amico di Di Maio

RISCHIO DECLASSAMENTO - Il contratto giallo-verde preoccupa anche il mondo economico internazionale. Lo dimostra la decisione di Moody's di mettere sotto osservazione il rating italiano per un possibile downgrade. Decisione che prende le mosse dal "significativo rischio di un indebolimento della forza di bilancio, dati i piani della nuova coalizione di governo", e dal "pericolo di stallo degli sforzi per le riforme strutturali", insieme a quello di capovolgere le "riforme passate, come quella delle pensioni adottata nel 2011".

Anche se il rischio uscita dall'euro è percepito come basso, l'analisi dell'agenzia di rating resta dura. "Lontano dall'offrire la prospettive di un ulteriore risanamento di bilancio, il contratto" di Lega e Movimento 5 Stelle "include potenziali costose misure su tasse e spesa, senza una chiara proposta su come finanziarle", afferma Moody's. E "anche se alcune delle proposte originarie della coalizione sono state modificate nell'accordo finale - si aggiunge - queste portano lo stesso a una più debole, e non più forte, posizione di bilancio andando avanti".

Sale la febbre sui bond, il debito pubblico costa di più

SPREAD SALE, RENZI: COLPA DI DI MAIO E SALVINI - Con il governo in stallo e le prospettive del programma di Carroccio e pentastellati, in questi giorni lo spread ha raggiunto quote mai così alte da tempo. Ieri il differenziale Btp-Bund ha chiuso a 204 punti base, dopo aver toccato i 216. Un dato che continua a preoccupare i vertici istituzionali e la Banca d'Italia. Il tetto di guardia è considerato a 250, oltre c'è il rischio di un declassamento da parte delle agenzie di rating con la possibilità che la Bce non compri più i titoli italiani. Oggi Matteo Renzi cavalca l'onda:  "Lo spread sale ai massimi dal 2013 - scrive Renzi su Facebook -. Non pensate che sia una notizia tecnica perché purtroppo riguarda la nostra vita. Dai prossimi giorni i mutui per le famiglie costeranno di più, l'accesso al credito per le piccole imprese sarà più difficile e pagheremo di più gli interessi sul debito pubblico".

Basta parlare di complotto, aggiunge l'ex segretario Pd. "Non è colpa dei mercati finanziari. Il responsabile ha sempre un nome, in questo caso due cognomi: Salvini e Di Maio. Se sale lo spread è grazie al teatrino incredibile di questi giorni". 

BANNON A ROMA - Steve Bannon invece, ex capo stratega di Donald Trump vicino ai movimenti nazionalisti di estrema destra, oggi a Roma ha dichiarato a Sky Tg24: Salvini e Di Maio "sono stati bravissimi, hanno fatto un accordo di governo per il cambiamento del Paese che raccoglie il 60% dei voti reali. Il mondo intero sta guardando all'Italia, è arrivato il momento di celebrare questo grande cambiamento".

"Se così tanti hanno votato per questi partiti antisistema - ha aggiunto - vuol dire che il popolo italiano ha dimostrato di volersi riprendere in mano il proprio destino, indipendentemente da quello che dice il New York Times. Che è un braccio della propaganda contro questi partiti anitisistema. Il voto ha dimostrato che le persone erano stanche dell'estabilishment". In ogni caso, ha tenuto a specificare lo stratega Usa, "non sono consigliere di Salvini o Di Maio, sono soltanto un osservatore. Avevo previsto questa possibile alleanza M5S-Lega, per un governo che può avere molta forza. Ma non sono un loro consulente". 

"Questi due leader devono insistere sul professor Savona", ha continuato Bannon. "Quando c'è la possibilità di prenderti il meglio bisogna prenderlo e lui è il meglio", ha proseguito Bannon. "Ha le idee chiare sull'Europa, sulla Germania e sull'euro e non è timido, dice le cose come stanno. Credo che il Movimento 5 stelle e la Lega, mettendosi insieme, vedono in Savona la persona giusta, che non le manda a dire, conosce il sistema monetario, rappresenta qualcosa di diverso rispetto a quello che c'è stato".

Governo, Conte al Colle. Dubbi su Savona. Salvini su Fb 'Arrabbiato'. Like di Di Maio

TELEFONATA CONTE-MACRON - Intanto Conte ha sentito al telefono il presidente francese Macron. "Questo pomeriggio ho ricevuto una telefonata da Macron, il quale ha formulato i suoi migliori auspici per il governo che stiamo formando in Italia", ha scritto il premier incaricato Conte, su Facebook. "Questa conversazione ha costituito l'occasione per un proficuo scambio sulle principali prospettive delle politiche economiche e sociali europee che coinvolgono i nostri due Paesi", ha sottolineato Conte. "Ci siamo lasciati con l'auspicio di poterci incontrare il prima possibile per discutere in dettaglio le varie questioni di comune interesse". 

IL PARERE DI PUTIN - Anche Putin ha parlato dell'Italia in un incontro a margine del Forum di San Pietroburgo. "Tra Russia e Italia vi sono buoni rapporti, di grande fiducia: per noi è un partner affidabile e le relazioni non si sono mai interrotte, neppure nei momenti più burrascosi dal punto di vista sia politico che economico". "Ci rendiamo conto - ha proseguito - che l'Italia è stata costretta a subordinarsi alle scelte collettive dell'Ue e aderire alle sanzioni contro la Russia". 

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