Roma, 18 marzo 2019 - Non si placano, nel governo, le tensioni sulla flat tax per le famiglie. Dopo le schermaglie di ieri, oggi Matteo Salvini torna sull'aliquota unica e attacca il ministero dell'Economia, secondo cui la misura costerebbe oltre 59 miliardi. "Sono numeri strampalati", dice il ministro dell'Interno in mattinata ai microfoni di Rtl 102.5. "Non siamo al Superenalotto - aggiunge -. I numeri li contiamo con più precisione". "Per la prima fase della flat tax per le famiglie, per un primo colpo sostanzioso servono 12-15 miliardi per un abbattimento fiscale non per tutti ma per tanti - prosegue Salvini -. Si farebbe una rivoluzione epocale". Anche il premier Conte interviene per confermare: "E' un impegno presso, faremo la flat tax".

"Stiamo facendo i conti del caso, ma siamo convinti che se abbassi le tasse lo Stato nel primo anno incassa di meno ma poi incassa di più. E' un investimento intelligente in chiave futura", prosegue il leader della Lega aggiungendo che nella prossima Manovra "non abbiamo nessuna intenzione di aumentare l'Iva". Sul fronte della tenuta dei conti pubblici, poi insiste che "l'ultima cosa da fare è aumentare le tasse". "Questa è l'Europa che vogliamo ridisegnare, in un momento di blocco dell'economia l'ultima cosa che si deve fare è mettere le tasse e aumentare l'Iva. Ce lo chiede l'Europa? Tanti saluti". Quanto ai tempi, per Salvini la flat tax alle famiglie è un progetto da realizzare nel corso dei cinque anni e nel 2020 si può partire dal primo scaglione. Nel pomeriggio il leader del Carroccio alza ancora il tiro: "La flat tax è nel contratto di governo. Spero non ci siano resistenze da parte di nessuno", sottolinea. E insiste: "Le coperture ci sono, perché quando l'economia corre lo Stato incassa".

CONTE - "E un impegno preso con gli elettori e poi trasfuso nel contratto di governo. Ho sempre detto che quella fatto lo scorso anno è una significativa anticipazione di una più complessiva riforma", dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, interpellato sulla flat tax, in particolare se il governo troverà le risorse necessarie per estenderla.  "Oggi in Italia - ha proseguito Conte - abbiamo un fisco iniquo, complesso, stiamo cercando sia di alleggerirlo sia di semplificarlo, sicuramente la riforma organica va completata. Se mi si chiedono i dettagli non ho sul tavolo un progetto riformatore, ci stanno lavorando le forze politiche, i ministro competente e vedremo tutti insieme".  "Sicuramente porteremo anche a termine questo progetto riformatore", ha concluso il premier.

TRIA  - Sulle cifre attribuite al ministero dell'Economia, Tria ci tiene a precisare: "nessuna stima fatta su una riforma che né io né il Mef abbiamo mai ricevuto", non c'è "nessuna stima del Mef sulle riforme in discussione". "Proposte specifiche non sono arrivate all'analisi del Mef - ha aggiunto - La flat tax è allo studio da luglio su varie possibili ipotesi, quindi non c'è nulla di nuovo".

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SIRI - La Lega però insiste e rilancia il suo cavallo di battaglia. "La nostra proposta di flat tax familiare è fattibile e ricordo che fa parte del contratto di governo. Spero di poterla illustrare al più presto a Luigi Di Maio, dati alla mano", dice il sottosegretario Armando Siri, intervistato dalla Stampa, difendendo l'aliquota al 15% per redditi fino a 50mila euro. Anche lui difende i conti fatti dal Carroccio: "Noi abbiamo una nostra simulazione fatta come si deve, con criteri scientifici e dati reali, non a spanne". 

"La nostra flat tax familiare avrebbe lo stesso impatto sui conti pubblici che ha avuto il reddito di cittadinanza, e proprio come il reddito di cittadinanza è oggetto del contratto di governo", rimarca Siri quasi rivolgendosi agli alleati del M5s. "Sul reddito di cittadinanza loro hanno portato le loro proposte e noi al massimo abbiamo suggerito migliorie, ma l'impostazione di fondo è rimasta la loro. Ecco, è auspicabile che sulla flat tax familiare valga lo stesso principio". L'aliquota "riguarderebbe 28 milioni di famiglie, 50 milioni di persone, 35 milioni di contribuenti", conclude Siri. 

LEZZI - Tutte argomentazioni che però non sembrano convincere i 5 Stelle. "La flat tax costa 60 miliardi di euro e il nostro Paese non se li può permettere, dunque è una promessa che non si può mantenere", replica la ministra per il Sud, Barbara Lezzi, ospite del programma '24 Mattino - Morgana e Merlino' su Radio 24. "Vogliamo rivedere le aliquote fiscali ma il principio costituzionale deve rimanere fermo - aggiunge la collega di esecutivo di Salvini -. La progressività, a mio avviso, non può essere aggirata. Per la Lega non si tratta di 60 miliardi, per il Mef invece sì, e non credo che il Mef si sbagli".

ZINGARETTI - Ma la bocciatura arriva anche dal Pd. "La Flat tax é una bufala senza spazi fiscali per sostenerla, l'hanno subito fatto capire a Salvini. L'insofferenza viene dagli imprenditori del Nord che hanno capito la mutazione genetica della Lega, che per prendere voti in tutta Italia paralizza il Paese", dice infatti il segretario Nicola Zingaretti a 'Circo Massimo' su Radio Capital. "Serve la progressività delle imposte, non l'illusione che se i ricchi hanno più soldi spendono di più - aggiunge -. Queste sono le teorie di Paperon de Paperoni, non di Paperino e Qui Quo Qua".