Roma, 17 febbraio 2021 -  Il governo del premier Mario Draghi ha ottenuto la fiducia al Senato. Su 305 presenti hanno votato 304 senatori, favorevoli 262, contrari 40, astenuti 2. Una maggioranza ampia, di ben 101 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta fissata a 161, ma i cui numeri non fanno vincere all'ex numero uno della Bce il primato. Il record dei voti favorevoli, con una maggioranza che arriva a quota 281 sì, resta infatti in mano al governo di Mario Monti. Fra i 40 no al governo Draghi, ci sono 15 senatori del Movimento 5 stelle. Secondo fonti del Movimento, saranno tutti espulsi.

Subito dopo la larga fiducia ottenuta, Draghi ha lasciato Palazzo Madama. Giovedì è atteso a Montecitorio, dove alle 9 inizierà la discussione generale sulle linee programmatiche esposte in Senato (e depositate anche alla Camera). Alle 19 è prevista la replica del presidente del Consiglio, poi in serata il voto.

Il discorso di Draghi

Mario Draghi ha iniziato alle 10.17 il discorso con il quale chiede la fiducia parlando della pandemia ("una trincea nella quale combattere tutti insieme"). Il premier ha accennato alla "responsabilità nazionale" con un obiettivo fondamentale, cioè "combattere la pandemia con ogni mezzo". C'è un parallelismo tra la situazione attuale e il Dopoguerra: "Dobbiamo ricostruire come allora". Tono di voce fermo che però ha fatto trapelare una certa emozione: "Mai nella mia vita professionale c'è stato un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia". Tradisce un'incertezza quando accenna ai dati dei ricoveri nelle terapie intensive (qui il video).

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Il premier ha ringraziato Giuseppe Conte e in aula si sono levati applausi ma anche qualche 'buuu'. Nel suo discorso un posto particolare hanno rivestito la sanità, la scuola, il lavoro (con un riferimento particolare all'occupazione femminile) e l'ambiente ("Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta"), il fisco. In particolare Draghi ha sottolineato la necessità di aprire un dibattito sulla riforma della sanità puntando sulla necessità di "rafforzare e ridisegnare" quella territoriale. Draghi ha parlato del piano di vaccinazione e non ha mancato ovviamente il riferimento all'Europa ("rafforzare i rapporti con Francia e Germania"), alla sfida Recovery Fund e all'irreversibiltà dell'euro: "Il nostro governo sarà convintamente europeista e atlantista". Il premier ha definito "cruciale" la politica Ue dei rimpatri. La conclusione dell'intervento - una trentina gli applausi, citazioni da Cavour a Papa Francesco - dopo 51 minuti è stato un invito perentorio: "L'unità non è un'opzione ma un dovere".  La curiosità: il senatore del Pd Andrea Ferrazzi ha fatto un selfie in aula con Mario Draghi.

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La diretta della giornata

00.11 -  Sono Abate, Angrisani, Corrado, Crucioli, Di Micco, Giannuzzi, Granato, La Mura, Lannutti, Lezzi, Mantero, Mininno, Moronese, Morra, Ortis i 15 senatori M5S che hanno votato no alla fiducia al governo Draghi. Secondo fonti qualificate M5S, saranno tutti espulsi dal Movimento. Quei senatori "malpancisti", è la spiegazione, si sono collocati fuori dalla maggioranza.

23.50 - Con 262 voti favorevoli il governo guidato da Mario Draghi incassa la fiducia del Senato. Una maggioranza ampia, di ben 101 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta fissata a 161, ma i cui numeri non fanno vincere all'ex numero uno della Bce il primato. Il record dei voti favorevoli, con una maggioranza che arriva a quota 281 sì, resta infatti in mano al governo di Mario Monti.

23.42 - Sono almeno 15 i no del Movimento 5 stelle alla fiducia al governo Draghi. Sono invece circa 7, comunque meno di dieci, gli assenti sempre del Movimento 5 stelle che non hanno risposto a nessuna delle due 'chiame' al Senato. 

