Verona, 15 aprile 2018 - La politica in stallo s'incontra a Vinitaly, la grande fiera vitivinicola di Verona, in attesa di risolvere il rebus del nuovo governo. Matteo Salvini e Luigi Di Maio, Elisabetta Casellati e Giorgia Meloni passando per Maurizio Martina, ministro uscente dell'Agricoltura. Sono tutti presenti ma per il momento non si parlano, sfiorandosi appena a parte l'incontro quasi 'istuituzionale' tra Salvini e Casellati all'inaugurazione del padiglione Veneto alla presenza del Governatore Luca Zaia.

A distanza, i due vincitori Di Maio e Salvini non sembrano troppo disposti a trovare un accordo, anzi continuano a lanciarsi frecciate velenose come negli ultimi giorni.

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DI MAIO - Il leader dei 5 stelle continua a chiudere la porta in faccia al centrodestra unito e a porgere la mano al Pd. "C'è chi si ostina a volerci propinare questa idea del centodestra. E' un'idea non percorribile e potrebbe essere anche un danno per il Paese, visto le lacerazioni che hanno al loro interno. Per questo - ha aggiunto - mi sono rivolto o alla Lega o al Pd, due singole forze politiche". "Il Movimento 5 Stelle - ha sottolineato Di Maio - è al lavoro per dare risposte agli italiani. E un governo che dà risposte agli italiani non può prendere in considerazione un centrodestra che non esiste. E lo abbiamo visto con le immagini del Quirinale". E continua: "L'ipotesi di un governo del cambiamento la proponiamo anche al Pd, voglio fare un appello al senso pratico a tutti, non ci si può bloccare sulle logiche politiche". 

A chi gli chiede se è possibile un 'patto dell'Amarone' a Vinitaly, Di Maio risponde: "I vini sono una cosa seria e il comparto è un settore strategico per il Paese, però ma non è qui che si fanno i patti per il governo: si fanno a Roma e si fanno sui temi per gli italiani". Il candidato premier per il M5s ha ripetuto che le intese si possono stringere su "un contratto in cui si scrivono temi, tempi e procedure per dare soluzioni ai cittadini". E a chi gli fa notare che il segretario del Carroccio sta facendo il suo stesso giro in Fiera risponde: "Salvini si aggira qui? Qui ci sono tutti...". 

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SALVINI - "Per il governo io sono pronto - ripete il leader della Lega che già in mattinata ha fatto il suo bagno di folla tra gli stand - Io non dico no a nessuno, sono altri che non hanno ancora deciso che tipo di vino bere...". Dopo la gag con lo scrittore Mauro Corona, Matteo Salvini precisa che non vuole parlare di politica e che non incontrerà Luigi Di Maio. 

"Il mio obiettivo è un centrodestra unito, spero anche degli altri alleati", dice poi pressato dai cronisti. A di Maio offre un bicchiere di Sforzato? ha chiesto un giornalista. "Il buon vino - ha replicato Salvini - si offre a tutti. Agli amici e anche a quelli che sono meno amici". Ma "oggi penso che avremo itinerari enogastronomici diversi, perché questa fiera è bellissima ma è enorme". Infine, a chi gli ha chiesto che cosa offre a Berlusconi, ha replicato con una battuta: "Un bicchiere di Fanta. Perché ? Non è buona ma è tanta".

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Tra un selfie e l'altro, Salvini è stato assediato dalla folla davanti al padiglione veneto: molti sostenitori gli hanno chiesto di rompere l'alleanza con Silvio Berlusconi, alcuni di mantenerla, uno di lasciare perdere il dialogo con Luigi Di Maio. "Tu dici 'molla Silvio'. Lui mi dice 'molla Di Maio'. Insomma decidetevi...", ha risposto a un certo punto. E a chi lo esortava a non farsi incastrare da Di Maio ha risposto: "Io non mi faccio incastrare da nessuno".

E torna su Di Maio: "Se continua a dire io, io, io o nessuno, non aiuta. Magari un bicchiere di rosso può servirgli". Poi commentando l'apertura di Di Maio al Pd: "Auguri. Un bel brindisi con uno vino scaduto prodotto in Romania finto italiano al governo Pd-Cinquestelle". Sulla formazione del nuovo governo, Salvini ha affermato: "Continuo a essere ottimista. Se gli altri esercitano il buonsenso che stiamo esercitando noi si parte". 

MELONI - La leader di Fratelli d'Italia fa il parallelo tra vino e governo: "Speriamo che si arrivi presto a un accordo, vorrei che fosse come il vino bianco e non avesse bisogno di decantazione, gli italiani ci guardano come se fossimo dei marziani", dice assicurando che "facciamo del nostro meglio per costruire un governo che possa rispecchiare quello che abbiamo detto in campagna elettorale e gli interessi degli italiani".  E sull'ipotesi di un mandato esplorativo alla presidente del Senato risponde: "E' una soluzione possibile come ce ne sono altre. Noi ci fidiamo del presidente della Repubblica Mattarella"

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CASELLATI - La presidente del Senato preferisce parlare di Vinitaly: "E' un'eccellenza assoluta e un vero fiore all'occhiello per Verona, il Veneto e per l'intero Paese. Qui c'è l'Italia migliore, che lavora, che innova, che riesce a coniugare il lavoro nei campi con l'innovazione tecnologica e le nuove frontiere del commercio digitale".

MARTINA - Da parte sua il leader reggente del Pd guarda in casa d'altri: "Stiamo assistendo al disfacimento del centrodestra - rileva - Con le diverse posizioni espresse sulla crisi internazionale dimostrano che non c'è consapevolezza su cosa voglia dire governare il Paese". E sul governo che spetta alle forze vincenti: "Al momento vedo grande ambiguità, questi balletti devono finire". Sull'ipotesi Casellati premier in un governo istituzionale "non posso avventurarmi - ha detto Martina - in scenari che al momento non vedo. Ma non posso anticipare scelte che spettano al presidente della Repubblica, seguiremo con grande attenzione quel che dirà Mattarella. Ovviamente ci preoccupa questo stato di incertezza".

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