Luciana Lamorgese, Paola De Micheli, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio (Ansa)
Luciana Lamorgese, Paola De Micheli, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio (Ansa)

Roma, 10 settembre 2019 - Dopo l'ok della Camera al governo Conte bis, arriva anche la fiducia del Senato (favorevoli 169 - due in meno rispetto a 14 mesi fa - 133 contrari, 5 astenuti). Il Parlamento promuove quindi l'esecutivo giallo-rosso, nato dopo la rottura dell'alleanza tra grillini e Lega e sulla scia della proposta di Matteo Renzi per un asse Pd-M5s.  "Ora inizia la grande sfida - twitta il segretario dem Nicola Zingaretti - cambiamo insieme l'Italia".

A Palazzo Madama il clima è caldo e il copione è lo stesso di Montecitorio. In Aula non sono mancati cartelli, fischi, urla e sospensioni e così il dibattito si è dilungato per 6 ore. Poi la replica del premier e le dichiarazioni di voto, quindi poco dopo le 18 è iniziata la chiama. Ad accogliere il premier il coro "traditore, traditore", partito dai banchi dei leghisti, che invece hanno acclamato il loro leader a suon di "Matteo, Matteo". Il discorso di Salvini è stato accompagnato dagli incitamenti della sua claque, quello del presidente interrotto più volte a suon di slogan ("dignità", "elezioni").  

Conte alla Camera, dai toni soft all'attacco frontale alla Lega

Salvini: siete minoranza, Conte nuovo Monti

Tra gli interventi più attesi proprio quello dell'ex ministro, che si è rivolto al premier con l'appellativo di Conte-Monti. "Conte si vergogna del 5 Stelle - aveva anticipato Salvini questa mattina, parlando con i giornalisti al Senato -. Ha dimostrato in questi giorni che è un uomo organico al potere. Un nuovo Monti, un nuovo Gentiloni". In Aula continua l'affondo: "Siete minoranza nel Paese e nche nei vostri partiti. Potete scappare per qualche mese ma non potete scappare all'infinito, ci sono anche le elezioni regionali, e a meno che non vi inventiate qualcosa la liberazione dal Pd potrà diventare realtà nei prossimi mesi".

"Premier inchiodato alla poltrona come vecchie mummie"

E poi, rivolto al presidente del Consiglio: "Le lascio la sua poltrona, una poltrona figlia di slealtà, tradimento e interesse personale; io mi tengo l'affetto degli italiani". Conte è un "presidente buono per tutte le stagioni e tutte le maggioranze", "inchiodato alla poltrona come le vecchie mummie della prima repubblica". Quindi Salvini promette "una sana e leale opposizione" e si dice "a disposizione" del nuovo ministro degli Interni Luciana Lamorgese, che lui invita a "non piegarsi ai ricattucci della sinistra sui decreti sicurezza". 

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Il discorso dell'ex vicepremier si serve dei cavalli di battaglia della retorica leghista. In primis il caso Bibbiano. "Tutto il Parlamento dovrebbe pretendere chiarezza - attacca Salvini -. Per noi la famiglia è al centro: è un minimo di civiltà giuridica dire che il bimbo che ha una mamma e un papà non deve essergli sottratto". Molte le frecciate al premier dopo l'appunto di "sobrietà" fatto da Conte ieri alla Camera. "Oggi c'è stato il secondo arresto ma noi non condanniamo, questa è la differenza di stile". Ce n'è anche per il nuovo commissario europeo:  "Dicono che oggi è un giorno di festa perchè il rivouzionario Gentiloni è agli Affari economici. Io aspetto a festeggiare, perché il vicepresidente con delega sarà il noto falco Dombrovskis: se avete svenduto l'interesse nazionale per una poltrona, l'avete svenduto male perchè vi hanno rifilato una sòla".
 

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Borgonzoni e la maglietta su Bibbiano

Il Carroccio è sul piede di guerra: lo ha dimostrato ieri nelle dichiarazioni alla Camera. In Senato si ripete il copione: oggi il capogruppo Massimiliano Romeo, a chi gli chiedeva se i presidenti leghisti potrebbero valutare di lasciare le commissioni parlamentari, ha risposto: "Ma non ci pensiamo proprio: li faremo impazzire fino alla fine". E' poi la senatrice leghista Lucia Borgonzoni a rubare la scena, levandosi la giacca e mostrando una maglietta su Bibbiano. Casellati è costretta a interrompere la seduta. Alla ripresa è continuato il caos in Aula tra i cori "dignità" dei senatori leghisti. "Sono sbalordita dal fatto che appena si parla di Bibbiano il governo scompare. Non gliene importa nulla, né delle famiglie né dei bambini", ha detto la Borgonzoni proseguendo l'intervento dopo lo stop. 

