Roma, 6 febbraio 2021 -  Si chiude oggi il primo giro di consultazioni del presidente incaricato Mario Draghi, che fa l'en plein: sia  Lega che M5s. hanno garantito - e non era per nulla scontato - un sostanziale via libera al governo che sta per formare.  I vertici dei 5 stelle per ricompattarsi si erano riuniti prima  con Beppe Grillo in un pre-vertice (con i cellulari fuori dalla porta) a cui hanno partecipato anche il premier uscente Giuseppe Conte e Davide Casaleggio mentre il ribelle Di Battista scriveva un post al vetriolo per dire no a un'"accozzaglia pericolosa" che si inchina al "tredicesimo apostolo".

Governo Draghi: l'ok della Lega spiazza il Pd

Lo stile Draghi: poche parole, competenza, niente social

Doppio sì, dunque, per Draghi. Dalla Lega addirittura un sì entusiasta. Matteo Salvini esce dopo la consultazione con piglio ottimista: "Su molti temi c'è condivisione: lavoro, imprese, cantieri. La nostra priorità è no all'aumento delle tasse, il sostegno alle imprese. Sul piano vaccinale siamo a disposizione, basta non ci siano gli sprechi di Arcuri". Quindi: "Noi siamo a disposizione, siamo la prima forza politica del Paese, una forza che dove governa lo fa con ottimi risultati e a differenza di altri diciamo che vanno avanti a forza di no, non abbiamo pregiudizi perché quello di cui abbiamo parlanti è il futuro dei nostri figli". E ancora: "Voglio segnalare una ultima riflessione di Draghi condivisa" quella della "necessità di tornare a vivere, dopo mesi di chiusura da dpcm, le distanze portano alla alienazione, all'abuso di psicofarmaci".

Appoggio al governo anche da Vito Crimi dei 5 stelle: "Noi ci saremo, con lealtà". "Nel M5s c'è piena consapevolezza della necessità di un governo. Abbiamo detto a Draghi che in questo ultimo anno e mezzo alcune forze di maggioranza hanno lavorato insieme e ottenuto risultati importanti. E' su questa base che deve formarsi un nuovo governo con la vocazione solidale ed europeista. Partendo da quello che già è stato realizzato". Insomma, "serve una maggioranza politica solida che possa quindi sostenere un governo solido. Queste sono le premesse per superare le criticità che hanno caratterizzato la fine del governo Conte due".

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Salvini lo sa: stare al governo gli conviene - di Bruno Vespa

Secondo giorno di consultazioni: com'è andata

La giornata in diretta

Ore 18.44 - "Oggi abbiamo incontrato il presidente incaricato Draghi, di fatto ci siamo 'conosciuti' - apparteniamo evidentemente a mondi diversi - abbiamo portato i nostri temi e ci siamo confrontati su questi. Da noi nessun giochino, nessun discorso da vecchia politica politicante, ma solo cose da fare per i cittadini di questo Paese. Siamo andati al governo per questo e non tradiremo mai la nostra missione!. Lo scrive il M5S in post su Facebook. "Noi abbiamo dato la nostra disponibilità al confronto e continueremo a farlo, ci sarà un altro incontro e valuteremo se ci sono le condizioni per avviare questa nuova sfida", si legge ancora.

Ore 18:29 - Graziano Delrio insiste: "Per il Pd l'interesse del Paese è la bussola. Occorre sconfiggere l'emergenza sanitaria, sociale e economica. Per questo sosteniamo lo sforzo di Draghi con convinzione piena e assoluta collaborazione", scrive su Twitter. 

Ore 16.22 - Sostegno al governo Draghi dentro il governo Draghi: la rotta del Partito Democratico è quella indicata dal segretario, Nicola Zingaretti, e votata all'unanimità dalla direzione nazionale. Ogni eventuale scarto rispetto alla direzione intrapresa dovrà essere vagliato nel corso di una nuova direzione. Dunque, "sono totalmente infondate le notizie su orientamenti assunti su eventuale appoggio esterno al Governo. La posizione del Pd è stata votata dalla direzione nazionale all'unanimità e illustrata ieri al Professor Draghi". Questa la precisazione del Nazareno in merito alle voci diffusesi nei palazzi romani specie dopo il sì di Matteo Salvini a entrare nel governo.

Ore 16.10 - Le parti sociali attendono la convocazione da parte del presidente incaricato Mario Draghi e ritengono importante che si avvii al più presto il confronto.

Ore 16.05 - Nel dibattito politico interviene anche lo storico Franco Cardini: "Credo che Giorgia Meloni faccia bene ad opporsi ad un governo Draghi. Ho massima stima di Draghi e della sua grandissima competenza ma Draghi è uomo di potere, molto legato a forme di governo sovranazionale, come Unione Europea e Nato".

