Beppe Grillo e Virginia Raggi (Ansa)
Beppe Grillo e Virginia Raggi (Ansa)

Roma, 2 settembre 2016 - E' caos in Campidoglio all'indomani della crisi nella giunta Raggi. Il direttorio M5S al momento tace a parte le parole pronunciate ieri da Luigi Di Maio ("Continueranno ad attaccarci da tutte le parti perché in 2 mesi ci siamo già inimicati la lobby dell'acqua, quella dei rifiuti e quella delle Olimpiadi"). 

A parlare - o meglio a scrivere su Facebook - è invece Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma sconfessato dal Movimento. "Tempo fa chiesi a Grillo: 'la volontà è quella di lasciare che le varie correnti del Movimento lo logorino dall'interno?'. Piaccia o no, lo accettiate o no, è quello che sta avvenendo. Sono due anni che mi spendo per l'idea di un meetup nazionale, allo scopo di neutralizzare le correnti e per rendere pubblico il dibattito politico interno al Movimento", mette nero su bianco Pizzarotti. E, a proposito di Beppe Grillo, resteranno delusi quanti si aspettavano un suo intervento provvidenziale per decidere le strategie politiche da adottare. Il leader del Movimento 5 Stelle, infatti, ha deciso di non recarsi lunedì nella capitale, come si era ventilato questa mattina.

Dal Campidoglio, intanto, fanno sapere che Raggi è già al lavoro in Comune per scegliere i sostituti di Carla Raineri e Marcello Minenna: la prima cittadina sta individuando i possibili candidati con cui sostenere i colloqui ma "senza ansia", "perché l'importante è trovare persone valide dopo aver svolto valutazioni ad ampio raggio". Il primo ad essere stato scelto è il nuovo amministratore unico di Atac. Sarà Manuel Fantasia, ingegnere nucleare ed esperto di trasporti con esperienza internazionale, a sostituire Armando Brandolese che si è dimesso ieri insieme all'ex dg dell'azienda romana dei trasporti, Marco Rettighieri. 

 La Raggi ai suoi assessori, nella seduta di giunta, ha ostentato sicurezza: "Siamo determinati a lavorare per il bene della città. Queste dimissioni non ci spaventano". E ancora: "Diamo fastidio ai poteri forti, ma siamo uniti e determinati: stiamo valutando personalità di grande rilievo e caratura già oggi daremo un primo segnale", ha detto ancora la Raggi. Inoltre il sindaco ha annunciato che effettuerà una verifica su tutte le delibere di nomina dei componenti dello staff capitolino per vagliarne la correttezza e revisionare al ribasso alcuni compensi. Tra gli stipendi da tagliare, quello del capo della segreteria politica Salvatore Romeo, che dichiara: "Il mio stipendio? Sicuramente non sarà rivisto al rialzo. Dovremo rivedere tutte le fasce di retribuzione".

Dal Comune ricordano poi che l'Anac non ha ancora risposto alle richieste di parere su tutte le altre nomine effettuate in base all'articolo 90 del Tuel, lo stesso che secondo l'autorità andava applicato nel caso della nomina del capo di gabinetto dimissionario. 

Proprio Carla Romana Raineri, arrivando in Campidoglio, ha puntualizzato: "Se manca legalità nell'amministrazione di Roma? Diciamo che un magistrato se ne va...", ha detto l'ex capo di gabinetto ribadendo che le sue dimissioni sono arrivate "prima della revoca, che non è ancora intervenuta". "Non incontrerò il sindaco, sono venuta soltanto a prendere le mie cose - ha aggiunto -. Quando arriverò a Milano scriverò le ragioni per cui ho preso questa decisione".

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Intanto la Rete incalza gli esponenti pentastellati: "Ripristinate l'ordine" chiedono in tanti.