Renzi in Senato durante il voto di fiducia (ImagoE)
Renzi in Senato durante il voto di fiducia (ImagoE)

Roma, 20 gennaio 2021 - Più di una vecchia volpe di Camera e Senato suggerisce di guardare gli equilibri dentro le commissioni parlamentari per rendersi conto di come potrà essere accidentata la navigazione del governo con i numeri emersi in questi giorni dai voti di Montecitorio e Palazzo Madama. E così, allo stato dei fatti, si scopre che i già risicati risultati ottenuti dall’esecutivo giallo-rosso diventano ancora più fragili negli organismi interni ai due rami del Parlamento, assegnando di fatto un ruolo decisivo a Italia Viva.  

Al Senato, infatti, il governo Conte ha la maggioranza solo in 3 commissioni, mentre alla Camera si arriva a 8: e questo quando fisiologicamente il vantaggio per l’esecutivo dovrebbe essere garantito in ogni sede. 

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Dunque, a meno di nuovi responsabili o costruttori, la vita del governo sarà costantemente a rischio incidente o, come si dice in gergo, di andare sotto in ogni votazione significativa tra Palazzo Madama e Montecitorio. Un vero Vietnam parlamentare che potrebbe rivelarsi fatale, se il premier non riuscirà a rafforzare le truppe della coalizione con nuovi passaggi o, meglio, con un suo gruppo. 

Le commissioni in Senato

Ma vediamo, nello specifico, come stanno le cose. Ebbene, secondo una analisi del Sole 24 Ore, al Senato i renziani e l’opposizione uniti sono in vantaggio in ben 11 commissioni su 14, mentre le forze di governo sono prevalenti solo in tre: Finanze, Agricoltura e Lavoro. In altre 4 commissioni, tra le quali le rilevanti Affari costituzionali e Bilancio, con Industria e Politiche Ue , si potrebbe arrivare a un pareggio: il che a Palazzo Madama porta alla bocciatura dei provvedimenti. Mentre in tutte le altre sette commissioni, fin da ora le opposizioni hanno numeri superiori in partenza.

La situazione alla Camera  

Va certamente meglio a Montecitorio, ma non al punto da poter stare al riparo da colpi di scena e bocciature. La maggioranza attuale senza Italia Viva prevale solo in 8 commissioni: Bilancio, Finanze, Cultura, Ambiente, Lavoro, Affari Sociali, Agricoltura, Politiche Ue. In altre quattro (Affari costituzionali, Giustizia, Difesa ed Esteri) ci si troverebbe in parità. Mentre nelle commissioni Trasporti e Attività produttive fin da ora le opposizioni avrebbero la meglio. 

Non è da sottovalutare, infine, anche il ruolo che possono avere i presidenti di commissione facenti capo a Italia Viva. Al Senato sono Riccardo Nencini alla Trasporti (che, però, ieri ha votato con il governo) e Anna Maria Parente (che guida la Sanità). Alla Camera, invece, sono appannaggio dei renziani la commissione Finanze e quella dei Trasporti. 

La partita dell’aula, dunque, è solo la fase iniziale di un percorso a ostacoli da brivido a ogni voto