Ore 15.06 - All'uscita da Montecitorio, Giuseppe Conte dice: "Dobbiamo guardare sempre il bene dell'Italia, quindi nessun rammarico. Vediamo se si creano le condizioni perché il Paese sia messo in sicurezza al più presto". Poi a un passante che lo ferma: "Non sono il migliore, sono uno che si impegna".

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Ore 15 - Il ministro uscente della Giustizia, Alfonso Bonafede: "È stata riunione molto positiva in cui c'è stato un intervento di Beppe molto importante. Il M5S deve affrontare questo momento compattamente, con il senso di responsabilità che abbiamo avuto per l'intera legislatura. La linea politica è quella espressa dal capo politico e rappresenta esattamente quella del M5s". Intanto il premier incaricato Mario Draghi lascia la Camera.

Ore 14.46 - Beppe Grillo cita Platone su Facebook: "Non conosco una via infallibile per il successo, ma una per l'insuccesso sicuro: voler accontentare tutti". L'apertura dei vertici M5S a un esecutivo guidato dall'ex numero uno della Bce sta creando fibrillazioni e divisioni all'interno del Movimento e il messaggio di Grillo sembrerebbe proprio riferirsi a questa fase travagliata del 5S. 

Ore 14.32 - Monito del governatore di Bankitalia Ignazio Visco: è importante che il Paese trovi ora "la coesione necessaria per riprendere la via dello sviluppo, sfruttando l'opportunità offerta dalla risposta venuta dall'Ue e affrontando i problemi strutturali che lo frenano nell'ambito di una strategia comune, che ha al centro le sfide della sostenibilità ambientale e della transizione digitale".

Ore 13.40 - Vito Crimi spiega alla stampa: "Al presidente del Consiglio incaricato abbiamo ribadito la consapevolezza della situazione in cui si trova il Paese e la piena consapevolezza della necessità di dotare il Paese al più presto di un governo che possa varare le misure necessarie". Nella delegazione del Movimento che ha parlato con Draghi c'era anche Beppe Grillo. E ancora: "È importante che l'attuazione del recovery Plan sia fatta non solo nell'interesse specifico dei progetti ma c'è il mondo che ci guarda e giudicherà se l'Italia è un Paese che è cambiato. E noi con le nostre caratteristiche valoriali verificheremo che l'attuazione di quei fondi sia fatta con onestà, traparenza e nell'interesse dei cittadini". Poi mette in qualche modo le mani avanti: "Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a prendere parte all'esecutivo se ci sono le condizioni. Questa disponibilità la riverificheremo quando ci vedremo" con il premier incaricato Mario Draghi "per comprendere il quadro, partendo dai temi. Il nostro obiettivo è portare al centro i temi". 

Ore 13.25 - Il governatore ligure Giovanni Toti esulta: "Con la disponibilità del segretario Salvini, quasi tutto il centrodestra si presenta come interlocutore centrale dello sforzo per far nascere il Governo Draghi".

Ore 12.58 - "Io ministro dello Sport? Lo escludo. Sono impegnatissimo con le cose che sto portando avanbti", ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenuto alla trasmissione "Campioni del Mondo" su Radio 2. "Ho un impegno sacro con il Cio dopo le Olimpiadi di Milano Cortina - ha sottolineato - e non sarei serio se non lo portassi avanti".

Ore 12.55 - Show di Gillo al vertice tra i big a 5 stelle. Il garante del Movimento in 45 minuti ha invitato alla compattezza, a "restare uniti" in uno snodo fondamentale per il Movimento. L'incontro è andato "molto bene", riportano alcuni presenti, cercando di non rivelare molto dell'incontro "altrimenti Beppe si arrabbia...", spiegano. E Roberto Fico, intervenuto al telefono: "Non possiamo stare a guardare, dobbiamo esserci e gestire il Recovery plan".

Ore 12.53 - Il premier uscente Giuseppe Conte, dopo il vertice con i big del M5S, dichiara: "Sarà importante il perimetro della maggioranza, al momento non è importante sapere se io farò parte del governo". 

Dpcm (spostamenti, sci, ristoranti): le prime grane di Draghi

Ore 11.42 - Matteo Salvini esce dopo la consultazione. "Non abbiamo posto condizioni - esordisce -  né veti su persone, né su idee o movimenti". Poi: "È stata mezz'ora di confronto interessante e stimolante sui temi concreti, sull'idea dell'Italia che per diversi aspetti coincide", dice citando temi come "sviluppo, imprese, crescita imprese e cantieri di cui ha bisogno Italia per ripartire". Le soluzioni? "Nessuna tassa, semmai una pace fiscale per aiutare i cittadini. Molto tempo lo abbiamo impiegato a parlare di sviluppo e crescita".

