Giulia Sarti (Ansa)

Rimini, 18 febbraio 2018 - "Finché non verrà chiarita questa triste storia, voglio affrontarla da sola". E così Giulia Sarti ha deciso: "Mi autosospendo dal Movimento 5 stelle". A comunicarlo ieri, dopo giorni di silenzio, è stata la stessa parlamentare pentastellata riminese (in corsa per il bis alla Camera), tirata in ballo da Le Iene nella vicenda ‘rimborsopoli’. Lei dice di non essersi intascata "un solo centesimo", e ha dato la colpa al suo ex collaboratore Bogdan Andrea Tibusche, con cui ha avuto una relazione sentimentale. La Sarti si tira fuori "per non arrecare il benché minimo danno alla campagna elettorale". E dichiara di essere pronta, in caso di elezione, a lasciare il seggio. "In Parlamento non sopporterei mai di stare nel gruppo misto, quindi o questa vicenda sarà risolta prima della proclamazione (essendo la capolista al collegio plurinominale ha ottime possibilità di essere eletta, ndr ) oppure rassegnerò subito le dimissioni dalla Camera".

Dopo la denuncia fatta giovedì contro Tibusche, ieri la Sarti è tornata in questura (accompagnata dall’avvocato Franco Repici) per integrarla. Nel frattempo venerdì notte il pm Davide Ercolani ha interrogato per cinque ore lo stesso Tibusche, noto con lo pseudonimo di Andrea De Girolamo. La Sarti lo accusa di essere stato lui a revocare 7 bonifici per le donazioni al Fondo del microcredito, e a fare altri 33 bonifici a suo favore (per un totale di 34mila euro) usando i conti della pentastellata. È stato De Girolamo a chiedere di essere sentito. Al pm e alla polizia ha portato le prove per dimostrare che la riminese sapeva tutto dei bonifici: 2mila mail, telefonate e messaggi fra i due su varie chat. Fra i beneficiari dei bonifici di Tibusche (nato in Romania ma da tanti anni residente in Italia) risultano il suo padrone di casa a Salerno e un’altra ragazza, con cui avrebbe avuto un legame affettivo. "Giulia sapeva dei vari bonifici e delle persone a cui erano destinati – ha assicurato De Girolamo prima di essere interrogato – Ed era a conoscenza di tutte le altre movimentazioni di denaro". La Sarti infatti gli aveva dato libero accesso al conto, fidandosi di lui. I due si sono conosciuti nel 2013, quando – poco dopo le elezioni – qualche hacker rubò le foto della Sarti nuda e le diffuse poi in rete. Lui, un esperto informatico, le ha dato una mano "per rimuovere dal web il materiale. In pochi giorni, con la polizia postale, abbiamo rimosso tutti i contenuti". Da allora De Girolamo è entrato nelle grazie della parlamentare, occupandosi della sua comunicazione. "È stata fra i primi parlamentari del M5S ad avere un blog personale, grazie a me". Ma il giovane dice di non essere mai stato a libro paga come suo collaboratore ufficiale. "Le facevo delle consulenze, semplicemente". Alcuni bonifici sono stati "rimborsi per il lavoro che ho svolto. Quando avevo bisogno di soldi, anche per l’affitto, era lei a farsi avanti per aiutarmi".

Cinque anni in Parlamento

Molte cose restano da chiarire in questa "triste storia", per usare le parole della Sarti, che ha rivendicato di aver donato in questi anni 160mila euro al Fondo del microcredito. E la questione dei rimborsi è solo un aspetto. Perché nelle ultime ore sono rispuntate in rete le foto rubate della Sarti nuda, rimosse nel 2013. "È una cosa gravissima, e guarda caso accade proprio adesso che Giulia è finita nella bufera. Andremo fino in fondo a questa vicenda", assicura Sauro Sarti, il padre della parlamentare. Che potrebbe tornare in questura nei prossimi giorni per una nuova denuncia.