Berlusconi e Toti nel 2014 (Ansa)
Berlusconi e Toti nel 2014 (Ansa)

Roma, 19 giugno 2019 - La svolta di Silvio Berlusconi arriva in serata: Forza Italia deve ripartire, il partito va ammodernato. Entro fine anno ci sarà un congresso e addirittura il Cav 'apre' alle primarie.  Due i volti a cui l'ex premier consegna la sua creatura politica: Mara Carfagna e Giovanni Toti.  Una scelta non casuale, un modo per premiare la lealtà e i risultati della vicepresidente della Camera e riallacciare i rapporti - ormai ridotti al lumicino -  con il governatore della Liguria. Alla coppia Carfagna-Toti  è affidato il coordinamento nazionale di Forza Italia, che porterà a una rivoluzione delle regole che fino ad oggi hanno l'hanno guidata.

Il Cavaliere la spiega così: "Forza Italia ha uno Statuto dettagliato e complesso di cui in questi ultimi anni ho tenuto conto da buon padre di famiglia ascoltando tutti, domandando a tutti, mettendo in campo una totale condivisione, molto affetto e qualche volta molta pazienza. Dopo alcuni anni come per tutte le organizzazioni vi è la necessità di tornare all'applicazione delle regole e di rivederne alcune per consentire a tutti coloro che lo desiderano di partecipare alla vita di Forza Italia. Perché vogliono offrire un reale contributo alla vita del Paese in un momento così difficile e con un governo così incapace". 

In ogni caso sull'operato del ticket vigileranno lo stesso ex premier e Antonio Tajani, in qualità di vicepresidente. "Non sono mai stato un uomo di potere - spiega il Cav - Ci siamo detti che alcune norme dello statuto di Forza Italia vanno modificate, aumentando la contendibilità all'interno del partito dei posti di responsabilità". 

Anche geograficamente parlando la coppia potrebbe funzionare: Carfagna può vantare ottimi risultati nel mezzogiorno, e Toti ha in dote un bel bottino di consensi che al Nord. Ma non è tutto: al fianco di Carfagna-Toti lavorerà una sorta di comitato, che stabilirà le regole congressuali e che sarà formato dai due capigruppo, Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini. Il tutto sarà certificato il 13 luglio durante il Consiglio nazionale.

Toti, dal canto suo, ha accettato l'incarico al termine di un pranzo risolutore con il Cavaliere. Nessuna scissione all'orizzonte. Tuttavia, morde il freno e chiede di fare in fretta, soprattutto sul fronte delle primarie. Oggi, fa sapere, è l'inizio di un percorso che definisce "faticoso ma inevitabile".

Prima di mettere a punto la sua 'rivoluzione', Berlusconi ha visto lo stato maggiore azzurro e ha avuto numerose riunioni per capire quale 'gradimento' questa scelta avrebbe avuto tra le fila di senatori, deputati e coordinatori regionali. Ma la vera svolta c'è stata prima della riunione in Senato, quando Giovanni Toti ha varcato la soglia di palazzo Grazioli sotterrando l'ascia di guerra. Da qui la richiesta di disponibilità a ricoprire l'incarico di coordinatore e da parte del governatore la volontà di trasformare l'evento del 6 luglio a Roma in una occasione di rilancio di Forza Italia. Con Carfagna invece è bastata una telefonata, durante la quale Berlusconi non ha nascosto di voler premiare non solo i risultati ma la lealtà della deputata azzurra che, nelle difficoltà di un partito in crisi di consensi, non ha mai minacciato la scissione, anzi pur non candidata si è spesa in prima persona nelle elezioni europee.

"Le Cassandre che ci raccontavano paralizzati dall'incertezza e dagli scontri interni, sono state ancora una volta smentite - dice fiera la vice presidente della Camera - Ne sono felice: non ho mai avuto dubbi sulla capacità reattiva di Forza Italia, ora è il momento di rimboccarci le maniche insieme". Già giovedì Carfagna e Toti si vedranno per "riempire di contenuti" la nuova fase di Forza Italia.