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Replica di Conte: "Voltafaccia senza dignità"

Nella sua replica al Senato, Giuseppe Conte prende le mosse dall'Europa: "Dobbiamo fare di tutto per poter realizzare le riforme che stanno a cuore al Paese", a partire dalla "revisione del patto di stabilità e crescita".  In quest'ottica il premier lancia un appello all'opposizione: "Vi invito a considerare il commissario Gentiloni come colui che rappresenterà l'Italia intera". Poi, tra cori, fischi e applausi ironici dello stesso Salvini, sfodera una sequela di controattacchi alla Lega. "Assegnare ad altri le proprie colpe è  un modo certo, non il migliore, per salvare la propria leadership". E ancora: "Spiegherete al Paese cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane". Rivolgendosi a Salvini, accusa: "C'è chi con arroganza e scarsa conoscenza del diritto costituzionale pensava di attivare unilateralmente una crisi e portare il Paese alle elezioni e ancora più unilateralmente ha deciso di concentrare definitivamente nelle proprie mani tutti i poteri: pieni poteri".

"Migranti, modificare regolamento di Dublino"

Quindi il premier ha elencato i punti programmatici del governo giallo-rosso, non toccati nell'intervento di ieri alla Camera. Come gli investimenti nella scuola e nella ricerca, nell'economia circolare. Alcune precisazioni in materia fiscale: "Vogliamo un fisco amico delle imprese, oltre che dei cittadini. Quando parliamo di un cuneo a totale favore dei lavoratori è perché siamo consapevoli che le risorse nella manovra immediata, scarseggeranno".

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Sull'immigrazione "chiedo a tutte le forze politiche e ai cittadini di evitare di concentrarci ossessivamente sullo slogan 'porti aperti', 'porti chiusi'". Il governo "intensificherà i rapporti con i paesi di origine e di transito" e "lavorerà contro i traffici illeciti" e i flussi "clandestini", ma anche per una "maggiore integrazione" e il "rafforzamento dei rimpatri". Su decreti sicurezza "raccoglierà le osservazioni del presidente della Repubblica". Poiché ogni legge, ha ricordato, deve essere "interpretata in senso costituzionalmente conforme". In ogni caso la questione dell'immigrazione "va gestita a livello europeo e va modificato il regolamento di Dublino". Alla fine dell'intervento l'aula di Palazzo Madama è una bolgia. 

Dichiarazioni di voto

Nessun senatore del gruppo Autonomie vota contro il Conte bis, annuncia la capogruppo Julia Unterberger (Svp): "Ma ci sono delle astensioni". Scontate le dichiarazioni di Leu, Pd e M5s, a favore della fiducia, affidate rispettivamente ad Andrea Marcucci, Loredana De Petris e Gianluca Perilli, così come quelle contrarie di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia per bocca di Luca Ciriani, Massimiliano Romeo e Anna Maria Bernini. In dissenso con il suo gruppo, il dem Matteo Richetti spiega la sua astensione: "Non posso dare la fiducia a un governo nato sulla base di convenienze e ambiguità". Anche il grillino Gianlugi Paragone non vota con il Movimento per l'esecutivo.  Il nuovo esecutivo incassa invece il 'sì' dell'ex 5 Stelle Gregorio De Falco. No di Emma Bonino:  questa maggioranza "rischia di essere solo diversamente populista". 

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I senatori a vita appoggiano il governo

I senatori a vita Elena Cattaneo, Mario Monti e Liliana Segre votano la fiducia. Cattaneo ha spiegato che il suo sì è dovuto "a una ragione di contesto", vale a dire quella di "evitare una campagna elettorale con la sessione di bilancio alle porte", e una di merito, visto che nel programma gli investimenti in ricerca e istruzione "tornano ad essere centrali". 

Ancora più netta la posizione della Segre. "Mi accingo a esprimere fiduciosa un voto favorevole a questo governo", ha detto durante il suo intervento in Aula la senatrice a vita. "Il mio atteggiamento di fronte alla nascita del governo è di preoccupazione e allo stesso tempo di speranza", ha aggiunto. "Ho temuto un inesorabile imbarbarimento della nostra società" e ora "mi attendo che il nuovo governo operi concretamente" per la "difesa della democrazia e dei principi di solidarietà nati dalla Resistenza". 

Monti ha messo in chiaro di attendere di verificare nei "fatti" che "ci sia davvero un mutamento di indirizzo" rispetto al governo passato.  Il presidente emerito Giorgio Napolitano, assente per motivi di salute, fa comunque sapere il suo orientamento "favorevole alla nascita del nuovo governo, pur di fronte a oggettive difficoltà". 

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Legge elettorale

Per oggi era previsto anche un incontro tra i capigruppo al Palazzo Madama di M5s, Pd e Leu per discutere della riforma della legge elettorale. Lo si apprende da fonti di maggioranza. La riforma del sistema di voto dovrebbe essere incardinata in Senato, mentre alla Camera dovrà essere deciso entro domani il calendario per l'esame in ultima lettura della riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari.