Il segretario Pd Nicola Zingaretti (ANSA)
Il segretario Pd Nicola Zingaretti (ANSA)

Molti escono ridimensionati da questa crisi di governo (basti pensare a Conte) ma chi ne esce veramente a pezzi è il Pd. Entro qualche giorno partirà il coro di quelli che dentro il Nazareno chiedono il congresso (il capogruppo al Senato Andrea Marcucci ha già iniziato) mettendo così anche formalmente sotto accusa la figura del segretario, Nicola Zingaretti.

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Obiettivamente i motivi non mancano: visto lo sfascio e l’inconsistenza dei grillini, il partito aveva in mano il pallino del Conte II come pure la golden share della corsa al Quirinale del prossimo anno. Una volta scoppiata la crisi, il Pd avrebbe avuto la possibilità di guidare la transizione al dopo-Conte, magari assumendosi direttamente la guida dell’esecutivo come più volte Renzi gli aveva offerto (per Franceschini, per Guerini o Gentiloni, lo stesso Zingaretti).

Il Pd ha rifiutato, spiegando che i grillini "avrebbero retto". Giudizio palesamente errato, visto già da allora e confermato da ciò che è accaduto dopo: se hanno "retto" all’accoppiata Draghi-Salvini, come avrebbero potuto dire di no a un alleato di governo come il Pd?

I dem invece si sono arroccati sul "Conte o morte", alternando peraltro giorni in cui si chiedevano le elezioni ad altri in cui si dava il benservito definitivo a Renzi. Una strategia ondivaga, in ogni caso sbagliata, che ha messo in evidenza una carenza di guida politica, di visione, di fermezza, di strategia.

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Ora il Pd non potendo dire di no al Quirinale si ritrova dentro un governo istituzionale in cui ci sono Salvini e Berlusconi (e per fortuna loro la Meloni è rimasta fnuori), una soluzione obbligata ma nello stesso tempo mal digerita. Senza contare che anche la corsa al Quirinale per qualcuno dei dem si complica: a questo punto se tutto andrà bene il favorito numero uno è proprio Mario Draghi. E’ evidente che tutto questo non potrà non essere contestato al più presto al segretario. Pioverà sul bagnato, ma vista la deludente conduzione del partito non è detto che tutto ciò per i dem si riveli un male.