Milano, 12 marzo 2018 - Mentre a Roma il Pd - senza Renzi - riunisce la direzione post-elettorale, a Milano nella sede della Lega si riunisce il Consiglio federale del Carroccio, il primo dopo le elezioni del 4 marzo che hanno premiato la svolta nazionale della Lega, salita al 17% dopo il 4% del 2013.

Il leader vittorioso, rispetto all'appello al Pd lanciato da Berlusconi, è diretto: "Gli italiani non ci hanno votato per riportare Renzi e Boschi al Governo, e neanche Gentiloni". Quanto poi a ventilati dissapori con il leader azzurro, Salvini risponde: "No. Con Forza Italia ci vedremo già questa settimana". "Non andremo mai al governo se non potremo fare quello che vogliamo realizzare - specifica il segretario leghista - cancellare la legge Fornero, controllare l'immigrazione clandestina e ridiscutere i trattati europei". E aggiunge: "Chiederemo in Parlamento i voti".

IL SONDAGGIO Tutti contro un governo di scopo. Sei elettori su 10 dicono no - di A.NOTO

Dopo la riunione, cui hanno partecipato anche Umberto Bossi e Roberto Maroni, Salvini ha smentito le indiscrezioni secondo le quali dalle nuove tessere della Lega scomparirà il tradizionale simbolo del guerriero Alberto da Giussano. "No assolutamente, perché dovrei toglierlo?", ha detto.
E ancora: "Se qualcuno vuole tirare a campare lo fa senza la Lega", dice Salvini riguardo ai "numeri" con cui potrebbe andare al governo. "Noi presenteremo un programma economico alternativo per chiedere in Parlamento se c'è qualcuno che ci può dare una mano", ha ribadito Salvini, insieme alla garanzia di "fare tutto il possibile per andare al governo per trasformare in fatti gli impegni elettorali". 

Sulle alleanze "ci stiamo ragionando a partire dal programma: c'è una maggioranza che ci aiuta a cancellare la legge Fornero o per la riforma fiscale? Se c'è sono pronto". Perché "i numeri che ci interessano sono quelli degli italiani che ci hanno dato fiducia fuori dal Parlamento".