Roma, 30 maggio 2018 - E' una partita a scacchi sempre più frenetica e complicata quella per il nuovo governo. Ma la tanto attesa soluzione non giungerà nemmeno stasera, malgrado siano passati già 87 giorni dalle elezioni del 4 marzo. Sono due le ipotesi al momento più quotate: esecutivo politico, con nuovo tentativo M5s-Lega e placet del Colle (quindi, presumibilmente, senza Paolo Savona al ministero dell'Economia), oppure via libera al governo Cottarelli con una 'sfiducia tecnica', ovvero l'astensione da parte di tutti i principali partiti che consentirebbe all'ex commissario alla spending di partire, seppur con pochi voti. In questo caso, in autunno si dovrebbe poi tornare alle elezioni.

E' però la prima soluzione a prendere sempre più quota, allontanando di fatto lo spettro di elezioni anticipate a luglio (soluzione che, almeno in mattinata, riscuoteva il favore del Movimento 5 Stelle). A conferma di ciò prima l'incontro tra il presidente della Repubblica e Luigi Di Maio al Quirinale, poi la decisione dell'ex commissario alla Spending Review di aspettare a sciogliere la riserva sull'incarico. 

DI MAIO - E dopo giorni di tensione, attacchi al Colle e la retromarcia di ieri, proprio Di Maio lancia la sua proposta via Facebook. "Troviamo una persona della stessa caratura dell'eccellente professor Savona" per il Tesoro con "lui che resta nella squadra di governo in un'altra posizione", dice il leader politico del Movimento raccogliendo - fanno sapere fonti della presidenza della Repubblica - subito "grande attenzione" dal Quirinale. Ma nel videomessaggio Di Maio torna anche a rassicurare sulla posizione dell'Italia all'interno dell'Ue : "È sbagliato dire che volevamo uscire dall'euro. M5s e Lega non hanno mai ideato l'ipotesi di un'uscita dall'euro". Quindi l'auspicio. "Lo so che è dura, la situazione non è semplice: abbiamo tanti nemici che non ci vogliono far partire. Ma io continuo a sperare, non in un ripiego ma in un governo politico del cambiamento".

"La battaglia non è con il Quirinale, tra il bene del M5S e il bene del Paese abbiamo sempre cercato di mettere prima l'obiettivo di stare in questa legislatura per cambiare le cose - dice più tardi Di Maio all'assemblea congiunta dei gruppi M5S di Camera e Senato -. Ci proveremo ancora, aspettiamo una risposta dalla Lega sulla proposta che abbiamo fatto".

SALVINI - La palla dunque passa a Matteo Salvini che, però, accoglie tiepidamente l'offerta: "Vedremo nelle prossime ore, per carità ci ragioniamo, ma se do la parola ad una persona difficilmente la cambio e faccio di tutto per non cambiarla", dice al termine di una giornata passata tra Toscana e Liguria per comizi. "Io la porta non l'ho mai chiusa. Sono l'unico che dal 4 marzo sta lavorando come un dannato per dare un governo a questo paese, però un governo con una dignità - dice il leader del Carroccio -. Come stiamo facendo dal 4 marzo faremo la scelta migliore per il paese, delle belle idee in testa ce l'abbiamo".

"Se mi tirano via anche un solo uomo di quella squadra di governo, il governo non ha senso che esista - spiega -. C'è quel programma e quella squadra, se vanno bene ci mettiamo la faccia e lavoriamo. Se qualcuno per i motivi più bizzarri non va bene all'Europa, a Berlino, ai mercati, alla Merkel e alle banche, cosa possiamo farci?". "Io sono ancora nel mood per cui spero che ci sia un governo che risponde al voto dei cittadini - aggiunge -. Quando abbiamo proposto il professor Savona è stato perché era il migliore per fare il ministro dell'Economia. Se Di Maio ha cambiato posizione ne parlerò con lui". 

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"Un governo con il guinzaglio no, scegliere i ministri perché stanno simpatici a questo o a quello no. Per carità ci ragioniamo, però si è già perso tanto tempo, il governo sarebbe già in carica se qualcuno al Quirinale non avesse detto no", prosegue sottolineando che la sua "pazienza è quasi finita". "Se mi bloccano adesso vorrà dire che girerò tutta Italia da nord a sud per chiedere fino all'ultimo voto e avere la maggioranza per fare da solo quello che in questo momento non ci fanno fare. Sono le ultime ore vediamo cosa ci aspetta".

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In mattinata il segretario della Lega tuonava: "Prima si vota, meglio è". "La riapertura di Di Maio? Non siamo al mercato ed è anche una questione di dignità", diceva da Pisa chiedendo a Mattarella una data per le urne sebbene allontanando l'opzione di fine luglio ("Spero di no per gli italiani"). Poi la distensione mentre prendeva corpo l'ipotesi di un Cottarelli 'a tempo'. "Non ostacoleremo soluzioni rapide per affrontare le emergenze, ma ridiamo la parola agli italiani il prima possibile", avevano chiarito fonti del Carroccio. Salvini era poi tornato a parlare, da Sarzana, riaprendo alla pista gialloverde. "Vi do la mia parola che le proveremo tutte fino all'ultimo, per dare un governo a questo Paese", aveva detto. E ancora: "Spero di tornare qui con un sindaco in gamba, e magari da presidente del Consiglio o quanto meno da ministro dell'Interno". 

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COTTARELLI: POSSIBILE GOVERNO POLITICO - Questa mattina si era tenuto l'incontro al Quirinale - durato una ventina di minuti - tra Cottarelli e Sergio Mattarella. Ma chi si aspettava la lista di ministri del nuovo governo è rimasto deluso perché l'ex commissario alla Spending Review ha fatto filtrare il suo pensiero, lasciando aperta - appunta - la strada a una soluzione politica della crisi. "Durante l'attività del Presidente del Consiglio incaricato per la formazione del nuovo Governo sono emerse nuove possibilità per la nascita di un governo politico - si è fatto osservare da ambienti vicini al premier incaricato -. Questa circostanza, anche di fronte alle tensioni sui mercati, lo ha indotto - d'intesa con il Presidente della Repubblica - ad attendere gli eventuali sviluppi".

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MERCATI - E mentre a Roma si gioca la partita per il nuovo governo, da Piazza Affari arrivano segnali distensivi dopo le ultime drammatiche giornate. Lo spread tra Btp e Bund è in calo, anche Borsa Italiana è in netto recupero dopo che ieri ha lasciato sul campo il 2,65%, facendo registrare un nuovo tonfo dei titoli bancari. Dopo alcune incertezze il Ftse Mib chiude con un deciso rialzo (+2%).

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