Luigi Di Maio e, sullo sfondo, Matteo Salvini (Ansa)
Luigi Di Maio e, sullo sfondo, Matteo Salvini (Ansa)

Roma, 2 maggio 2018 - Salvini insiste sulla possibilità di un governo centrodestra-M5s ma Di Maio non vuole sentire parlare di nuove trattative e invoca il voto. Giornata di botta e risposta tra i due leader in attesa della decisione di Mattarella che arriverà dopo la direzione Pd di domani.

SALVINI - "Fino all'ultimo proviamo a mettere insieme un governo, ma gli altri non devono rimanere arroccati sul monte a dire quello mi piace e l'altro no", dice il leader della Lega, che vede ancora l'esecutivo composto da centrodestra e 5 Stelle "l'unico possibile". Per Salvini "l'unico governo possibile è con chi non ha perso le elezioni. Spero che queste settimane di giri per forni e panetterie abbiano fatto capire ai 5 stelle che la coerenza non è merce di distribuzione al discount e sono umilmente e tranquillamente a disposizione da oggi pomeriggio, quando si vuole, dove si vuole, con chi si vuole, in diretta o non in diretta a sederci attorno a un tavolo partendo dalle riforme, pensioni, lavoro, scuola, giustizia e fisco per decidere come si vota, quando si vota per fare queste riforme". Il leader del Carroccio ribadisce poi la chiusura al Pd: "Continuo coerentemente, testardamente a escludere qualsiasi rapporto con Renzi, la Boschi, Gentiloni le cui riforme vogliamo smontare pezzo per pezzo, petalo per petalo". 

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DI MAIO - Di Maio non arretra, anzi lancia l'affondo. "Non è possibile nessun governo del cambiamento con Berlusconi e il centrodestra. Salvini ha cambiato idea e si è piegato a lui solo per le poltrone. Si torni subito al voto!", ha scritto il capo politico su Twitter postando una dichiarazione del leader leghista del 2012 in cui Salvini diceva "no a possibili assi tra Carroccio e il Cavaliere", "nessun leghista è disposto a puntare ancora su un'alleanza con Berlusconi".

E non si ferma qui. "Noi non abbiamo alcun problema nel farlo (andare al voto ndr) perché ci sostengono i cittadini con le piccole donazioni - scrive in un post sul Blog delle Stelle -. Altri invece si oppongono perchè, tra prestiti e fideiussioni, magari hanno qualche problemino con i soldi. Ma l'Italia non può rimanere bloccata per i guai finanziari di un partito". 

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Tempestiva arriva la replica del leader del Carroccio: "Non rispondo a insulti e sciocchezze su soldi e poltrone, per noi lealtà e coerenza valgono più dei ministeri - dice Salvini - Voglio dare un governo agli italiani, se i grillini preferiscono litigare lo faremo da soli. Bloccare anche la partenza dei lavori delle commissioni parlamentari è da irresponsabili". Poi sembra ripensarci e contrattacca: "Le mie sono scelte politiche dettate unicamente dalla coerenza, dalla lealtà e dal rispetto del voto degli italiani. Chiunque parli di soldi, prestiti, fideiussioni, regali e ricatti inesistenti a me e alla Lega, se finora è stato ignorato, da domani sarà querelato".

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FEDRIGA - Questa mattina a ipotizzare un riavvio della trattativa di tutto il centrodestra con il Movimento 5 Stelle senza veti è stato anche il neo governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. "Aspettiamo le decisioni di Mattarella in modo fiducioso - ha detto Fedriga riguardo alla possibile richiesta di preincarico da parte di Salvini - Faremo tutti gli sforzi per vedere se cambiano per la quarta volta idea i 5 stelle. Noi lanciamo un appello a fare qualcosa per i cittadini, non abbiamo mai cambiato idea dal 4 marzo".

"Aspettiamo la decisione del presidente, confidando nella sua saggezza - ha continuato Fedriga -. Poi speriamo si passi al 'forno delle responsabilità'. Ipotizzo un riavvio della trattativa di tutto il centrodestra con il Movimento 5 Stelle senza veti - spiega - Il Pd ha portato avanti politiche opposte alle nostre, non vedo compatibilità. Altrimenti l'unica strada è il voto".

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