Maurizio Gsparri (ImagoEconomica)
Maurizio Gsparri (ImagoEconomica)

Roma, 24 maggio 2020 - «Gli editori puri si contano sul dito (al singolare, ndr ) di una mano. Inutile fare nomi, ma così stanno le cose". Lo dice sospirando, Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia di fronte agli ultimi intrecci tra politica ed editoria evidenziatisi nei giorni scorsi.

Cairo attacca a testa bassa Renzi. Che effetto le fa?
"La sua uscita, così dura, contro Renzi, mi ha sorpreso, e io non ho certo simpatie per Renzi. Ho trovato il giudizio di Cairo, oltre che severo, intempestivo e improvvido. Forse il contesto, quello di ‘Un giorno da Pecora’ (Radio1, ndr), non ha giovato. Loro sono dei burloni, cercano la battuta".

Le tv e i giornali privati hanno diritto di fare politica?
"Guardi, nel tirare la volata alla politica dell’anti-Casta, al populismo e al grillismo hanno contribuito in molti: la Rai, La 7, persino Mediaset. Certo, è comprensibile calcare molto i toni, se l’obiettivo è solo quello di fare audience, ma l’eterno problema degli editori puri e impuri ritorna sempre. Prendiamo il gruppo Repubblica-Stampa-Finegil. Io penso che sia giusto aiutare la Fiat a investire in Italia, ma i giornali in mano Fca hanno esagerato in vis polemica".

Anche Berlusconi era accusato di conflitto d’interessi…
"Sì e per questo è stato crocefisso. Quando, alla fine del 1993, bisognava eleggere il nuovo sindaco di Roma, ed era la prima volta che i cittadini lo sceglievano direttamente, Berlusconi, inaugurando un supermercato a Bologna, disse – e ancora non era sceso in politica – che lui, se avesse votato a Roma, avrebbe scelto Gianfranco Fini. Venne fuori un putiferio. L’Espresso fece una storica copertina con Berlusconi vestito in orbace dal titolo ‘Il Cavaliere Nero’!".

Cairo a ’Un giorno da pecora’ è caduto in un ‘trappolone’ o vuole fare politica?
"Non lo so, può essere. Certo è che Urbano Cairo è un editore particolare e che calca la scena pubblica da tempo. È un editore di successo, che possiede La 7 e il Corsera. Possiede una squadra di calcio, il Torino, con coraggio ma con scarsa fortuna rispetto al Milan stellare di Berlusconi. Ogni tanto viene evocato un suo ingresso in politica. Lui smentisce, ma in modo ambiguo, con dei ‘mai dire mai’…".