Giovedì 25 Luglio 2024
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Politica

Fontana (Lega): "Non chiederemo soldi A sinistra solo slogan"

Il presidente leghista della Regione Lombardia ha individuato in sanità e ambiente le prime due materie per le quali chiedere autonomia

Attilio Fontana, 72 anni, governatore della Lombardia per la Lega È al suo secondo mandato

Attilio Fontana, 72 anni, governatore della Lombardia per la Lega È al suo secondo mandato

Milano, 21 giugno 2024 – Attilio Fontana, presidente leghista della Regione Lombardia, lei ha individuato in sanità e ambiente le prime due materie per le quali chiedere autonomia: che potrà fare di più e di diverso rispetto a oggi?

"Ho espresso questa indicazione, ma potrò essere più preciso sulle prime deleghe solo dopo il confronto con il governo. In entrambi i casi potremo, però, dare risposte più efficaci ai lombardi. In ambito sanitario, una volta venuti meno i vincoli di Roma sui fondi, potremo riconoscere incentivi economici ai medici di base che accettino di prestare servizio nelle zone meno presidiate. Quanto all’ambiente, semplificheremo le procedure amministrative che allungano a dismisura i tempi per le bonifiche, come sanno gli imprenditori".

Quanto tempo occorrerà prima che la delega sia effettiva?

"Io spero e credo che da qui a un anno si possa partire. La legge Calderoli definisce un iter chiaro e preciso, è anche più rispettosa delle prerogative delle Camere di quanto non lo fosse l’intesa firmata nel 2018 da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, guidata già allora dal governatore Stefano Bonaccini (Pd), insieme all’allora sottosegretario dem Gianclaudio Bressa".

Ce l’ha con chi, a sinistra, dice che la riforma acuirà le diseguaglianze? Francesco Boccia, ad esempio.

"La riforma del titolo V della Costituzione è stata fatta dal suo partito, dal governo D’Alema. Ed è stato lo stesso Boccia, quando era ministro agli Affari regionali, ad aver voluto che si intraprendesse la via di una legge, accantonando l’intesa tra Bressa e i governatori. Mi chiedo come possa acuire le diseguaglianze una legge che consente alle Regioni di assumersi la responsabilità di gestire ciò che finora ha gestito lo Stato usando esattamente gli stessi soldi finora utilizzati dallo Stato: non chiediamo un euro in più. La verità è che la sinistra parla per slogan e i loro slogan, non l’autonomia, stanno avendo l’effetto di dividere il Paese tra Nord e Sud, ricchi e non ricchi".

Dopo il referendum, nel 2017, Maroni disse di voler prima di tutto che metà del residuo fiscale restasse in Lombardia. La Lega non ne parla più, ora...

"Abbiamo scelto una strada diversa per l’autonomia, ma ieri come oggi resta il principio di non spendere un euro in più".

Questa è l’autonomia che voleva Umberto Bossi, 30 anni fa?

"Nel mezzo, in questi anni, ci sono state tappe e richieste intermedie, penso alla devolution o al federalismo. Ma non vi è dubbio: questa autonomia è figlia di Bossi, è il coronamento del percorso iniziato da lui e con lui".

Lei è stato tra i pochi a difenderlo da eventuali sanzioni.

"Ho espresso il mio pensiero. Quello sulle sanzioni a Bossi per me è un discorso chiuso".