Roma, 23 maggio 2018 - Il presidente Mattarella ha conferito a Giuseppe Conte l'incarico per formare il governo. Dopo un lungo colloquio durato quasi due ore, la comunicazione è arrivata dal segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti. Conte - ha fatto sapere Zampetti - si è riservato di accettarlo. Dopo qualche minuto il discorso del presidente del Consiglio incaricato: "Ho accettato l'incarico con riserva - ha esordito Conte, visibilmente emozionato -. Se riuscirò a portare a compimento l'incarico esporrò alle Camere il programma basato sulle intese tra le forze politiche della maggioranza", ha aggiunto. "Con il presidente della Repubblica abbiamo parlato della fase delicata che stiamo vivendo. E delle sfide che ci attendono e di cui sono consapevole. Così come sono consapevole della necessità di confermare la collocazione europea e internazionale dell'Italia". 

IL PUNTO Primo: farsi rispettare - di P.F. DE ROBERTIS

L'ITER Conte premier incaricato: cosa succede ora

"Mi accingo ora a difendere l'interesse di tutti gli italiani, in tutte le sedi - ha sostenuto -. Mi propongo di essere l'avvocato difensore del popolo italiano, senza risparmiarmi e con il massimo impegno e responsabilità. Fuori da qui c'è un paese che attende risposte. Quello che si appresta a nascere sarà un governo del cambiamento". Il contratto M5S- Lega "rappresenta a pieno le aspettative di cambiamento dei cittadini italiani". "Nei prossimi giorni tornerò dal presidente della Repubblica per sciogliere la riserva e, in caso di esito positivo, gli sottoporrò le proposte sui ministri. Non vedo l'ora di iniziare a lavorare sul serio", ha concluso l'avvocato.

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Conte si è poi diretto, sempre con un taxi (ma questa volta con la scorta), a Montecitorio per il saluto di rito con il presidente della Camera Fico. I due si sono scambiati una calorosa stretta di mano accompagnata da larghi sorrisi. Dopo un incontro di circa un'ora, il presidente incaricato ha lasciato la Camera per recarsi al Senato e incontrare la presidente Casellati.

DOMANI LE CONSULTAZIONI - Domani alle 12 iniziano, per il premier incaricato, le consultazioni a Montecitorio. I primi ad essere sentiti saranno i gruppi misti di Camera e Senato. A seguire le rappresentanze parlamentari di maggioranza ed opposizione, dalle più piccole alle più grandi. Alle 11,15 i primi ad essere sentiti saranno i deputati di Leu e gli iscritti al gruppo misto del Senato di Leu, per poi proseguire con deputati e senatori di Fdi (ore 11,45), Pd (12,15), Forza Italia (14), Lega (14,30), e in chiusura deputati e senatori di M5s.

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IL COMMENTO DI SALVINI E DI MAIO - "Soddisfazione e voglia di cominciare a lavorare con la speranza che nessuno metta altri ostacoli alla nascita di un governo che gli italiani stanno aspettando", sono state le parole di Salvini subito dopo il discorso di Conte. "Dopo tante ingiustizie, inizieremo a fare giustizia in questo Paese", è stato il commento di Di Maio, in diretta Facebook. 

"Se serve io sono assolutamente e totalmente a disposizione", ha ribadito Salvini, rispondendo alle domande dei giornalisti fuori da Montecitorio sul suo possibile ingresso nella squadra di governo. Il leader della Lega, però, non ha offerto alcuna conferma ufficiale. Stesso refrain per Di Maio. Nemmeno il capo politico dei 5 stelle ha dato l'ufficialità, ma si è limitato a dire: "Sarà un governo politico, io spero di esserci e spero che ci sia il più alto numero di esponenti del Movimento 5 stelle".

