Carlo Cottarella (Lapresse)
Carlo Cottarella (Lapresse)

Roma, 28 maggio 2018 - Il presidente della Repubblica ha conferito a Carlo Cottarelli l'incarico di formare un nuovo governo all'indomani della decisione di Giuseppe Conte di rimettere il mandato. L'ex commissario straordinario per la spending review ha accettato con riserva. "Sono molto onorato come italiano di questo incarico e naturalmente ce la metterò tutta", ha detto in una breve dichiarazione alla stampa e assicurando "tempi molto stretti" per la presentazione della "lista dei ministri". "Il presidente mi ha chiesto di presentarmi in Parlamento con un programma che porti il Paese a nuove elezioni - ha proseguito -. Mi presenterò al Parlamento con un programma che in caso di fiducia preveda la legge di bilancio e le elezioni a inizio 2019. In assenza di fiducia il governo si dimetterebbe immediatamente e il compito sarebbe l'ordinaria amministrazione e accompagnare alle elezioni dopo il mese di agosto. Il governo manterrebbe una neutralità rispetto al dibattito elettorale. Mi impegno a non candidarmi e chiederò un simile impegno ai ministri". 

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Salvini: "Al voto con M5s? Vediamo". Berlusconi: "Centrodestra unito"

Poi il premier incaricato si è rivolto direttamente ai mercati, da questa mattina in fermento con spread in grande altalena. "Il dialogo con l'Europa è essenziale, deve essere un dialogo a difesa dei nostri interessi, e sarà costruttivo, nel pieno riconoscimento del ruolo essenziale dell'Italia. Come è essenziale la nostra partecipazione all'euro - ha dichiarato - L'economia italiana è ancora in crescita e i conti pubblici rimangono sotto controllo, la mia guida del governo assicurerebbe una gestione prudente dei conti pubblici". Poi ha lasciato il Quirinale diretto a Montecitorio per incontrare il presidente della Camera Roberto Fico, quindi si è recato al Senato per un colloquio con la presidente Elisabetta Casellati. E oggi alla Camera incontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. I leader di M5s e della Lega si sono ritrovati a Montecitorio poco dopo le 16. E' il primo faccia a faccia dopo il fallimento della nascita di un governo giallo-verde.

Governo, reazioni dall'Europa. Macron con Mattarella

SALVINI - Questa mattina, pur parlando d'altro, Sergio Mattarella ha avvertito che "la minaccia di violenza" resta osservando come l'antidoto non possa che essere il rafforzamento della "sensibilità democratica" e la fedeltà "ai principi che ispirano la nostra convivenza". Resta però inalterata l'ira di Carroccio e  Movimento 5 Stelle. Matteo Salvini, che ieri ha invocato il ritorno al voto subito, non esclude la possibilità di un'alleanza con i grillini. "Vedremo, valuteremo sui progetti - spiega a Circo Massimo su Radio Capital - ma vorrei sapere che fa Berlusconi". E proprio il Cavaliere sembra essere al centro dei pensieri del segretario leghista. "Se vota il governo Cottarelli addio alleanza: la nota di ieri era la stessa di Renzi, del Pd", dice. E dopo l'incontro con Di Maio sul futuro del centrodestra ai cronisti ribadisce: "Chiedete a Berlusconi". E annuncia che la Lega sarà in "mille piazze" il 2 e 3 giugno per spiegare "quello che non stiamo facendo per colpa di qualcuno".

Di Maio: "Fatti nomi alternativi a Savona". Smentita del Colle

"RAGIONARE A MENTE FREDDA" - Salvini difende poi la scelta di Paolo Savona come possibile ministro dell'Economia. "Era il meglio non leghista, non grillino, che ci avrebbe garantito grandi risultati in Europa, nessun altro avrebbe avuto lo stesso successo - sottolinea - Savona sarebbe stato un perno attorno al quale costruire il governo". Il leader della Lega punta poi il dito contro Mattarella, reo - a suo dire - di aver detto no "a un'idea", tuttavia non parla di impeachment (ipotesi invocata da Cinque Stelle e Fratelli d'Italia). "Per certe cose bisogna ragionare a mente fredda e non sulla scia della rabbia - dice -. Non escludo nulla, ma io non parlo di cose che non capisco e quindi ora ascolterò l'opinione di giuristi. Io le cose le faccio se ho elementi concreti e al momento non li ho". 

