Roma, 10 settembre 2018 - Spunta l'ipotesi rateizzazione per i fondi della Lega dopo che il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro già deciso dalla Cassazione che aveva accolto il ricorso della Procura di Genova. La possibilità di un 'prelievo graduale'  dei 49 milioni - così da consentire al partito di Matteo Salvini di proseguire la propria attività -, sarebbe stata l'oggetto dell'incontro di questa mattina tra i magistrati genovesi e gli avvocati del Carroccio. L'ipotesi rateizzazione sarebbe al vaglio dei dirigenti di via Bellerio. Oggi i legali della Lega hanno annunciato ricorso "entro una settimana" alla sentenza del Riesame.

DI BATTISTA - Nel pomeriggio, intanto, si registrano nuovi pesanti attacchi da parte di Alessandro Di Battista nei controni del Carroccio. "Deve restituire fino all'ultimo centesimo il maltolto", dice l'esponente M5s a 'Otto e Mezzo' a proposito dei Fondi della Lega da sequestrare. "Non c'entra niente il processo politico, ma quando mai? Se fossi un militante della Lega gli chiederei di restituirli perché sono soldi dei cittadini", attacca Di Battista. "Iniziassero i parlamentari trombati della Lega a restituire l'assegno di fine mandato come ho fatto io - insiste -. Per me la Lega deve restituire, punto. Perché le sentenze si rispettano perché quei quattrini sono anche miei". 

ANTICORRUZIONE E AUTOSTRADE - Non ci sono solo i soldi da restituire nel mirino di Di Battista. Se sulla nazionalizzazione di Autostrade "la Lega si tirasse indietro si sputtanerebbe", attacca ancora il grillino. "Mi auguro che non segua Giorgetti che rappresenta l'ala maroniana della Lega", aggiunge. La Lega "si sputtana" anche se ferma la riforma anticorruzione di Bonafede, "mi auguro non lo faccia".

SALVINI - Pronta la replica di Matteo Salvini alle parole dell'esponente M5s. "Di Battista? Fossi in Guatemala passerei il tempo in maniera più ludica", commenta il leader della Lega. "Mi sa che è una roba interna ai 5 Stelle", aggiunge. In precedenza Salvini era tornato sul sequestro dei fondi Lega e sull'inchiesta giudiziaria della Diciotti. "Tiro dritto, la gente mi chiede ogni giorno di andare avanti, vai avanti, non mollare - le parole del ministro dell'Interno -. Questo incredibile affetto e sostegno popolare mi dà non solo forza ma determinazione e responsabilità". Quanto ai giudici: "Rispetto ma ho la determinazione a non mollare - spiega Salvini -. Se qualcuno pensa di intimorirmi o di invitarmi a fermarmi o a dimettermi ha proprio sbagliato a capire".

Nessun dubbio per quanto riguarda l'ipotesi di cambiare nome al partito dopo la sentenza del Riesame di Genova. "Ci chiamiamo Lega e ci chiameremo Lega", ha ribadito il numero uno del Carroccio. "Fino a prova contraria uno è innocente fino alla fine del giudizio", aggiunge. 

ATTACCO AI PM - Poi Salvini torna ad attaccare i magistrati. "Non ho mai inteso attaccare la magistratura come corpo - premette -, mai inteso dire che tutti i magistrati fanno politica o che non lavorano". Poi affonda: "Ma che ci sia qualche caso di giudice politicizzato mi sembra evidente". E a proposito dell'inchiesta a suo carico sulla Diciotti: "Mi sembra un'indagine curiosa ma ho troppo rispetto per fare di tutta l'erba un fascio". Quindi conclude: "Magistratura democratica? È loro diritto fare politica ma poi se ne assumano la responsabilità".