OPPOSIZIONE ALL'ATTACCO. RENZI -"Buon lavoro al presidente incaricato Conte. Egli si è proposto come l'avvocato difensore del popolo italiano: noi ci costituiamo parte civile. Parte civile per verificare se realizzeranno le promesse della campagna elettorale. E parte civile nel modo di fare opposizione", ha scritto su Twitter l'ex segretario del Pd Matteo Renzi.

ORFINI - "Alcune cose sono oggi più chiare. Sta per nascere un governo di estrema destra, composto da forze politiche di estrema destra, con un programma di estrema destra. Con una cultura politica di estrema destra, come dimostrano le fascisteggianti minacce al Quirinale di Alessandro Di Battista. Un governo di estrema destra che nasce grazie ai voti di Berlusconi, perché i parlamentari della Lega che voteranno la fiducia sono stati eletti nei collegi uninominali anche con i voti di Forza Italia. E grazie al via libera di Berlusconi, senza il quale Salvini non si sarebbe seduto al tavolo con Di Maio". Così su Facebook Matteo Orfini, presidente del Pd.

GELMINI - "Sta per nascere un esecutivo Movimento 5 stelle-Lega a forte trazione grillina, con un presidente del Consiglio tecnico, perché non è mai stato votato dagli italiani. Noi siamo preoccupati soprattutto per un 'contratto' di governo lontano dalle esigenze degli italiani", ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Fi alla Camera che ha ribadito il no di Fi alla fiducia: "Forza Italia voterà contro la fiducia e farà un'opposizione severa e senza sconti".

LA SQUADRA DI GOVERNO - Riguardo alla squadra di governo, al momento Lega e M5s puntano su Savona per il dicastero di via XX settembre. C'è però chi sottolinea all'interno del Carroccio che si possa portare avanti anche un piano B: ovvero Giorgetti andrebbe alle Infrastrutture e Fontana ricoprirebbe l'incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, mentre Centinaio andrebbe alla Cultura. Un 'big' del partito di via Bellerio riferisce che Giorgetti punta sempre a ricoprire il ruolo di sottosegretario ma farebbe un passo avanti solo se il nodo dell'Economia dovesse essere lo scoglio per far partire il governo. A quel punto tutto il partito gli chiederebbe un passo avanti. Agli interlocutori il braccio destro di Salvini ha ripetuto che sarà Savona ad occupare la casella ricoperta fino ad ora da Padoan. Ma per ora, in attesa di capire le valutazioni del presidente della Repubblica e del premier incaricato, la posizione resta ferma su Savona per via XX settembre. 

"Se lui ci vuole andare, io sono il primo sostenitore di Salvini al ministero dell'Interno", ha detto anche Di Maio uscendo da Montecitorio. 

LA GIORNATA

Puntuale poco prima delle 17.30, il prof indicato come premier da Lega e Cinque Stelle, è arrivato al Colle in taxi (foto sotto). Il capo dello Stato ha sentito in mattinata Di Maio e Salvini, perché gli confermassero il nome di Conte, traballante dopo il giallo del curriculum 'gonfiato'. Quindi la chiamata al professore.  

 

"Finalmente inizia la terza Repubblica - ha commentato Di Maio - ve lo avevo detto. Lo avevo promesso". E ha puntualizzato che "il governo non si baserà sui voltagabbana" e Conte "sarà il presidente del Consiglio più politico che abbiamo mai avuto". Sarà "indipendente e non un mero esecutore", ha assicurato da parte sua Matteo Salvini. 

Il professor Giuseppe Conte arriva a palazzo del Quirinale (Ansa)IL VOTO DI FIDUCIA - Intanto dalla conferenza dei capigruppo in Senato emerge già la data per il voto di fiducia che potrebbe essere fissato per martedì o mercoledì della prossima settimana. "La mozione di fiducia al governo non sarà una cambiale in bianco - precisa il capogruppo grillino Danilo Toninelli - ma sarà motivata con una serie di tematiche pertinenti e presenti anche nel contratto". 

