Roma, 15 febbraio 2021 - Mentre Mario Draghi prepara il discorso sulla fiducia di mercoledì - qui la guida con tutti i passaggi e i protagonisti - sul nuovo governo a larghissima maggioranza imperversano i conflitti.  E sì che l'invito al silenzio e alla coesione rivolto in Cdm dal premier puntava proprio a sminare possibili polemiche prima del voto di fiducia. L'ipotesi è di completare la squadra coi i sottosegretari - dovrebbero giurare venerdì - cercando così di ridurre tensioni e malcontenti (tra tutti l'ira delle donne dem, senza un solo posto al governo) riequilibrando le deleghe tra partiti. 

L'incontro Salvini-Zingaretti

Intanto i segretari degli opposti schieramenti si sono già mossi: Matteo Salvini e Nicola Zingaretti si sono incontrati per una mezz'ora alla Camera in un vertice che doveva restare segreto. Smascherato da ilfattoquotidiano.it, che ha immortalato i leader all'uscita, il leader della Lega non nega: "Abbiamo parlato di lavoro, del prossimo blocco dei licenziamenti, bisognerà parlare con le parti sociali". Fonti del Carroccio parlano di un incontro in un clima sereno e collaborativo, che testimonia la buona volontà della Lega di andare sul concreto e il suo desiderio di lavorare, di trovare punti di contatto, per risolvere i problemi, a partire da quello del lavoro.
Dal canto suo il segretario Pd tace, ma Salvini rilancia assicurando che vedrà anche i segretari di M5s, Fi, Iv. I vertici tra i leader potrebbero diventare la camera di compensazione della larghissima maggioranza, spiegano più fonti. Il primo tentativo - l'incontro Pd-Lega - sembra essere andato bene e testimonia, dicono i leghisti, la volontà di stare in maggioranza con spirito collaborativo. 

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La giornata di Draghi

Draghi intanto ha lavorato per tutto il giorno a Palazzo Chigi, dove è stato visto entrare il ministro per l'innovazione tecnologica Vittorio Colao oltre al capo della Polizia Franco Gabrielli. Nel governo e nella maggioranza (oltre che tra i virologi) si infiamma il dibattito sulle misure anti Covid, nonostante da Palazzo Chigi trapeli che la decisione di chiusura degli impianti da sci è stata concordata dal premier con il ministro della Salute Roberto Speranza. Ci sono i nodi del ruolo di Domenico Arcuri e della composizione del Cts, fatti bersaglio da Fi e Lega. Draghi non interrompe la sua consegna del silenzio, anche se nel merito delle scelte in ambienti di governo si fa notare che alla base di decisioni assai delicate, come quella di un eventuale lockdown, non potrà non esserci innanzitutto una valutazione tecnica, dettata dagli esperti, più che politica.