Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio sullo sfondo (Imagoeconomica)
Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio sullo sfondo (Imagoeconomica)

Roma, 1 settembre 2019 - Dario Franceschini accoglie e rilancia via social un suggerimento di Beppe Grillo: via i due vicepremier in quest'alleanza giallo-rossa. 

La mossa dell'ex ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, spiegano fonti parlamentari, è stata meditata e concordata con il segretario dem, Nicola Zingaretti. Non prevedere alcun vicepremier da affiancare a Giuseppe Conte e rimettere la palla al centro con i temi del programma rappresenta un "nuovo contributo del Partito Democratico" per superare lo stallo e far decollare il governo Conte 2. Inoltre, la soluzione che prevede il doppio vicepremier, ricalca il modello di governo che ha contraddistinto Lega-M5s. Uno schema sgradito al Partito democratico che vuole varare un assetto il più lontano possibile dalla precedente esperienza. Ecco quindi il 'sacrificio' messo sul tavolo delle trattative a distanza - per ora - fra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Un passo anticipato dalle parole pronunciate da alcuni dirigenti dem nelle ultime ore, specie da quelli che hanno partecipato ai tavoli con Conte. Prima Graziano Delrio e poi Andrea Marcucci, i due capigruppo del partito, hanno invitato a non fossilizzarsi sui posti a sedere nel nuovo esecutivo. Marcucci, poi, ha spiegato chiaramente che "non fallira' tutto per Luigi Di Maio. Se il problema è questo, la soluzione si trova". Ora l'attenzione si sposta sull'altro interlocutore. La domanda che si fanno nel Pd è se Luigi Di Maio accoglierà la proposta o cercherà di rilanciare.

Zingaretti benedice ufficialmente la proposta di Franceschini ritwittandola. Successivamente il segretario del Pd approfondisce le ragioni dietro all'asse nascente, attraverso un video diffuso sui suoi social. "Lo so che è difficile ma stiamo facendo di tutto per dare a questo paese un nuovo governo, per riaccendere l'economia, unire il Nord e il Sud del Paese, riprendere una stagione di investimenti, far crescere il lavoro, riaprire il capitolo dell'innovazione nella scuola, l'università, la ricerca. Cioè quello che serve all'Italia per cambiare. In pochi giorni già con le aste dei Bot abbiamo recuperato 600 milioni e c'è chi parla di miliardi se continuiamo così. E' difficile dunque ma vale la pena provarci per il bene dell'Italia", conclude.

Estremamente critico, invece, Carlo Calenda che su Twitter - a proposito delle reazioni del Pd all'appello lanciato ieri da Beppe Grillo - commenta: "Devono fare questo obbrobrio per paura delle elezioni o altro? Lo facessero. Ma almeno senza queste umilianti genuflessioni a Grillo. Perché chi rappresenta una comunità ne deve preservare prima di tutto la dignità."