Roma, 3 agosto 2021 - Via libera dell'Aula della Camera alla riforma della Giustizia della ministra Cartabia. I voti a favore sono 396, i contrari 57 e 3 gli astenuti. Hanno votato a favore tutte le forze di maggioranza, contro FdI e L'Alternativa c'è. La riforma del processo penale passa ora all'esame del Senato.

Dopo cinque mesi di lavoro, stesure, revisioni, prove di forza e una tre giorni-fiume di votazioni, la riforma del processo penale voluta da Mario Draghi e firmata da Marta Cartabia passa in tarda serata con il voto della Camera, un voto che sembra ricompattare la maggioranza e in gran parte anche il Movimento 5 Stelle. Un rush finale affrontato ad agosto, ma ad imporre i tempi stretti è l'Ue, che nel Pnrr ha legato l'arrivo dei fondi del Recovery plan alla drastica riduzione dei tempi dei processi penali in Italia (-25% in cinque anni).

Una cavalcata che solo negli ultimi tre giorni è passata per la votazione delle pregiudiziali domenica, per la doppia fiducia nella notte tra lunedì e martedì e una lunghissima giornata in aula iniziata oggi poi alle nove di mattina per la discussione degli ordini del giorno al testo delle riforma, che più volte hanno messo alla prova la tenuta della maggioranza. Prima sul tema della responsabilità civile dei magistrati sollevata da Fdi. sul quale Lega, Forza Italia e Coraggio Italia hanno annuciato l'astensione nonostante il parere contrario del governo, provocando la reazione di Pd e Leu. Poi sugli ecoreati per i quali l'aula si spacca, soprattutto sulla riformulazione dell'odg in materia che finisce per non passare solo sul filo di lana, bocciato dalla maggioranza con 186 voti contro 181.

I "si" alla riforma arrivano da Più Europa, Noi con l'Italia, Liberi uguali, Coraggio Italia poi Pd ("il nostro contributo è stato determinante per una riforma innovativa", dice Alfredo Bazoli), Lega ("è il ritorno del buonseno e della civiltà" dice Roberto Turri) e M5s ("Non intendo rispondere a nessuna provocazione, perché la giustizia non è una questione personale", esordisce l'ex guardiasigilli, Alfonso Bonafede). 

Sono stati però 16 gli assenti in Aula non in missione tra i deputati del M5s in occasione del voto sulla riforma Cartabia. Nel Movimento, inoltre, in due hanno votato contro il provvedimento: sono Luca Frusone e Giovanni Vianelli. Per la Lega i non partecipanti al voto sono stati 23, per Forza Italia 26. È quanto risulta dai tabulati delle votazioni. Nella Lega si spiega che in 13 sono malati o in quarantena e le assenze non derivano da problemi sulla riforma. I non partecipanti al voto nel Pd sono stati 14.

A settembre il testo passerà in Senato per diventare legge, ma il primo ok segna anche una vittoria per Giuseppe Conte cui non erano piaciute le defezioni del Movimento di domenica (circa il 25%) nè il voto in dissonanza di Alessandro Melicchio sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione.

Tra i nodi sui quali si sono consumati trattative e scontri delle ultime settimane, innanzitutto la prescrizione processuale: in appello, secondo la riforma, i processi dovranno durare due anni e in Cassazione uno, con la possibilità che i procedimenti più complessi arrivino rispettivamente fino a tre anni e a 18 mesi. L'accordo raggiunto nei giorni scorsi prevede ulteriori proroghe di un anno per i reati più gravi come mafia, terrorismo, violenza sessuale e traffico di droga, stabilite dal giudice. Mentre resta la non prescrizione per i reati puniti con l'ergastolo. Inappellabili invece le condanne per i reati minori.

Si guarda poi in maniera diversa alla pena, con l'impiego dei lavori socialmente utili non retribuiti, arresti domiciliari o semilibertà con rientro notturno, per le condanne e i reati più lievi. E si rivede anche la detenzione con ampia apertura alle sanzioni alternative e con assunzioni e formazione per il personale carcerario, soluzione ancor più sentita dalla ministra Cartabia dopo la sua visita al carcere di Santa Maria Capua Vetere, teatro di pestaggi ai detenuti nel 2020.

Infine potenziamento dello staff del magistrato che diventa l'arma per velocizzare del 25% il processo penale e del 40% quello civile, con l'assunzione a tempo determinato nei prossimi 5 anni di 21.910 persone.