I big del Movimento a Conclave
I big del Movimento a Conclave

Roma, 19 agosto 2019 - Forno giallo-rosso o giallo-verde, questo è il problema. Del resto, passare da ‘mai alleati con nessuno’ a nuova Dc, spostandosi nel giro di un anno da destra a sinistra, per la base 5 Stelle è una bella giravolta. 
Sul blog delle Stelle, nuovo organo web del Movimento (sebbene lontano dalla potenza di fuoco dell’ex blog di Beppe Grillo), si va da chi ritiene "il Pd male assoluto" a chi non vuole cedere "alle buffonate di Salvini". Insomma, se il Movimento contrarrà un nuovo matrimonio, di sicuro sarà senza amore. Basta fare un ‘beach tour’ di commenti dei seguaci di Di Maio su Facebook e Instagram, con qualche distinguo a seconda che ci si sposti sulle bacheche social di Alessandro Di Battista o Roberto Fico. 

Le correnti social.  Gli attivisti sono divisi nella ‘casa’ web del leader M5s, più critici contro i dem i commenti dei fan di Dibba, attacchi senza se e senza ma a Salvini sul profilo del presidente della Camera. Ma al di là delle correnti stellate viste dai social, in molti inneggiano al capo politico che lancia strali contro la Lega, come Filippo Di Raimo che augura a Luigi "soddisfazioni piene". 

Gli hashtag anti-Salvini. Pier Luca Santoro di DataMediaHub, think tank di editoria e digitale, ha analizzato gli hashtag più gettonati tra gli stellati e, senza dubbio, tra menzioni ed engagement (somma di commenti, like e condivisioni) spopolano ‘Salvini traditore’, ‘Salvini dimettiti’ e ‘Salvini bugiardo’. Non mancano, però, dubbi, travagli, arrabbiature di chi vede male l’alleanza con il Pd (soprattutto quello di Renzi) e preferirebbe riaccendere il forno giallo-verde. 
"Quando due si dividono la colpa è sempre al 50%...", mitiga Meri Bo, mentre Giovanni John HS avverte: "Non vogliamo un governo dell’invasione con il Pd!", mentre un altro adombra il «rischio patrimoniale". Comunque la si pensi, in tanti lanciano cuoricini al premier Conte. E c’è chi prepara una mobilitazione per lui nel giorno del giudizio: martedì 20. 

L'analisi del politologo. Va oltre Marco Valbruzzi, ricercatore dell’Istituto Cattaneo. "La risposta dell’elettorato grillino dipenderà molto dalla decisione dei vertici. Le divisioni ci sono, come i social dimostrano, ma sono meno di un tempo. Il motivo è semplice: l’elettorato del Movimento ora è più spostato verso il centrosinistra. Quello più a destra è già confluito nella Lega di Salvini, come si è visto alle Europee". Ma se l’accordo con il Pd potrebbe essere ingoiato dagli attivisti grillini, resta l’ostacolo Renzi. Molti militanti lo fanno presente ai big del Movimento: "Mantenete diritta la barra che ci porterà alle elezioni, oppure pensate a un governo di legislatura col Pd, ma quello di Zingaretti". Passo avanti se si considera che solo a maggio, secondo un sondaggio di Demos & Pi di Ilvo Diamanti, solo il 6% degli elettori M5s si sentiva vicino al Pd a fronte di un 32% che preferiva la Lega.