Vaccini obbligatori, cosa cambia

Politica

VERONICA PASSERI

Una legge, quella Lorenzin, ancora in vigore ma sempre più ‘azzoppata’ dalle mosse della nuova maggioranza, una circolare di due ministri in cui la parola d’ordine è «autocertificazione» (per tutto l’anno scolastico 2018-’19), una nuova proposta di legge che deve camminare ancora tanto per finire in Gazzetta ufficiale. Il caos sulle vaccinazioni obbligatorie per la frequenza a scuola è tutto qui: in una normativa criticata ma non rivista in modo definitivo e in uno scontro aperto tra la ministra della Salute Giulia Grillo, i medici e i presidi (spalleggiati dal ministro dell’Istruzione). Manca poco più di un mese all’inizio della scuola ed è difficile capire come comportarsi. E in futuro ci si affiderà «all’obbligo flessibile».
 
La ministra va avanti sulla sua linea e conferma che – come già previsto nella circolare interministeriale di inizio luglio – per poter frequentare asili, materne e scuole da 0 a 16 anni basterà per quest’anno scolastico l’autocertificazione da parte dei genitori dell’avvenuta vaccinazione dei figli. Concetto condiviso dal titolare dell’Istruzione, Marco Bussetti, che però ieri ha tirato il freno: «Le preoccupazioni dei presidi vanno considerate». Insomma, massima collaborazione da parte del Miur ma «certamente la dirigenza scolastica non può essere gravata di incombenze in materia sanitaria perché la questione vaccinale è tema di salute pubblica».

I presidi hanno duramente contestato l’indicazione del ministro ribadendo, insieme ai pediatri universitari, che la circolare che promuove la semplice autocertificazione a passepartout per entrare in classe non ha efficacia: l’autocertificazione «non è utilizzabile in campo sanitario». Da parte sua la Grillo ha criticato la «polemica surreale» ricordando che proprio l’autocertificazione è stato «lo strumento usato per tutto il 2017 e lo useremo anche per il 2018, perché Lorenzin non ha istituito l’Anagrafe vaccinale nazionale e non volevamo caricare il cittadino di un onere ulteriore costringendolo a fornire tutta la documentazione». La Lorenzin aveva previsto un periodo di transizione, l’anno scorso, nel quale si poteva frequentare la scuola dietro presentazione di autocertificazione ma anche di una prenotazione Asl per effettuare i vaccini. Tutto questo, però, indicando tempi e scadenze certi e sanzioni altrettanto certe. Multe che dovrebbero essere ora rinviate di un anno in base all’emendamento approvato con il Milleproroghe al Senato e che dovrà passare dalla Camera alla ripresa dei lavori a settembre. 
 
Se, polemiche a parte, il 2018-’19 trascorrerà per il ministero della Salute nel regime di autocertificazione, per il futuro ci sarà una nuova legge e la proposta della maggioranza è già stata depositata. La ratio? Il cosiddetto «obbligo flessibile» che, ha ammesso la ministra, si presta a qualche ironia ma è la cosa di maggior «buonsenso». «Spingeremo per il metodo della raccomandazione» alle famiglie, ha spiegato la Grillo, e «prevederemo delle misure flessibili di obbligo sui territori, e quindi anche nelle regioni». Insomma le vaccinazioni diverranno obbligatorie solo se la copertura vaccinale scenderà sotto le soglie previste e anche le sanzioni saranno erogate solo in casi eccezionali.

La ministra Grillo sfida i presidi
 

Pubblicato il
Ultimo aggiornamento:

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.