Lucca, 1 settembre 2019 - La deadline del governo giallorosso? "Martedì, al massimo mercoledì". Parola del premier incaricato Giuseppe Conte, che - in diretta da Palazzo Chigi con la festa del Fatto Quotidiano alla Versiliana - traccia un primo bilancio dell'accordo tra Cinque Stelle e Pd. Con una sottolineatura, riguardo al suo essere considerato grillino: "Io non sono iscritto al M5S, non partecipo alle riunioni del gruppo dirigente politico, non ho mai incontrato i gruppi parlamentari".

La trattativa, assicura Conte, "Sta andando bene, è un momento in cui sto lavorando al programma, è importante un programma che si dia una visione del Paese, una prospettiva di governo". Insomma, il premier vede "un buon clima di lavoro. Da questo punto di vista sono convinto assolutamente che tutti sono disponibili ad accantonare il passato e a concentrarsi su questo importante progetto che riguarda l'intero Paese". E a una domanda sul vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, Conte replica: "Arrabbiato con Di Maio? Non sono una persona che si arrabbia così facilmente, sono convinto che anche Di Maio stia lavorando a questo progetto di governo". 

FOCUS / Di Maio è la mina sulla strada di Conte - di Antonella Coppari

Mattarella auspica un governo di big

TOTOMINISTRI / Corsa a 4 per l’Interno. Un tecnico al Tesoro, Bellanova al Mise - di E. M. Colombo

Quanto alla discontinuità tanto invocata dai dem, cosa significa per Conte? "Aprire un'ampia stagione riformatrice per il Paese, mettere in primo piano una visione del Paese di economia sostenibile, economia circolare. Fare cose non stratosferiche ma che andavano fatte e non siamo riusciti a farle, e farle con la massima determinazione. È la più grande sfida", è la risposta. 
Immancabile una domanda sulla squadra di governo, con sottintesa cosa alle poltrone. "Il tema dei ministri adesso non è la massima premura, in questo momento è il programma. E definendo le linee strategiche chiederò indicazioni in modo da consentirmi di scegliere la migliore squadra". 
Poi, rispondendo a una domanda su quando i rapporti nella precedente maggioranza si siano incrinati, dopo le elezioni europee, Conte rimanda alla sua "conferenza del 3 giugno: lì c'era tutto. È quella in cui ragionavo di lealtà e collaborazione e la declinavo facendo 5-6 esempi concreti". 

Poi ci sono i temi caldi. Quello dell'immigrazione, ad esempio, che per Conte "è molto sensibile, è complesso, va seguito fin dai paesi d'origine non riguarda solo l'emergenza". E continua: "Ci sono delle direzioni strategiche che abbiamo già individuato come modificare il regolamento di Dublino e lavorare sul meccanismo europeo", perché "non sarebbe affatto saggio pensare che non occorre seguire una politica seria e rigorosa sull'immigrazione".

Conte sottolinea così il favore raccolto all'estero: "Sto ricevendo tanti messaggi da parte dei leader che ho conosciuto in questi 14 mesi, in particolare tanti segni di apprezzamento. Questo fa piacere e lo considero un ottimo auspicio per avviare un'esperienza di governo in cui l'Italia può giocare da protagonista in questa nuova legislatura. Mi piacerebbe molto che l'Italia possa dare un contributo critico per adeguare il patto di stabilità al nuoco clima economico, alla nuova prospettiva economica". 
A questo punto, a chi gli chiede se è esatto definirlo un presidente del Consiglio 5 Stelle, replica di non essere iscritto al movimento, ma ammette: "Resta il dato che c'è molta vicinanza, li conosco da tempo, lavoro con il M5S molto bene e il Movimento mi ha designato come ministro". Poi rivendica: "L'ho dimostrato con i fatti che non sono un premier per tutte le stagioni, quando al Senato è stata ritirata la mozione di sfiducia, quindi concretamente mi è stata proposta una rinnovata stagione, l'ho rifiutata".

Parlando di Beppe Grillo, Conte spiega che quello del comico-politico "è un intervento condivisibile per quanto riguarda l'impostazione, Grillo ha disegnato il futuro, ci invita a guardare in visione prospettica". 

Tornando al governo in via di definizione, "mi conforta il fatto che per le due forze politiche disponibili a sostenere questo progetto, abbiano molta consonanza nei punti programmatici - sottolinea il premier incaricato - Confido che anche altre forze che hanno dato disponibilità potranno riconoscersi in questi punti programmatici".