L'ATTACCO DI DI BATTISTA AL COLLE - Da fuori-palazzo, poco prima dell'annuncio della convocazione di Conte, arriva l'avvertimento di Alessandro Di Battista, il leader barricadero dei 5 stelle, che sotto l'hashtag  #VoglioIlGovernoDelCambiamento scrive: "Mattarella non è un notaio, ma nemmeno un avvocato". E ancora: "Il Presidente Mattarella ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica ovvero ai cittadini ai quali appartiene la sovranità. Per settimane, in una fase delicatissima dal punto di vista istituzionale, ha ricordato ai partiti politici le loro responsabilità. Per giorni ha insistito sull'urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ebbene, finalmente, una maggioranza si è formata, una maggioranza che piaccia o non piaccia al Presidente Mattarella o al suo più stretto consigliere, rappresenta la maggior parte degli italiani".

Parole che scatenano l'ira del dem Michele Anzaldi: "Di Battista, un ex parlamentare senza alcun incarico formale nel Movimento 5 stelle, arriva addirittura a minacciare il presidente della Repubblica? Si tratta di un'intimidazione gravissima e senza precedenti, ai limiti della legalità". E sul suo sito il costituzionalista, e deputato Pd, Stefano Ceccanti, scrive: "E' comprensibile che sulla base delle sue affinità culturali l'esponente dei 5 stelle Di Battista si agiti contro il Quirinale proponendo una forma ammodernata di marcia su Roma attraverso la mobilitazione del web per intimorire la Presidenza della Repubblica in vista della formazione del Governo". 

TENSIONE SUI MERCATI - L'incertezza su premier e governo ha fatto salire la tensione nei mercati. Partita già in negativo, la Borsa Milano cede in chiusura l'1,31 % (sotto i 23mila punti). Sale ancora lo spread oggi: all'ora di pranzo il differenziale è arrivato a toccare quota 195 punti, ai massimi dalla primavera scorsa, per poi chiudere a 189.

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GRILLO ALL'ATTACCO - Il leader dei 5 stelle è un fiume in piena: in un lungo post sul Blog, difende il professor Conte, conferma l'appoggio a Di Maio, lancia stilettate al veleno contro i 'partiti di plastica' e inneggia al voto degli italiani che hanno detto 'basta a bifolchi invidiosi', caricando nel contempo i suoi ai grido 'resistiamo alle calunnie'.  "Noi e la Lega siamo cresciuti e i serventi della finanza sono stati minorizzati e umiliati", scrive tra l'altro, rivendicando la nascita di "una nuova forza di governo, in grado di rappresentare stabilmente un faro sempre fisso in Europa per tutti coloro che vi si smarriscono nell'avvilimento, ha scatenato i media in un'ultima offensiva. Si un'offensiva, nel senso che offende la mente di chiunque sia curioso di conoscere meglio questa nuova realtà, senza nasconderla con i rigurgiti dal trapassato remoto di figure patetiche e guascone".

E ai detrattori di Conte manda a dire: "Il maligno gossip-check-up sul professor Conte imperversa, futile, a partire dal minuto esatto in cui si è fatto il suo nome. E' il brulicame di microscopici colpi di coda, davvero un brutto spettacolo, inscenato senza alcuna regia preordinata. E' la casta che decade, che si agita per puro istinto di sopravvivenza".

Il giallo del curriculum: "Conte mai stato alla New York University"

CRITICHE DA CONFINDUSTRIA - All'assemblea annuale Vincenzo Boccia attacca: "Non è affatto chiaro dove si recuperano le risorse per realizzare i tanti obiettivi e promesse elettorali". Più in generale, il messaggio del leader degli industriali è un appello a cambiare senza distruggere. Perché "la politica sbaglia se vuole indebolire l'economia". E poi rimane il punto fermo dell'Europa, che "va sì cambiata, ma dal di dentro, e Roma deve far sentire la propria voce a Bruxelles per difendere gli interessi italiani".