23.39 - No alla fiducia al governo Draghi da parte dei senatori M5s Cataldo Mininno, Vilma Moronese, Nicola Mantero, Fabrizio Ortis, Nicola MorraM Barbara Lezzi, Margherita Corrado, Mattia Crucioli, Fabio Di Micco e Silvana Giannuzzi.

23.12 - In corso nell'Aula del Senato la votazione sulla fiducia al governo Draghi. La votazione è palese ed avviene per appello nominale. Ciascun senatore dichiara ad alta voce il suo voto.

22.34 - "Il nostro sì non sarà mai incondizionato. Sarà un sì vigile, direi guardingo. Non dia mai per scontato il nostro sì perché noi, mi permetta questa licenza verbale, le romperemo le scatole", lo dice il capogruppo M5S al Senato, Ettore Licheri, nelle dichiarazioni di voto al Senato.

22.18 - "La Lega c'è, convintamente. Rispetto alla compravendita di un mese fa è cambiato il mondo. E di questo la ringraziamo. Noi abbiamo scelto l'Italia, prima dell'interesse di partito. Questo per noi è prima gli italiani", questo un passaggio dell'intervento in Senato di Matteo Salvini, leader della Lega, annunciando la fiducia a Draghi.

22.13 - "Il suo discorso ci ha convinto ad accordarle una fiducia consapevole e responsabile, è stato un discorso di verità, serio, sobrio ed empatico. Ci ha emozionato la sua commozione", così la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini annunciando in Aula il voto favorevole alla fiducia al governo 
Draghi.

22.00 - Il capogruppo del Pd in Senato, Andrea Marcucci annuncia così la fiducia al governo Draghi. "Per evitare le polemiche quotidiane è necessario mettere in pratica un confronto serrato, giornaliero, i temi divisivi vanno affrontati prima, bisogna parlarsi, confrontare le ricette e le soluzioni, prima di rivolgersi all'opinione pubblica. Lo si faccia, possibilmente, con una voce sola, quella del presidente del Consiglio, quando si arriva insieme a una scelta, a una decisione".

21.33. "Vi ringrazio per la stima che avete dimostrato ma anche questa dovrà essere giustificata e validata nei fatti dall'azione di governo da me presieduto", questo un altro passaggio della replica di Draghi in Senato. "Vanno messe in campo misure che permettano alle imprese del turismo di non fallire. Questo governo conferma l'impegno di andare nella direzione dell'inserimento in Costituzione dei concetti di ambiente e sviluppo sostenibile sui cui sta lavorando il Senato con un progetto di legge".

20.51 - "Voglio ribadire quanto considero cruciale la funzione e il lavoro del Parlamento, in particolare per quanto riguarda il Programma di ripresa e resilienza, ho indicato come la governance debba essere incardinato al ministero dell'Economia con strettissimo coordinamento con i ministeri competenti, per definire e attuare i progetti. Il Parlamento sarà informato in modo tempestivo sul programma e le linee di intervento", così il premier Mario Draghi nella replica in Senato dopo il dibattito sulla fiducia

20.02 - Al Senato è terminata la fase del dibattito sul discorso del premier Mario Draghi per la fiducia. I lavori riprenderanno alle 20,40, con la replica del Presidente del Consiglio, le dichiarazioni di voto e la votazione nominale con appello.

19.24 - "Ci chiedono perchè non chiediamo più il Mes: non lo chiediamo perchè il nostro Mes è lei e questo governo", così Davide Faraone, capogruppo di Italia viva in Senato. Faraone plaude alla riconferma di Luciana Lamorgese al Viminale e all'arrivo di Marta Cartabia a via Arenula: vederla "alla Giustizia ci riempie il cuore". E infine sulla composizione della squadra: "Le donne che contano nei ministeri le ha messe Draghi, senza compensazioni".

19.14 - Nessun problema per il fatto che i ministri di Forza Italia scelti da Mario Draghi sono diversi da quelli indicati dal partito (Tajani e Bernini): "Avevo io stesso consigliato al presidente del Consiglio di decidere più che sulla base della nostre indicazioni sulla base della sua autonomia", assicura Silvio Berlusconi, intervistato a Porta a Porta.