Sull'Europa: "Qualcuno prova a dire no alla Lega sventolando la bandiera di un europeismo privo di contenuti. Noi siamo in Europa, non penso che né De Gasperi né De Gaulle pensassero all'Europa della direttiva Bolkenstein. Non si tratta di non essere o essere europeisti: vogliamo un governo che vada a Bruxelles a trattare a testa alta per l'interesse degli italiani e pensiamo che la convidisione sia totale". E sulla posizione contraria a Draghi dell'alleata Giorgia Meloni: "Non commento i 'sì' e 'no' degli altri. Li rispetto". 
 "Ovviamente non abbiamo parlato di ministri o sottosegretari - dice poi Salvini - abbiamo solo detto che la Lega non sarà per il 'forse'. Se saremo convinti sarà un 'sì' convinto che ci vedrà' partecipi. Se non saremo convinti sarà un giudizio". E il nodo-migranti? "Sui migranti chiediamo che si seguano le regole europee, degli altri paesi della Ue, come la Germania".

Ore 11.10 -  "In alto i profili": è il titolo di un post di Beppe Grillo in cui il Garante del M5S sembra pubblicare una serie di temi cardine da portare al tavolo con Mario Draghi. Tra questi la creazione di "un ministero per la transizione ecologica" al quale affidare la politica energetica e la riduzione alle "società benefit" dell'imposta sul reddito di impresa. "Le fragole sono mature. Le fragole sono mature", scrive Grillo.

Ore 11.05 - In corso anche il vertice del Movimento 5 Stelle con Grillo, Casaleggio e Conte. La presenza dell'ex premier? Con lui "oggi la famiglia si allarga", risponde Luigi Di Maio. "Oggi è un momento di compattezza con la presenza di tutti, di Grillo, Casaleggio e anche di Conte - aggiunge - Posta in gioco alta, M5S sarà responsabile".

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Ore 11.02 - La delegazione della Lega, composta da Matteo Salvini e i capigruppo di Camera e Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, è a colloquio con Draghi.

Ore 10.43 - Luigi Di Maio su Facebook: "Adesso dobbiamo ripartire in maniera convinta, per questo sono certo che ancora una volta il Movimento 5 Stelle dimostrerà maturità e responsabilità istituzionale. Dobbiamo farlo per gli italiani, ci sono 209 miliardi da spendere".

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Ore 10.42 -  Il premier incaricato Mario Draghi è arrivato da poco alla Camera per il terzo giorno di consultazioni.

Ore 10.30 - Anche Davide Casaleggio è arrivato alla Camera per il vertice con i big del Movimento, compresi Beppe Grillo e Giuseppe Conte, prima delle consultazioni con il premier incaricato Mario draghi. Ieri alcuni ministri uscenti escludevano la partecipazione alla riunione del presidente dell'associazione Rousseau. Casaleggio è entrato senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti. 

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Ore 9.47 - Il presidente Fapi Gino Sciotto tira la giacca al premier incaricato: "L'apertura serale dei ristoranti nelle regioni gialle non può più attendere. La ristorazione è in crisi in tutto il Paese, anche per questo auspichiamo che il governo Draghi, appena sarà nel pieno delle proprie funzioni, possa procedere con le aperture serali di tutti i locali adibiti alla somministrazione di cibi e bevande".

Ore 9.23 - "Ha ragione Giorgetti che Draghi è un fuoriclasse, il più esperto - dice Claudio Borghi, economista della Lega, alla Stampa - Uno come lui puoi fare tanti gol". Borghi spiega che l'ex governatore della Bce "era un avversario quando giocava in Europa ma ora potrebbe giocare con noi e fare tante cose come spendere bene i soldi Recovery Fund, avviare i canteri, rimettere in moto l'economia privata".

Ore 9.08 - "Volevo dirvi che non ho cambiato idea. Se fossi in Parlamento non darei la fiducia al Presidente Draghi",  scrive Alessandro Di Battista su Facebook, che torna a farsi vivo dopo l'"Arrivederci e grazie" lanciato al movimento quando si cercava di comporre il Conte ter.  Di Battista ricorda le "scelte, propriamente politiche, che il Professor Draghi ha preso in passato da Direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da Governatore di Banca d'Italia, quando diede l'OK all'acquisto di Antonveneta da parte di MPS a un valore folle di mercato". E Dibba continua: "Il punto non è neppure lui. Io non potrò mai avallare un'accozzaglia al governo che potrebbe andare da Leu alla Lega". Poi la stoccata: "non posso accettare 'un assembramento parlamentare' così pericoloso. Non lo posso accettare perché la stragrande maggioranza delle forze politiche che si stanno inchinando al tredicesimo apostolo non rappresenta le mie idee".