Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (S) con il ministro dell'Economia Giovanni Tria (D) durante le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre a Bruxelles, Roma, 11 dicembre 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

Londra, 18 giugno 2019 - Italia sempre impegnata nella difficile trattativa con la Ue per scongiurare la procedura d'infrazione sul deficit eccessivo. Tra Matteo Salvini che dagli Usa insiste sulla flat tax e Luigi Di Maio che accelera sul salario minimo nonostante i forti dubbi di Osce e Istat, oggi il ministro Giovanni Tria prova a rassicurare sulla tenuta dei conti pubblici. Roma "rispetta le regole", per cui "sono fiducioso della discussione in atto con la Commissione europea" e sul fatto che "riusciremo a raggiungere un accordo", ha affermato il titolare dell'Economia all'Euromoney conference di Londra. "La nostra politica fiscale è prudente", ha detto invitando gli investitori ad avere "fiducia" nel nostro Paese che tuttavia "si è erosa sui mercati".

"Raggiungeremo gli obiettivi senza bisogno di misure aggiuntive. Per l'anno prossimo valgono gli impegni presi nel Def approvato dal Parlamento. Conte ha sempre detto che manterremo gli impegni di finanza pubblica, ma al contempo gli obiettivi sono già compatibili con il rilancio dell'economia", ha insistito Tria assicurando che sarà evitato l'aumento dell'Iva "con tagli alla spesa". Quanto ai minibot, ha aggiunto, "non penso che saranno introdotti". "E' uno strumento pericoloso, illegale, non necessario - ha sottolineato -. Voglio essere chiaro, non è nell'agenda del ministero del Tesoro, a parte il fatto che non ne abbiamo bisogno per risolvere il problema dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, visto che questo debito è diminuito". 

E flat tax e salario minimo? "Non sono rumori elettorali, ma provvedimenti importanti: il problema è vedere come si disegnano e i temi in cui si attuano", ha proseguito Tria. "Il perimetro" entro cui si possono realizzare è quello "del quadro di finanza pubblica già approvato dal Parlamento" nell'ambito della manovra, ha precisato incalzato dai giornalisti.

"Il problema è come si disegna", ha detto ancora il ministro dell'Economia, ricordando come quella italiana sia "in qualche modo un'economia duale", con differenze fra il nord e il sud del Paese sul fronte dell'occupazione. Il salario minimo - ha ripreso - va quindi "disegnato in modo che dia un risultato al nord e non rappresenti un ostacolo per il Mezzogiorno". Quanto alla "manovra trumpiana" suggertita da Salvini, il ministro dell'Economia ha chiarito che questa "implica avere il dollaro, e noi abbiamo l'euro". "A parte questo - ha proseguito- la nostra manovra è quella che abbiamo deciso e approvato". Basata su "una politica fiscale prudente, ma compatibile con la necessità di crescere di più". 

MATTARELLA - E sulla necessità di "assicurare la solidità dei conti" è intervenuto anche il presidente della Repubblica. "E' essenziale per la tutela del risparmio e l'accesso al credito, per sostenere l'economia reale e lo sviluppo di nuovi progetti per la valorizzazione dei nostri territori, per creare lavoro di qualità e una crescita inclusiva", ha detto Sergio Mattarella nel messaggio di saluto inviato in occasione dell'assemblea annuale di Confartigianato.

Minibot, Salvini e Di Maio insistono

Ma sui minibot i due vicepremier insistono. "Non solo sono nel contratto, sono stati votati dalla Camera. Sono uno strumento per pagare i debiti della Pubblica amministrazione. Se qualcuno ha un mezzo più intelligente bene, altrimenti dico che si va avanti", ha detto Salvini arrivando all'assemblea di Confartigianato. "L'obiettivo è pagare i crediti della P.a. - gli ha fatto eco Di Maio -. Non mi affeziono ai nomi o a termini, ma il debito si deve pagare, se no lo Stato non ha alcuna credibilità per poi chiedere le tasse agli imprenditori e ai cittadini".

Il ministro dell'Interno non ha risparmiato un affondo diretto a Tria ("Chi vuole fare il ministro in questa squadra sa che il taglio delle tasse è la priorità di questo Paese") e replicato alle parole di Mattarella. "I conti sono in disordine perché abbiamo applicato per troppi anni le regole della precarietà e dell'austerità e dei tagli imposti dall'Europa", ha detto il capo del Viminale in merito all'appello a mantenere in ordine i conti. "Il debito è cresciuto di 650 miliardi in 10 anni, per farlo diminuire - ha aggiunto - occorre che gli italiani lavorino e gli italiani lavorano di più se le imprese pagano meno tasse".