18.20 - A chi gli chiedeva se stesse lavorando a una delegazione di sottosegretari interamente femminile, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha risposto: "Stiamo lavorando non solo sulla delegazione di governo, perché l'equilibrio che ha trovato il professor Draghi è corretto nell'equilibrio complessivo, ma ha colpito una delegazione e ce ne faremo carico".

16.27 - La maggioranza presenterà al Senato una mozione unitaria, un testo unico, sulla fiducia al governo Draghi. Lo hanno stabilito i capigruppo di maggioranza che si sono riuniti a palazzo Madama.

16.19 -  La seduta al Senato è ripresa.

15.30 - La seduta è sospesa per la sanificazione. Riprenderà alle 16.15.

14.15 - Interviene Silvio Berlusconi: "L'amore per l'Italia e il senso del dovere cui ha fatto riferimento il presidente del Consiglio sono la stella polare che ha orientato il nostro impegno responsabile dall'inizio della pandemia, è la ragione per la quale abbiamo chiesto la nascita di questo governo e per la quale lo sosterremo con impegno e dedizione totale all'interesse del Paese".

14.00 - La senatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena: "Da Forza Italia avrà, presidente Draghi, un sostegno convinto e lo facciamo per amore per l'Italia, come per primo ha sostenuto il presidente Berlusconi. La nostra comunità ha voglia di rinascere e noi crediamo che adesso sia in buone mani".

13.50 - Arriva intanto una notizia interna al Movimento 5 Stelle: via libera definitivo da parte degli iscritti su Rousseau alla nuova governance collegiale del M5S. La votazione, conclusasi alle 12, vede la netta prevalenza dei favorevoli, con una percentuale attorno all'80%. Sui 6 quesiti in media sono state espresse 11.514 preferenze. Il picco dei click ha visto votare 11.947 attivisti su un parco iscritti di 119.721 membri. Con il sì di Rousseau cambia lo Statuto del M5s.

13.05 - Fratelli d'Italia che voterà no alla fiducia sottolinea col senatore Luca De Carlo: "Buon lavoro presidente, lei sa quanto saraàduro. Siamo una forza patriottica che tifa sempre per l'Italia e non ci auguriamo il fallimento del suo governo". Mentre su Facebook la leader Giorgia Meloni ribadendo il no di FdI scrive: "Valuteremo i singoli provvedimenti che saranno votati, senza 'cessioni di sovranità' che non ci appartengono".

13.00 - La votazione sulla fiducia al governo Draghi nell'Aula della Camera si terrà domani (giovedì) alle 20. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il dibattito si terrà dalle 9.

12.50 - Sempre più evidente il malessere all'interno del Movimento 5 Stelle. "Non ha neanche citato il reddito di cittadinanza" dice un big del M5s. Al momento sarebbero circa 15 i senatori grillini divisi tra no e astensione. Rosa Silvana Abate e Luisa Angrisani confermano il suo no.

12.34 - Al Senato è cominciato il dibattito. La prima a parlare è Elena Cattaneo delle Autonomie".

11.50 - Arrivano le prime reazioni. Zingaretti (Pd): "Italia in buone mani". Brunetta (Forza Italia): "Discorso ossuto, grande Draghi". Bonelli (Verdi): "Discorso incoraggitante". Bossi (Lega): "Lo sosterrò". Salvini: "Ottimo punto di partenza, la Lega c'è". Renzi: "Draghi straordinario, valeva la pena fare la crisi".

11.41. Draghi è arrivato alla Camera. Saluta i giornalisti con un laconico "buongiorno". In aula ai deputati dice: "Consegno il testo delle dichiarazioni rese questa mattina al Senato e su cui si svolgerà il dibattito nella giornata di domani". Parole accolte con un applauso da parte dei deputati presenti.

