Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri (Ansa)
Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri (Ansa)

Roma, 30 gennaio 2020 - Cogliere l’attimo, riconquistare efficacia nell’azione del governo e ottenere più spazi per il Pd. È ambiziosa l’agenda di Nicola Zingaretti e del suo partito dopo il successo in Emilia-Romagna. "Vogliamo riaccendere i motori dell’economia. Puntare su sviluppo, crescita, lavoro e giustizia sociale. Sono queste le priorità che il Pd porterà alla verifica di governo – dice il segretario –. Ora dobbiamo aprire una stagione di concretezza". Il Pd, che si sente vitaminizzato dopo la scampata paura, vorrebbe una riforma dell’Irpef, fare un "tagliando" al reddito di cittadinanza e scrivere un nuovo decreto sicurezza. Senza però mostrare troppo i muscoli.

"Abbiamo affrontato la grande sfida della legge di stabilità e ci siamo riusciti bene. Ora in questa nuova fase che si apre – aggiunge il ministro dell’Economia Gualtieri, che è impegnato nella sua campagna per le suppletive nel seggio romano lasciato libero da Paolo Gentiloni – c’è il dialogo, l’ascolto e la partecipazione per rimettere in moto l’Italia uscendo dai ministeri. Abbiamo avviato un tavolo con i sindacati sulle pensioni e puntiamo a migliorare il reddito di cittadinanza". "Guardiamo a uno schema che ci vede convintamente alleati anche con i M5s in una prospettiva di governo triennale", dice Gualtieri, echeggiando la linea del segretario, che l’altroieri aveva candidato Conte a "presidente del Consiglio di un nuovo possibile centrosinistra". Ma di acqua sotto i ponti ne dovrà ancora scorrere per arrivare a un centrosinistra 2.0 con dentro M5s. E non solo perché i pentastellati sono a dir poco divisi sull’ipotesi. "Da Conte ci aspettiamo un rilancio dell’agenda di governo, ma a differenza di Zingaretti non credo che il presidente Conte sia il riferimento per i riformisti", chiarisce subito Maria Elena Boschi di Italia Viva. Oggi Conte sarà prima in missione in Bulgaria poi, al ritorno a Roma, si incontrerà coi capi delegazione della maggioranza per cominciare a stendere il cronoprogramma. Tavolo convocato alle 18.30. "Temi divisivi come Autostrade e prescrizione non dovrebbero essere al centro dell’incontro", dicono a palazzo Chigi. Se ne parlerà ’fuori sacco’. Conte punta a stabilire una metodo e un’agenda.

Per dirla col ministro Spadafora: "Il primo obiettivo è continuare a esistere". Il che è vero in primis per M5s, che non potrà tirar troppo la corda. Però una sintesi Conte dovrà trovarla. Sulla revoca della concessione ad Autostrade e la prescrizione bisognerà decidere che fare. ll primo dossier sul tavolo di Conte sarà però l’ex Ilva. Dopo aver riunito i capi delegazione il premier potrebbe dedicarsi proprio a questo tema, con una bozza di lavoro di cinque pagine a fare da base e il nodo da risolvere degli esuberi e dell’ingresso di Invitalia.