Roma, 11 giugno 2019 - Tra Roma e Bruxelles è ancora partita aperta sul fronte conti pubblici. Al termine di una lunga giornata di dichiarazioni politiche arriva l'affondo del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che definisce l'Italia un "problema serio" e che "rischia di essere nei prossimi anni nella procedura per i disavanzi eccessivi". Dichiarazioni a cui prontamente replica il premier Giuseppe Conte, che gli ricorda come anche lui abbia "ammesso di aver sbagliato direzione con la Grecia". "Dunque prima di dirci che sbagliamo, mi dia modo di aggiornarlo", dice il presidente del Consiglio che oggi si era già dichiarato massimamente impegnato a ridurre il debito ma "senza manovre recessive". Anche il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, oggi ha provato a rassicurare l'Ue sostenendo che la "stabilità finanziaria è imprescindibile", mentre il vicepremier pentastellato Di Maio si è detto convinto che da Bruxelles "non andranno fino in fondo". 

LE PAROLE DI JUNCKER - "L'Italia rischia di ritrovarsi in una procedura per deficit eccessivo per anni, se non adotterà le misure necessarie a evitare questa decisione da parte di Commissione e Ecofin nelle prossime settimane". Queste le parole del presidente della Commissione, durante un dibattito organizzato da Politico.eu. a Bruxelles. "Non voglio umiliare in dichiarazioni pubbliche la Repubblica italiana perchè ho il più grande rispetto per l'Italia ma riteniamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata. Di conseguenza dobbiamo prendere le decisioni pertinenti in questo ambito". Juncker ha aggiunto di "voler evitare" questa procedura, "ma dipenderà dai prossimi impegni che prenderà il governo italiano", puntualizzando: "abbiamo introdotto misure di flessibilità che tengano conto delle riforme strutturali, dei cicli economici, dei terremoti e di altre priorità. Lo sanno tutti, ma nessuno lo sa in Italia perché il governo italiano dà l'impressione che la Commissione sia contro l'Europa meridionale e non tenga presente le specificità del Paese". Infine, l'ex Primo Ministro del Lussemburgo, consiglia a Luigi Di Maio "di comportarsi in modo da avere ragione", riguardo alla convinzione espressa dal vicepremier secondo il quale, alla fine, la procedura Ue per deficit eccessivo contro l'Italia per la violazione della regola del debito, verrà scongiurata.

LA REPLICA DEL PREMIER - "Con Juncker c'è un rapporto molto cordiale, direi amicale, gli riconosco molta lealtà, ha dato una grossa mano all'Italia nel dicembre scorso. Posso dire all'amico che anche lui ha ammesso di aver sbagliato direzione con la Grecia. Dunque prima di dirci che sbagliamo, mi dia modo di aggiornarlo" perché "noi siamo ben convinti di quel che stiamo facendo e della nostra politica economica, siamo convinti di tutto quel che stiamo facendo". Ha replicato Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine del Cdm che ha approvato il decreto Sicurezza bis

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TRIA - Intanto questa mattina, intervenendo all'assemblea di Assonime, Giovanni Tria ha sottolineato che "la stabilità finanziaria è un obiettivo imprescindibile". "Il governo è determinato a centrare gli obiettivi adottando la dove necessario le iniziative adeguate per il loro raggiungimento", ha detto il titolare del Tesoro. "Per i prossimi anni - ha continuato il ministro dell'Economia -, il Parlamento ha impegnato il governo, con l'approvazione del quadro programmatico contenuto nel Def, a riprendere il percorso di riduzione del debito e di avvicinamento progressivo al pareggio di bilancio, pur in un quadro di non aumento e di progressiva riduzione della pressione fiscale. Si tratta di una indicazione positiva perché la riduzione della pressione fiscale è favorevole alla crescita se perseguita salvaguardando la stabilità finanziaria. Il governo è al lavoro perché queste indicazioni possano essere rispettate e questo spiegheremo nel dialogo con la Commissione".

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CONTE - E se Tria ha rassicurato che non si creerà deficit per finanziare misure, anche Conte ha sottolineato che l'impegno del governo è quello di concordare con i partner europei un percorso credibile di riduzione del debito, nel segno della sostenibilità sociale e senza attuare manovre recessive, che sarebbero in contraddizione con l'agenda di rilancio della crescita adottata sin dallo scorso anno". 

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ALLA CAMERA - Tria ha poi ribadito l'intento del governo "a perseguire il fondamentale obiettivo di saldo strutturale" nel corso di un'informativa alla Camera, confermando i risparmi attesi dal Reddito di cittadinanza e da 'quota 100'. "E' nel nostro interesse arrivare a un compromesso" e "raggiungere un accordo con la commissione Ue per evitare una procedura di infrazione", ha detto ancora il ministro dell'Economia. "Secondo l'approccio comunitario - ha affermato - le nostre politiche sono materia di comune interesse, così come le politiche degli altri Paesi membri riguardano anche noi. Siamo un paese fondatore dell'Unione Europea, siamo stati uno dei principali promotori e fondatori della Moneta unica". Rispondendo poi ai giornalisti, al termine dell'informativa, Tria ha spiegato che quanto dichiarato "è scritto nel Def" e di sentirsi sostenuto da tutto l'esecutivo.

DI MAIO - In mattinata era stato il vicepremier Luigi Di Maio ad assicurare che non ci saranno manovre correttive sui conti. "Dobbiamo essere forti delle nostre convinzioni e pretendere più rispetto in Europa. Siamo un paese fondatore della Ue, siamo al pari di Francia e Germania in questo momento storico ed economico, siamo la seconda potenza manifatturiera in Europa, quindi abbiamo tutto quello che serve dal punto di vista strategico e politico per ottenere un semplice obiettivo: la legge di bilancio di fine anno deve aumentare gli stipendi e abbassare le tasse", ha spiegato ai microfoni di Rtl 102.5. "L'aumento degli stipendi lo produrrò con il salario minimo ma non solo perche dobbiamo abbassare il costo del lavoro per le imprese, dobbiamo abbassare le tasse in generale perché oggi un pensionato spende il 70% della sua pensione in un anno in bollette per spazzatura, energia, acqua", ha aggiunto. "Di sicuro non vogliamo andare contro l'Ue, ci vuole un dialogo, ma è fondamentale farci rispettare", ha continuato ribadendo che "di manovra correttiva non se ne deve neanche parlare". Quanto ai minibot, ha infine puntualizzato: "L'obiettivo è ripagare le aziende che hanno crediti con la Pubblica amministrazione, che poi si chiamino minibot o miniLuigi non cambia niente. L'importante è che si paghino i soldi che le aziende devono avere dallo Stato e che non stanno avendo".