11.10 - Draghi adesso va alla Camera a consegnare il testo del suo intervento per la fiducia di domani. La seduta al Senato riprenderà alle 12.30.

11.08 - Draghi conclude il suo intervento: "Oggi l'unità non è un'opzione ma è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l'amore per l'Italia". La voce sembra quasi strozzata dall'emozione. Poi chiede timidamente: "Mi dite quando posso sedermi?".

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11.07. "Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l'asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell'equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sara' anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati".

11.05 - Sulla decisiva sfida del Recovery Fund, il premier dice: "Come si è ripetuto più volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni. Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo Strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica".

11.00 - Importante il passaggio sulla riforma del fisco. Per il premier è necessaria una riforma complessiva a partire da "una revisione profonda dell'Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività" (qui il video)

10.50 - Draghi parla dell'ambiente e cita Papa Francesco: "Come ha detto papa Francesco le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l'opera del Signore".

10.50 - Draghi parla dell'occupazione femminile e sottolinea che "in Italia c'è uno dei peggiori gap salariali di genere".

10.47 - Il piano di vaccinazione: "Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private".

10.45 - La sanità è un tema importante: "Sulla base dell'esperienza dei mesi scorsi dobbiamo aprire un confronto a tutto campo sulla riforma
della nostra sanità. Il punto centrale è rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria)".

10.45 - Inevitabile il riferimento all'Europa: "Questo governo nasce nel solco dell'appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all'Unione europea, e come protagonista dell'Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori. Sostenere questo governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro".

10.40 - "La crescita di un'economia di un Paese non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori determinano il progresso di un Paese".

10.35 - Draghi sottolinea: "Questo governo frutto del fallimento della politica? Non sono d'accordo". Poi parla della scuola: "Tornrare ad un orario normale e recuperare le ore di didattica perse lo scorso anno. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza". Applausi.

10.30 - "Il Governo farà le riforme ma affronterà anche l'emergenza. Non esiste un prima e un dopo. Siamo consci dell'insegnamento di Cavour: '... le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l'autorità, la rafforzano'. Ma nel frattempo dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività".

10.23 -  Draghi poi ha ringraziato Giuseppe Conte: "Ringrazio il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall'Unità d'Italia". Questo passaggio è stato accompagnato da un appaluso ma anche da qualche 'buuu'.

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10.18 - "Il primo pensiero riguarda il principale dovere a cui siamo chiamati tutti, io per primo", che è quello della "responsabilità nazionale, è di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini". Poi Draghi confessa: "Non c'è, mai stato un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia". Poi Draghi ringrazie Giuseppe Conte".

10.17 - Inizia a parlare il premier Mario Draghi.

10.10 - Ricordo di Franco Marini con un minuto di silenzio.

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10.02 - Mario Draghi è arrivato in Senato. La presidente Elisabetta Casellati dichiara aperta la seduta. Brusio in aula. 

9.57 - Diviso il Movimento 5 Stelle. Il senatore Antonio Morra: "Al 99,9% non voto la fiducia". Paola Taverna invece, nonostante "sia un giorno difficile" anuncia che si adeguerà al voto degli iscritti.

9.55 - I ministri  arrivano a Palazzo Madama dove tra poco avranno inizio le dichiarazioni programmatiche di Draghi. Sono arrivati, tutti con le bocche cucite, Luciana Lamorgese, Daniele Franco, Mariastella Gelmini, Fabiana Dadone e Renato Brunetta.

8.42 - "Se Pd, M5S e Leu hanno formato un intergruppo parlamentare per coordinare la loro attività nella maggioranza a sostegno di Draghi, evidentemente contro gli altri partiti che sostengono il Governo, allora penso che anche il centrodestra debba dotarsi di un suo intergruppo per portare avanti il programma elettorale comune. E che sia utile farlo nonostante il diverso posizionamento attuale dei partiti della coalizione. Formulero' questa proposta a Salvini e Berlusconi e mi auguro possa essere accolta". Lo dichiara il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. Mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, ha incontrato ieri sera i vertici di Forza Italia.