Roma, 20 aprile 2018 - Ce n'è per tutti nel discorso di Giulia Grillo, che dal salotto di Omnibus, su La 7, ha passato in rassegna la tumultuosa giornata di ieri e nello specifico le parole del leader del M5sLuigi di Maio, che avevano fatto pensare ad un'apertura nei confronti di FI. Interpellata da Alessandra Sardoni, la capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera ha immediatamente chiarito che ciò di cui si è parlato "non è un appoggio esterno, perché quello sarebbe un appoggio necessario a far partire un governo: mentre noi abbiamo comunque i numeri".  Si tratta invece di una "non ostilità del M5s ad un appoggio" di Fi e Fdi a un governo di programma tra M5s e Lega. "Tecnicamente non è necessario alcun appoggio" ha precisato la pentastellata ricordando che "con la Lega abbiamo 333 seggi alla Camera, quindi oltre la quota 316, e 170, quindi oltre quota 158, al Senato. Siamo autonomi".

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"Forno con il centrodestra chiuso? Il forno con il centrodestra intero non è mai stato aperto". Questa la risposta della Grillo a chi le chiedeva se le sue parole decretassero la chiusura definitiva dell'ipotesi di un governo con il centrodestra unito. Tentando poi di chiarire i rapporti con la coalizione, la capogruppo grillina alla Camera ha dichiarato: "Probabilmente c'è stato un discorso che pensavamo aver chiarito. Non chiedevamo a Salvini un parricidio di Berlusconi ma un armisitzio politico tra di loro che consenta alla Lega di parlare con noi". "Ci è stata prospettata la possibilità di individuare, da parte nostra, ministri di area politica FI", un'ipotesi che la Grillo ha definito "impraticabile".

L'IPOTESI FICO - Riguardo la possibilità di un incarico esplorativo a Roberto Fico, la Grillo non ha commentato: "Mi sembra quantomeno suggestiva, un'ipotesi che sto leggendo ovunque ma non credo che si realizzerà questa situazione. Abbiamo votato Fico come presidente della Camera. Si vedrà, quando e se Mattarella decidesse in questa direzione. Per noi il tema è sempre quello di rispettare il voto degli italiani".

GELO SU SALVINI - Commentando lo slancio del leader della Lega, che ieri si era detto disponibile a "scendere in campo" in caso di ulteriori indugi, la Grillo tira il freno: "Non lo decide Salvini se ha un incarico o un preincarico. Se arriviamo a una conclusione sul nostro punto di partenza, si può fare ma non con Salvini premier. La pentastellata ha poi ricordato che "la premiership di Di Maio non è mai stata in discussione" pungendo di nuovo il leader del Carroccio: "Sappiamo che Salvini è sempre un po' impetuoso e, nella foga di dire qualcosa ha detto 'sono anche pronto' ma ripeto che non sarà lui a decidere ma il Presidente della Repubblica". Inutile poi, secondo la Grillo, attendere i risultati delle prossime regionali visto che "i tempi dovevano essere già maturi, non può essere un'elezione regionale a determinare uno spostamento d'asse nell'equilibrio di una cosiddetta coalizione".