Pierre Moscovici (Ansa)
Pierre Moscovici (Ansa)

Roma, 12 giugno 2019 -  Si è concluso il vertice di governo a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell'Economia Giovanni Tria e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Al centro dell'incontro la manovra economica 2020, la strategia per evitare la procedura d'infrazione da parte dell'Ue sul debito pubblico italiano, ma anche il dossier Alitalia. Presenti anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, i sottosegretari al Mef Laura Castelli e Massimo Garavaglia e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.

NUOVI INCONTRI - Nonostante fonti della Lega e del M5s abbiano parlato di un "vertice utile e positivo", quest'ultimo non è stato risolutivo. A quanto si apprende, la riunione, durata circa due ore e mezzo, ha istruito il dossier conti pubblici, al fine di evitare la procedura di infrazione dell'Unione europea. Sempre secondo fonti del Carroccio, nel vertice sono stati "organizzati gruppi di lavoro" e ci si è dati appuntamenti a "nuovi incontri con progetti e investimenti". 

TRIA: NESSUNA MANOVRA AGGIUNTIVA - Nei confronti della Commissione europea, che ha ritenuto giustificata una procedura per deficit eccesivo, "si tratterà di vedere come spiegare", ma "nessuna manovra aggiuntiva" è in programma. A dirlo è il ministro dell'Economia Giovanni Tria a un forum organizzato da Il Messaggero e ospitato dall'Abi. Il titolare di via XX settembre ha ribadito di credere nelle stime del governo, che non danno un 2,4% di deficit per il 2019 ma un risultato "verso il 2,2 o il 2,1%, e quindi siamo grosso modo nel braccio preventivo del Patto di stabilità". Tuttavia, ha anche dichiarato che "abbiamo un debito enorme" e "dobbiamo evitare in tutti i modi" la procedura di infrazione che "farebbe sicuramente male all'Italia, ma anche all'Europa". 

MOSCOVICI: "RISPOSTE CREDIBILI O AVANTI PROCEDURA" - Non si fa attendere l'intervento di Pierre Moscovici. "La mia porta resta aperta" al dialogo - dichiara il commissario Ue -, ma "non perdiamo tempo: senza un piano credibile" da parte dell'Italia, l'Unione europea andrà avanti con l'iter per la procedura di violazione della regola del debito. 

SALVINI: "COMMISSIONE UE VECCHIA E DELEGITTIMATA" - Immediata la reazione del vicepremier Matteo Salvini: la "vecchia e delegittimata" Commissione Ue "non può imporre sanzioni" all'Italia, dichiara il leader del Carroccio in una diretta su Facebook. "Oggi - ha aggiunto - ci siamo trovati dicendo che una Commissione uscente, vecchia, delegittimata dal voto di milioni di europei la settimana scorsa non può prendere decisioni o imporre scelte o sanzioni a governi e popoli". 

CONTE: PRONTA LETTERA ALL'UE - Nel pomeriggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dichiara che è "ormai pressoché preparata una bozza di lettera che rivolgerò alle istituzioni europee, che diventerà pubblica e sarà l'occasione per ribadire come da un lato vogliamo rispettare il patto di stabilità e crescita e riteniamo che la manovra sia in linea, ma dall'altro non vogliamo rinunciare a offrire un contributo critico alle regole Ue. È il momento - conclude il premier - di affrontare e aggiornarre le regole europee". 

"MANOVRA CORAGGIOSA O SALTA TUTTO" - In un'intervista a Qn, il leader della Lega è tornato sui difficili rapporti che hanno caratterizzato l'esecutivo nelle settimane scorse: "Il governo è stato a rischio: c'erano troppi litigi, troppe discussioni, troppe divisioni. Un freno a mano costantemente tirato. Ma se si torna a lavorare nei primi undici mesi, si va avanti", dichiara il ministro dell'Interno, ricordando che la manovra economica d'autunno "o sarà coraggiosa o salta tutto". 

JUNCKER: "ITALIA PROBLEMA SERIO" - Ieri il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha definito l'Italia un "problema serio" che "rischia di essere nei prossimi anni nella procedura per i disavanzi eccessivi". Un affondo al quale il premier Giuseppe Conte ha prontamente risposto: anche lui ha "sbagliato direzione con la Grecia" e dunque, "prima di dirci che sbagliamo, mi dia modo di aggiornarlo". Intervenuto anche il ministro Tria, che ha provato a rassicurare l'Ue: "la stabilità finanziaria è imprescindibile", mentre il pentastellato Di Maio si è detto convinto che da Bruxelles, in merito alla procedua d'infrazione, "non andranno fino in fondo". 

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