Matteo Salvini (Ansa)
Matteo Salvini (Ansa)

Roma, 17 maggio 2018 - "Tavolo Chiuso, il contratto di governo è completo". Alfonso Bonafede, uno dei candidati alla premiership del prossimo governo giallo-verde, ieri pomeriggio esprimeva "grande soddisfazione" per aver finalmente concluso con la Lega la discussione generale sul contratto di governo. Alla fine, sono 40 pagine per oltre 20 punti complessivi, è scomparso il capitolo relativo all’uscita dall’euro, ma si rimanda alla "ridiscussione della politica monetaria unica", trattati Ue compresi da "rivedere con i partner europei".

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Nel contratto ci sono "tutti i nostri valori fondanti, le nostre battaglie storiche", ha rivendicato Luigi Di Maio che, tuttavia, deve ancora trovare accordo con Matteo Salvini su alcuni punti nevralgici dell’articolato. E non sono cose di poco conto: l’immigrazione, la sicurezza, le grandi opere. Ma non solo. Nel testo ancora da sottoscrivere è inserita la volontà delle parti di ricorrere al deficit di bilancio per trovare fondi necessari a concretizzare il programma di governo, questione che porta con sè "il superamento dell’equilibrio di bilancio, che rende oggettivamente impossibile un’efficace azione anticiclica dello Stato". E, di conseguenza, la "modifica radicale del patto di stabilità e del fiscal compact", snodi politici fondamentali su cui l’ultima parola deve però ancora essere detta dai due leader, in riunione "ad oltranza" per chiudere il cerchio in breve.

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Un caorposo, ancora sub judice, riguarda poi l’immigrazione, dove si indica la necessità di provvedere ai rimpatri per i clandestini rivedendo "le sedi di permanenza degli immigrati, da rendere temporanee e destinate al rimpatrio, con una capienza tale da garantire il trattenimento di tutti gli immigrati il cui ingresso o soggiorno sia irregolare, presenti e rintracciati sul territorio nazionale". "Nel contratto c’è la difesa dei confini – ha rivendicato Salvini – e credo che un ministro della Lega possa fare da garante; dimezzeremo i centri di accoglienza per mettere più soldi sulle espulsioni". E, anche qui, c’è un capitolo sull’Islam, dove si sottolinea la necessità di "adottare una normativa ad hoc che preveda l’istituzione di un registro dei ministri di culto, lo svolgimento delle prediche in lingua italiana e la tracciabilità dei finanziamenti per la costruzione delle moschee".

Ancora, tra i temi inseriti, il conflitto di interessi, la "ridiscussione completa" del progetto della Tav, l’eliminazione della "lottizzazione in Rai", l’introduzione del salario minimo orario per "qualunque contratto di categoria", la flat tax divisa in due aliquote (15% e 20% per le famiglie) e una (15%) per le imprese, il taglio delle pensioni d’oro (sopra i 5mila euro) e una riflessione in materia di vaccini per trovare "il giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare". Confermata l’appartenenza alla Nato, ma stop alle sanzioni per la Russia.

E ancora i titoli acquistati dalla Bce? Non cancellarli, ma non contarli nel rapporto debito/Pil. Resta, nel testo finale, anche l’introduzione del Comitato di conciliazione, una sorta di organismo ‘parallelo’ al governo, a cui partecipano anche i due leader politici per dirimere le controversie che potrebbe non piacere al capo dello Stato, ma che il M5S invece rivendica giudicando "grottesche" le critiche. Accordo raggiunto inoltre su taglio dei vitalizi e sprechi. Il contratto di governo potrebbe anche essere sottoscritto davanti a un notaio, ma solo dopo aver avuto il placet del capo dello Stato e dei militanti delle due parti chiamati, domenica nelle piazze o sul web, ad esprimere la loro opinione.

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