Il sondaggio sulla fiducia nel governo Conte
Il sondaggio sulla fiducia nel governo Conte

Roma, 2 giugno 2018 - In linea generale possiamo ragionevolmente affermare che il giudizio sul governo appena formato è, al netto delle varie ‘tifoserie’, sospeso. Il motivo principale di questa certezza sta nel fatto che i ministri sono praticamente sconosciuti. Ma andiamo con ordine e analizziamo nel dettaglio quanto è emerso dalla nostra indagine.

Il ministro Sergio Costa: "Io, peone della Terra dei fuochi. All'Ambiente ci vuole grinta" - di N.FEMIANI

Di sicuro il livello di conoscenza dei ministri è molto basso. Di più: è molto ma molto basso. Infatti, solo 4 di essi su 18 sono conosciuti da più della metà degli italiani. Il dato è ancora più forte se si considera che addirittura 6 ministri non oltrepassano l’asticella del 5 per cento della conoscenza. Ecco perché compito degli analisti politici sarà di capire quanto il giudizio sospeso resterà tale. Osservazione ovvia, ma da non sottovalutare: non conoscendo i volti e le azioni dei ministri, verrenbbe da dire il curriculum vitae, i cittadini fanno fatica a capire, almeno per ora, in che modo, sia in termini quantitativi che qualitativi, il lavoro dei neo nominati sia positivo o meno.

Passiamo adesso al livello di fiducia. Anche in questo caso l’elemento che maggiormente emerge va sottolineato con forza. Nel suo complesso, infatti, il livello di fiducia verso il neonato esecutivo è maggiore rispetto alla fiducia verso il presidente del Consiglio. Il che contraddice il trend seguito, solitamente, negli ultimi anni. In passato, il premier ha sempre raccolto un livello di fiducia più alto rispetto alla propria squadra di governo. Ovviamente, anche in questo caso, dobbiamo tener presente che siamo solo all’inizio, è da poche ore che i ministri e il presidente del Consiglio hanno firmato il loro impegno davanti al Capo dello Stato. Probabilmente, in questa valutazione, entra anche la conoscenza ‘mediatica’ che è stata fatta dagli italiani nei confronti dei leader di partito i quali, non dimentichiamolo, fanno parte a pieno titolo del team che affiancherà il professor Conte nella sua non facile impresa.

Comunque sia, rispetto a questo esecutivo l’attesa c’è. Il che non vuol dire che corrisponda a fiducia. Il livello di questa, infatti, non è affatto elevato, proprio in virtù di quanto scrivevamo prima a proposito del ‘giudizio sospeso’ causato da una scarsa conoscenza degli attori in campo. Per fare esempi di, chiamiamola così, ‘politica comparata’, va sottolineato come Matteo Renzi iniziò con un livello di fiducia maggiore di 40 e i governi guidati da Silvio Berlusconi cominciavano la loro opera con livelli di fiducia superiori al 50 per cento. A confermare il dato c’è il fatto che sia il governo (38 per cento) che Conte (33 per cento) ricevono una percentuale di fiducia minore rispetto alla somma dei consensi avuti dai due partiti, Cinquestelle e Lega, in occasioni delle elezioni politiche del 4 marzo scorso che si aggirava sul 50 per cento.

La parola "fiducia" è dunque fondamentale. Ed è, più che altro, un indicatore importante. Al momento, il titolare del dicastero del Viminale, vale a dire il leader del Carroccio Matteo Salvini, è colui che riscuote la maggior fiducia con il 44 per cento. Al secondo posto una sua collega di partito, l’avvocato Giulia Bongiorno che guida il ministero della Pubblica amministrazione (40 per cento) mentre Luigi Di Maio, leader dei grillini e ministro di Lavoro e Sviluppo, è solamente terzo con il 38 per cento.