Roma, 9 giugno 2018 - Prime tensioni tra governo gialloverde e Confindustria. Da una parte ci sono le dichiarazioni di Luigi Di Maio, vicepremier nonché ministro del lavoro, che continua ad annunciare i futuri interventi del governo Conte. La battaglia di oggi è quella contro la delocalizzazione, ovvero il fenomeno per cui le aziende spostano la loro produzione fuori dall'Italia. Dall'altro lato, cè il numero uno degli industriali, Vincenzo Boccia, che al convegno dei Giovani Imprenditori di Rapallo lancia un appello affinché "domenica finisca la campagna elettorale e si cominci a governare il Paese, le sue complessità". 

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DI MAIO - "Ci sono tante crisi aziendali su tutto il territorio", spiega Di Maio in un video su Facebook. E la colpa delle crisi aziendali "non è solo delle aziende. Certo, quelle che delocalizzano vanno fermate. Soprattutto se hai preso fondi dallo Stato. Questo non deve essere permesso, va fermato. Ma altre aziende sono in crisi e non ce la fanno perchè magari hanno crediti con la pubblica amministrazione e lo Stato non li paga". Proprio oggi, la Cgia di Mestre ha evidenziato come i ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione siano tornati a crescere, invertendo la tendenza dopo anni di cali. Se nel 2017 il compenso veniva corrisposto a 45 giorni, nell'anno in corso siamo passati a 104 giorni. 

Governo, Di Maio: "Su Ilva decido io, da Grillo opinioni personali"

BOCCIA - Basta campagna elettorale. E' l'appello, o meglio l'avvertimento, del leader di Confindustria Vincenzo Boccia. "Evitiamo che a settembre si entri in una nova campagna elettorale", per "altri sei mesi", verso le europee, chiede il numero uno degli industriali alla vigilia delle elezioni comunali 2018. E sottolinea: "Ora il Paese va governato. Servono scelte. E queste scelte devono essere chiare. Non si può dire oggi una cosa e oggi un'altra". Così come la questione Europea non può essere "l'alibi" per "non affrontare la questione italiana".

A proposito dell'Ilva, la vicenda del salvataggio "ha tre elementi dentro: una è la Questione meridionale, la seconda è la questione dell'occupazione, la terza è la credibilità nei confronti degli investitori stranieri che arrivano nel Paese".  La linea di Boccia è che "se arriva un investitore in questo paese dovremmo mettere tappeti rossi perché significa che ha scelto il nostro Paese rispetto agli altri". 

MELONI CONTRO DI MAIO - Intanto, proprio alla vigilia del voto amministrativo, si registrano tensioni tra Fratelli d'Italia e il Movimento 5 Stelle. "Domani si vota in oltre 700 Comuni italiani. Il neo vicepremier Di Maio dice che ai cittadini conviene votare sindaci del M5S perché così avranno un governo amico - dichiara Giorgia Meloni .-. Scusa Luigi Di Maio e invece i Comuni che dovessero scegliere un sindaco di un altro colore non potranno parlare con i ministri grillini?".

Quindi aggiunge: "I milioni di cittadini che voteranno sindaci di centrodestra o  di Fratelli d'Italia non saranno ascoltati dal Governo Conte?". E conclude: "Matteo Salvini, nostro alleato nella maggior parte dei Comuni che vanno al voto contro candidati cinquestelle, spieghi a Luigi  Di Maio che i cittadini non si ricattano".