Roma, 28 maggio 2018 - "Avevo fatto nomi alternativi a Savona". Dal salotto di Pomeriggio Cinque, Di Maio lancia l'ennesimo 'j'accuse' al presidente Mattarella. Il capo dello Stato ieri nel suo discorso al Quirinale ha spiegato di aver chiesto, al posto dell'economista euroscettico, "un esponente politico della maggioranza" ma di aver "registrato con rammarico un no a ogni altra soluzione". Oggi il leader del Movimento afferma che al Colle erano state sottoposte altre due ipotesi, nella fattispecie - dice Di Maio - quelle di Alberto Bagnai e di Armando Siri. Entrambe sarebbero state bocciate. 

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"Noi volevamo una persona che andasse ai tavoli europei per dire ridateci i soldi sull'agricoltura e i commercianti, diamo 20 miliardi ogni anno all'Europa - incalza Di Maio davanti a Barbara D'Urso - Ho fatto arrivare anche nomi alternativi: Bagnai, Siri, nomi della Lega, ma non andavano bene perché avevano espresso posizioni critiche sull'Europa e perché le agenzie di rating o la Germania non li gradiscono. Allora i ministri li scelgono gli italiani o altri?". 

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Il Quirinale smetisce prontamente le dichiarazioni dell'ex presidente della Camera. "Non rispondono a verità", precisa l'ufficio stampa che fa capo alla presidenza della Repubblica. Insiste Alessandro Di Battista, rientrato ultimamente sulla scena politica: "Ho sentito Salvini", dice intervistato a Otto e Mezzo, e nei giorni scorsi "abbiamo deciso anche di avanzare altri due nomi oltre a quello di Savona, quelli di Bagnai e Siri. Se il Quirinale smentisce vuol dire che il Quirinale mente, potrò essere anche accusato di vilipendio". 

Ma il leader del Carroccio, da parte sua, si tira fuori dal contenzioso. "Non lo so, io non c'ero nella stanza con Di Maio e Mattarella. Non so se abbia ragione" il Colle, "non ero nascosto sotto la poltrona". E comunque, aggiunge, Bagnai e Siri "non mi sarebbero stati bene", perché c'era un accordo. 

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