Roma, 20 aprile 2018 - A sera Luigi Di Maio gela Matteo Salvini. "Posso trattare con la Lega – spiegato – accettare anche un appoggio esterno da Fdi e Fi, ma ci sono dei limiti...". Il M5s, dunque, non si muove dalla propria, granitica, posizione di sempre; si tratta solo con la Lega, sulla base di un ‘contratto alla tedesca’ di punti programmatici e comunque la leadership spetta ai grillini. Una situazione di stallo che mette di nuovo all’angolo il Movimento e che innervosisce anche la base grillina, per nulla entusiasta all’idea che i 5 stelle continuino questo tira e molla.

Ieri è bastato un post del senatore Toninelli su Facebook ("Berlusconi ha 24 anni di vita parlamentare alle spalle – ha scritto il capogruppo – di cui 10 di governo. In questo periodo è migliorata la qualità di vita degli italiani?") a far scoppiare un inferno, con reazioni sul genere di questa: "Molti elettori M5S si sono rotti con ‘sta storia di Berlusconi. Basta! Meglio governare e attuare il programma con Salvini ed il centrodestra che ha il 37% – ha chiesto – o stare 10 anni all’opposizione per colpa di un veto ridicolo nei confronti di una persona di 82 anni che cade dai palchetti dei comizi perché non ha più l’equilibrio, incandidabile, ineleggibile, non può entrare in Parlamento? Stiamo facendo ridere mezza Italia...".

Governo, Di Maio: "Sì ma con l'appoggio esterno di Fi". Salvini: "Scendo in campo io"

Proteste che, al momento, non spostano, il tatticismo del leader. L’obiettivo della sua strategia, viene spiegato in ambienti stellati, è quello di avere un esecutivo autonomo con il Carroccio per programma, numeri e ministri. Se poi al tavolo Salvini volesse rappresentare anche le istanze delle altre forze della coalizione di centrodestra, questo si valuterebbe confrontandosi sui contenuti. "In tutta onestà vi dico – ha gelato infatti gli animi il leader del M5s – andremo avanti, ma senza pensare a colpi di scena, a Di Maio al tavolo con quattro partiti a trattare sui ministri, a Di Maio al governo senza essere alla presidenza del consiglio, immaginatevi se il M5S potrebbe essere disponibile a ciò". I toni, ieri, sono stati più morbidi, qualcuno ha addirittura letto nelle parole di Di Maio una sorta di legittimazione di Berlusconi per il solo fatto di aver ammesso di ‘accettare’ i voti di Forza Italia (ma anche di Fd’I), ma nella sostanza i 5 stelle non avanzano. E la base non approva. Lo dice chiaro Marella, sul web: "Berlusconi non è candidabile e non può avere incarichi, che fastidio vi dà? Lo volete morto per caso? Sprecare questa occasione per un capriccio è da deficienti. Non vi voterò più".

Governo, Di Maio apre poi chiude lo spiraglio. Esecutivo giallo-verde al capolinea

Tutto daccapo, dunque? E perché solo poche ore prima Salvini aveva fatto intendere che era in atto un dialogo che "lasciava ben sperare"? Nella mattinata di ieri il leader della Lega ha sentito Di Maio al telefono spronandolo a parlare di temi e portando il dialogo sul terreno grillino. Nel corso della conversazione, Salvini avrebbe fatto accenno alla possibilità di un Berlusconi disponibile a non far parte della partita, ma a patto di avere "una figura terza come premier, di cui parleremo poi", casomai la presidente del Senato, Casellati, ma il leader grillino ha intuito che fosse in atto un bluff, si è consultato con i suoi, ha chiesto un’ora in più di tempo di riflessione, poi ha risposto. Chiudendo di nuovo la porta, ma senza sbatterla. "Nulla per me è perduto, nulla si chiude – ha conciliato, a voce, Di Maio – ma non possiamo andare oltre determinati limiti già tracciati perchè siamo il M5S".