Il gruppo della Lega in Senato applaude Salvini (Ansa)
Il gruppo della Lega in Senato applaude Salvini (Ansa)

Roma, 143 agosto 2019 - Crisi di governo: l'Aula del Senato ha confermato ieri il timing votato in conferenza dei capigruppo quindi il premier Giuseppe Conte sarà a Palazzo Madama martedì 20 agosto alle ore 15 per raccontare la sua versione della crisi del governo giallo-verde. Bocciate le proposte di modifica al calendario presentate dal centrodestra, come quella di discutere la mozione di sfiducia seduta stante e, sentita l'Aula, la presidente Elisabetta Casellati ha fissato definitivamente data e ora del dibattito. In questo modo la crisi verrà, come si dice, parlamentarizzata. A dare visivamente il polso della situazione è stato il display elettronico delle votazioni a indicare i voti a favore e quelli contro. Il tabellone ha mostrato tutte le lucine rosse accese di Pd, Leu e M5s a sinistra a conferma del voto compatto contro le proposte del centrodestra di anticipare la mozione di sfiducia a Conte. Stesso discorso di compattezza per le lucine verdi: Lega, FdI e FI hanno votato a favore di tutte le loro proposte di modifica del calendario. Unica eccezione il voto dell'ex M5s Martelli, ora al gruppo Misto, che ha invece votato con il centrodestra.

Bagarre in Aula

Subito rovente ieri sera il clima nell'Aula del Senato. Esordisce la capogruppo di Forza Italia in Senato, Anna Maria Bernini: "Chi è vera opposizione dimostri di esserlo. Questo dibattito dimostra chi non vuole dare la parola agli italiani e tenere in piedi il governo per mantenere le poltrone", afferma, e manifesta l'esigenza di passare ad affrontare subito il tema della crisi. Ma, come detto, l'Aula alla fine stabilisce diversamente. 

Salvini e la proposta ai 5 Stelle

Prende successivamente la parola Matteo Salvini, che all'ingresso a Palazzo Madama aveva annunciato che non avrebbe ritirato i ministri della Lega. "Non si capisce perché non si debbano disturbare i poveri parlamentari a ferragosto", accenna. E subito scoppia la bagarre. Il ministro viene contestato e interrotto più volte. La presidente Casellati fatica a contenere le proteste ma Salvini riprende e incalza: "Sono abituato a ricevere insulti e minacce". Netto sulla crisi: "L'Italia vuole avere certezze, e cosa c'è di più democratico e lineare, che dare la parola al popolo. Cosa c'è di più bello? Non capisco questa paura". Poi a sorpresa: "Rilancio la proposta di Di Maio. Siamo per anticipare il voto del taglio dei parlamentari, a patto poi di andare al voto subito. Vedo che dai banchi del Pd ora non applaudono più", continua Salvini attaccando l'ex premier Matteo Renzi, che aveva tenuto una conferenza stampa poco prima. "Renzi, con i disastri che ha fatto, sa che gli italiani lo mandano a casa sicuramente, è umanamente comprensibile. Sta attaccato alla poltrona con il vinavil". Così il leader della Lega intervenendo in aula al Senato.

La replica del Pd

Chiamato in causa più volte, l'ex premier e senatore dem Matteo Renzi ascolta senza mostrare reazioni visibili. Solo un sorriso quando arriva l'apertura di Salvini al taglio dei parlamentari. Prende la parola il capogruppo del Pd, Andrea Marcucci, che parla di ansia da antirenzismo. "Il momento è molto delicato per il Paese e credo non si possa ascoltare una dose così intensa di bugie e offese nell'aula del Senato. A parte i termini estetici, Salvini, lei è sicuramente il più abbronzato". Segue un altro affondo: "Da che pulpito viene la predica, lei è stato il più assenteista al Parlamento europeo e assenteista al Viminale. Credo che siano brutte abitudini". "Ma è lui che ha la responsabilità di quel che è successo alla nostra economia e alle nostre istituzioni, che ha deriso e calpestato con minacce alle istituzioni e al Parlamento", rincara la dose il capogruppo Pd. "Riteniamo che sia giusto ascoltare il premier Conte, credo che addossare ad altri la responsabilità di quanto accaduto finora sia un falso a danno degli italiani, ha detto Marcucci.

Movimento 5 Stelle

Interviene poi, con fermezza, Stefano Patuanelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle. "Non ci intimorisce di andare al voto in qualunque momento, nessuna paura di chiedere il parere degli elettori - dice -. La proposta di calendarizzare la mozione di sfiducia seduta stante, però, sarebbe uno sgarbo al presidente del consiglio, irricevibile perché domani si celebra una ricorrenza, il primo anno sulla tragedia del Ponte Morandi, e noi qui al Senato non dovevamo discutere la mozione di sfiducia ma dibattere delle misure per evitare il ripetersi di simili tragedie". Poi Patuanelli affronta il nodo che tanto sta a cuore ai pentastellati, il taglio dei parlamentari ormai in dirittura d'arrivo: "Io credo che il ministro Salvini abbia tolto qualsiasi valenza politica al dibattito in corso visto che la proposta di votare immediatamente, la prossima settimana, la quarta lettura della riforma per tagliare i parlamentari è possibile esclusivamente se domani non viene votata la sfiducia al governo, in alternativa voteremo contro". Affermazione che Salvini liquida in una battuta: "Non siamo mica al mercato del pesce". Ma questo punto viene ripreso sui social da Luigi Di Maio, leader pentastellato. "Per quanto riguarda il voto, il Movimento 5 Stelle è nato pronto, ma è il presidente della Repubblica il solo a indicare la strada per le elezioni. Gli si porti rispetto", scrive Di Maio. "Nessuna preclusione ad andare alle urne questo autunno, ma nel rispetto delle prerogative del Quirinale".

Taglio parlamentari, replica di Salvini

L'uscita di Patuanelli che propone alla Lega di ritirare la mozione di sfiducia nei confronti del premier Giuseppe Conte se vuol portare a casa il taglio dei parlamentari e il post di Di Maio suscitano la replica a caldo di Salvini. "Di Maio chiede di votare il taglio dei parlamentari? Accettiamo la sfida: noi siamo pronti a votare la prossima settimana il taglio del numero dei parlamentari e subito dopo andiamo al voto. Mi aspetto da Di Maio coerenza", dice il ministro dell'Interno, interpellato dai giornalisti a margine dei lavori dell'Aula. "Dall'Italia che lavora ci arriva il messaggio di fare in fretta. Se poi - aggiunge - ci dovesse essere un accordo Renzi-Grillo, lo spieghino agli italiani". Secondo il leader della Lega "se si vota entro ottobre e si costituisce subito il nuovo governo c'è tempo di fare la manovra e sterilizzare l'Iva". Senza elezioni l'unica maggioranza possibile è "l'inciucio Renzi-Grillo". "Una manovra economica Renzi-Toninelli mi incuriosisce".

Calendario della crisi, il 21 Conte alla Camera

Le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si terranno alla Camera dei deputati mercoledì 21 agosto alle 11.30. L'esame della proposta sul taglio dei parlamentari, invece, avrà l'ultimo passaggio in commissione affari costituzionali nella mattinata di giovdì 22 agosto e nel pomeriggio dello stesso giorno sarà alla Camera. La conferenza dei capigruppo a Montecitorio ha approvato all'unanimità questo calendario.