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Paolo Savona e quell'ultima (inutile) carta. "Voglio un'Europa più equa"

FORZA ITALIA - A rassicurare Salvini su un no all'esecutivo Cottarelli, già in mattinata, ci pensa Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato. "E' inevitabile e urgente ridare la parola agli elettori. Gli italiani devono poter tornare al più presto alle urne, sanando con il voto una crisi politica e istituzionale senza precedenti. E' evidente quindi che non voteremo un eventuale governo Cottarelli", scrive su Facebook la parlamentare azzurra. "Forza Italia lo aveva già detto anticipatamente che non avrebbe votato la fiducia a Governi tecnici, di scopo o comunque qualificati, che non fossero politici", le fa eco Giovanni Toti, il presidente della Regione Liguria. Alla fine si fa sentire anche Silvio Berlusconi, che sulla fiducia dice: "La nostra posizione non può che essere negativa".

M5S - Intanto il M5s non desiste dall'ipotesi impeachment per il presidente della Repubblica. La richiesta "la presenteremo appena possibile in base ai tempi tecnici. Ci stiamo riunendo per decidere", dice infatti Manlio Di Stefano secondo cui "da parte di Mattarella c'è stata una ingerenza politica bella e buona". Più sardonico Beppe Grillo. "Le persone non parlano, guardano nel vuoto. Perché la gente non parla? Perché è avvilita la gente? Perché c'è qualcuno che parla al posto di milioni di italiani: il mercato. Il mercato oggi è lo pseudonimo del capitalismo più avvilente e di predazione che abbiamo in Italia", dice in un video su Facebook.

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DI MAIO - A metà pomeriggio interviene Di Maio via Facebook. E torna ad attaccare il Capo dello Stato: "Mattarella ha messo dei tecnici che non hanno mai preso un voto guidato da Cottarelli, quindi avremo un governo non solo non votato dal popolo ma neppure dal Parlamento. Un vergognoso unicum nella storia della Repubblica". E ancora: "Quella di ieri è stata la notte più buia della Repubblica italiana. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scavalcato le sue prerogative costituzionali e ha deciso di non far andare al governo una forza politica, M5s che ha preso 11 milioni di voti". Poi annuncia la protesta: "Chiamo i cittadini alla mobilitazione, fatevi sentire, è importante che lo facciate sin da ora. Organizzeremo delle manifestazioni pacifiche, simboliche". E spiega di aver appeso il Tricolore alle finestre degli uffici dei gruppi pentastellati e invitando a fare altrettanto ai militanti. "Il 2 giugno - dice ancora - invito tutti a venire a Roma per una grande manifestazione".

"IMPEACHMENT", MA FRENA - "La messa in stato d'accusa" del presidente della Repubblica "si può fare, serve la maggioranza assoluta del Parlamento, se la Lega non fa passi indietro qui non stiamo parlando di una possibilità di una certezza pressoché assoluta", dice ancora Di Maio. Quella sulla nostra volontà di uscire dall'euro - aggiunge - è "una bugia inventata dai consiglieri di Mattarella per inquinare l'informazione", "più che il presidente andrebbe messo in stato d'accusa qualche suo consigliere".

PD - Cottarelli potrà invece contare sull'appoggio del Pd. "Questa è una situazione delicata. Faccio fatica ad immaginare una legislatura che vada avanti - dice il segretario reggente Maurizio Martina su Radio Rai 1 -. Ora bisogna dare una mano al presidente Mattarella. Noi del Pd dobbiamo essere pronti ad ogni scenario e lavorare uniti e aperti. Abbiamo tutte le condizioni per fare bene. Voteremo sì a Cottarelli". Poi, sul fronte, opposto anche il segretario dem invoca la piazza: "Il Partito Democratico si mobilita a difesa della Costituzione, del Presidente della Repubblica e delle Istituzioni e lo fa promuovendo in particolare domani in tante piazze italiane iniziative aperte a tutte le realtà democratiche, presidi e manifestazioni. Venerdì 1 Giugno sarà la volta di due grandi manifestazioni a Roma e a Milano. Già in queste ore in diversi centri, tra cui Torino, tanti cittadini stanno manifestando la loro indignazione per ciò che Lega e Cinque Stelle hanno fatto e stanno facendo. Per la loro pericolosa propaganda ai danni degli italiani".

E torna a parlare anche Matteo Renzi, secondo cui "si andrà molto presto alle elezioni" a causa "dell'incapacità di governare di Lega e Cinque Stelle". "Sarà una battaglia incredibile tra chi vuole uscire dall'Europa e chi vuole un'Italia forte ma dentro l'Europa - scrive l'ex segretario dem sulla sua Enews.

Sergio Mattarella (Lapresse)