Roma, 19 gennaio 2021 - La giornata più difficile, per la crisi del governo Conte bis culmina - dopo le comunicazioni in Aula del premier, la discussione e le dichiarazioni di voto -  nel voto di fiducia in Senato. Sono ormai passate le 22.30 quando la presidente del Senato Casellati, dopo una lunga bagarre risolta solo con il 'Var' della seduta, comunica i numeri della fiducia a Conte: "Senatori presenti 313, votanti 312, favorevoli 156, contrari 140, 16 astenuti". E' ufficiale: Conte ha la fiducia ma non la maggioranza.

Momento clou del confronto a Palazzo Madama è stato l'intervento del leader di Italia Viva Matteo Renzi, dalla cui decisione di far dimettere le ministre Bonetti e Bellanova è scaturita la crisi di governo. I toni sono accesi, poco prima delle 19 la replica di Conte all'ex premier.

La conta nominale - iniziata tardi rispetto al ruolino di marcia -  si sussegue nell'aula di Palazzo Madama. Prima novità, quasi uno choc: Mariarosaria Rossi fedelissima di Berlusconi vota la fiducia, come pure il deputato azzurro  Andrea Causin, e i due si attirano gli strali di Tajani: "Sono fuori da Forza Italia" mentre la senatrice di Forza Italia Anna Carmela Minuto - che era stata indicata come possibile 'responsabile' - ha invece votato no alla fiducia. Dal canto suo Tiziana Drago, ex M5s in predicato di votare sì alla fiducia al governo, vota no un po' a sorpresa insieme all'ex M5S Michele Giarrusso, ora al Misto.

Inoltre pro fiducia si schierano i 7 del gruppo Autonomie (con Pieferdinando Casini in testa), i 5 del Movimento italiani all'estero, Gregorio De Falco (ex M5s) e Sandra Lonardo in Mastella (ex FI).

Quando poi la senatrice a vita Liliana Segre vota sì alla fiducia, viene salutata con applauso. Anche la senatrice a vita Elena Cattaneo ha votato sì, come pure Mario Monti, mentre risultano assenti i senatori a vita Renzo Piano e Carlo Rubbia. Assente anche l'ex capo dello Stato e senatore a vita Giorgio Napolitano

Sui senatori a vita registriamo la battuta di Salvini in Aula, che cita Grillo ("Non muoiono mai") che ha sollevato una selva di polemiche.

 

Il 'giallo Ciampolillo': sì va al Var

A pochi minuti dalle 22, scoppia il 'giallo': si va al "VAR" nell'aula del Senato, per stabilire se l'ex M5s Lello Ciampolillo potrà o meno votare sul governo Conte. Ciampolillo durante il voto di fiducia a palazzo Madama non ha risposto alle prime due chiamate, ma sul filo di lana, quando la presidente del Senato aveva già chiuso le votazioni, ha chiesto di poter esprimere il suo voto. Casellati ha deciso di fermare tutto e ricorrere alla registrazione della seduta prima di decidere se riaprire o meno il voto all'ex senatore del M5S. 

Alla fine della consultazione dei video, Casellati riammette al voto sia Ciampolillo che Nencini, che ha alzato la mano immediatamente dopo. Entrambi hanno votato la fiducia a Conte: senza il voro voto il Senato si sarebbe fermato a quota 154. E sembrano solo i primi della pattuglia di 'responsabili', finora dormienti e che da domani potrebbero aggiungersi alla maggioranza.

Conte se ne va prima dell'esito

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non attende che l'empasse del voto last minute si sciolga:  ha lasciato il Senato, senza attendere l'esito del voto finale sulla fiducia. S'è poi appreso che il premier si è diretto a Palazzo Chigi, per una riunione con il suo staff. E' molto probabile che oggi si svolga un vertice di maggioranza

Nencini: Conte mi ha convinto

E così il socialista Riccardo Nencini (qui il video del suo intervento a Palazzo Madama) ha votato sì alla fiducia: ai cronisti che lo avvicinano a Palazzo Madama spiega: "Cosa mi ha convinto? L'apertura fatta dal presidente per un progetto che riguarda le forze liberali, popolari e socialiste e la creazione di una casa che possa essere utile a sostenere un governo fino alla fine della legislatura". A chi gli chiede se ha sentito Matteo Renzi risponde: "Non nell'ultima ora, c'è un ottimo rapporto con lui. E' un pezzo che avevo deciso, altrimenti non avrei fatto l'intervento che ho fatto questa mattina, poi ho ascoltato la replica del presidente Conte".

Ciampolillo: l'Italia deve rialzarsi

Per il senatore ex 5 Stelle "è il momento di pensare al Paese. Ai giovani, che devono tornare regolarmente a scuola. Alle imprese, che devono riaprire. Il Paese ha bisogno di un governo che operi e non di queste sceneggiate da Prima Repubblica".  A chi gli chiede se gli siano stati offerti incarichi, Lello Ciampolillo risponde di no: "Il mio voto è nell'interesse di tutti gli elettori e della nostra bellissima Nazione che deve rialzarsi quanto prima". Il governo Conte ha un futuro? "Lo vedremo in questi giorni. Dobbiamo puntare su questi temi che ho appena citato, fondamentali per la ripartenza", conclude.