Il vicepremier Luigi Di Maio (LaPresse)
Il vicepremier Luigi Di Maio (LaPresse)

Roma, 17 marzo 2019 - Una flat tax anche "per le famiglie dei lavoratori dipendenti italiani". Da Melfi, tappa della sua campagna elettorale in Basilicata, Matteo Salvini rilancia il cavallo di battaglia della Lega. La volonta è quella di estendere la tassa piatta (introdotta con la legge di Bilancio per professionisti e lavoratori autonomi) al parterre dei lavoratori dipendenti con aliquota calcolata non sul reddito del singolo ma su quello familiare. 

SALVINI - "Noi non abbiamo smesso di lavorarci giorno e notte - le parole esatte del vicepremier -; in questa manovra economica siamo già riusciti ad avvantaggiare commercianti, partite Iva, imprenditori e liberi professionisti, nel 2019 vogliamo entrare anche nelle case delle famiglie e dei lavoratori dipendenti italiani, con le imprese stiamo costruendo a costruire un percorso affinché l'Italia torni ad essere il numero uno, non 27 in Europa". 

DI MAIO - Di Maio non dice di no: anzi. "Sulla flat tax familiare troveremo una soluzione insieme alla Lega, come abbiamo sempre fatto - promette l'alleato pentastellato - Sono molto fiducioso. Noi come M5S abbiamo lavorato a una riduzione degli scaglioni e della pressione fiscale attraverso il coefficiente familiare e in questo senso si individuerà un punto di incontro".

Certo, "l'importante è non fare facili promesse alla Berlusconi - avvisa il ministro del Mise -. Come rappresentanti dello Stato non dobbiamo mai dimenticarci di avere delle responsabilità nei confronti dei cittadini". 

I COSTI - Intanto al ministero dell'Economia si fanno i conti. Una simulazione dell'8 febbraio, circolata in queste ore in ambienti parlamentari della maggioranza, prevede - per la flat tax a due aliquote sul reddito familiare (del 15% fino a 80mila euro di reddito, del 20% per i redditi superiori) - un costo di 59,3 miliardi. L'ipotesi contempla una deduzione di 3mila per ciascun componente del nucleo familiari con reddito fino a 35mila euro e nessuna deduzione per i redditi superiori ai 50mila euro all'anno. La misura, così concepita, favorirebbe un numero di nuclei familiari pari a 16,4 milioni mentre il vantaggio medio familiare sarebbe di circa 3600 euro.

Ma dal Carroccio correggono subito il tiro, citando uno "studio di 15 giorni fa". La "Flat Tax Fase II" per tutte le famiglie fino a 50 mila euro di reddito "ha un'incidenza di circa 12 miliardi", si legge in una nota della Lega. La novità è data dall'introduzione del "reddito familiare che attraverso un sistema di deduzioni garantisce la progressività dell'imposta". 

L'OPPOSIZIONE - Intanto c'è già chi dai banchi dell'opposizione attacca. "Salvini dimostra di essere più interessato alle campagne elettorali che al governo di un'Italia entrata in recessione", tuona Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e uguali alla Camera -. Dica dove trova i soldi prima di promettere cose sapendo che saranno irrealizzabili visto lo stato precario dei nostri conti pubblici". La flat tax "oltre che essere uno strumento sbagliato e iniquo, costerebbe secondo gli esperti oltre 50 miliardi di euro di mancate entrate fiscali". 

COME FUNZIONA LA FLAT TAX ORA  E QUANTO COSTA - La legge di bilancio di quest'anno prevede un primo step: l'estensione della flat tax forfait al 15% per i lavoratori autonomi con ricavi fino a 65 mila euro. Dal 2020 il forfait sarà del 20% sulla quota eccedente fino a 100.000 euro. Secondo la relazione tecnica alle Legge di Bilancio, costerà il primo anno solo 330 milioni, con un impatto sui soli versamenti Iva ma, dopo un rimbalzo di 1,9 miliardi di costo nel 2020, si attesterà su un impegno per lo Stato pari a 1,4 miliardi. La Flat Tax al 20% tra i 65 e i 100 mila euro per imprenditori e negozianti impegnerà 109 milioni nel 2020, 1,1 miliardi nel 2021 e 856 milioni nel 2022.