Roma, 9 settembre 2019 - Il secondo governo Conte ottiene la fiducia. Il voto alla Cameraintorno alle 19.30, (rivivi la diretta) ha incassato la prima fiducia dall'Aula della Camera. I sì sono stati 343, i no 263, gli astenuti 3. Domani alle 10 sarà l'assemblea di Palazzo Madama a votare la fiducia al Conte bis.

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LA GIORNATA - Il presidente del Consiglio è arrivato in Aula alle 11 e ha iniziato il suo discorso: un'ora e 20 in cui il premier ha definito le priorità del nuovo esecutivo, dagli asili nido gratis per i redditi medio-bassi, allo stop dell'Iva e al taglio del cuneo fiscale, alle modifiche al Patto di stabilità europeo per la crescita. Conte ha anche annunciato un nuovo linguaggio, invitando alla sobrietà anche nell'uso dei social network. Tanti applausi ma anche fischi dai banchi di Lega e FdI, che hanno anche invocato "elezioni". Più volte il premier è costretto a fermarsi per la bagarre in Aula. Lo stesso è successo nella replica alle dichiarazioni, più tardi. Dalle file dell'opposizione si levano i cori "Venduto", "dignità" e "mai col Pd", mentre un leghista accenna a sollevare una sedia. Il presidente Fico è costretto a bacchettare continuamente: "Il Parlamento non è uno stadio". A fatica il premier controbatte: "Mi rivolgo alla Lega, dico che mentre il M5s è stato coerente al proprio programma voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali". Poi rincara la dose: "Cosa devo pensare, che volevate andare a elezioni per avere più poltrone?". E accusa: "Anche con le alleanze europee non mi avete aiutato". 

 

Il discorso di Conte

"Prima di avviare le mie comunicazioni concedetemi di rivolgere un saluto e un ringraziamento al presidente della Repubblica", sono le prime parole di Conte, che definisce il Capo dello Stato "riferimento imprescindibile". "Questo progetto politico segna l'inizio di una nuova, che confidiamo risolutiva, stagione riformatrice", continua il premier, che riceve l'applauso dell'Aula quando assicura che "la lingua del governo sarà una lingua mite perché siamo consapevoli che la nostra azione non si misurerà con l'arroganza delle parole". E si impegna "a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee".

"Asili nido gratis per i redditi medio-bassi"

Poi il premier elenca gli obiettivi del nuovo governo. "Sono molte le sfide che ci attendono, a partire dalla prossima sessione di bilancio, che dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile". E promette che il primo intervento sarà sugli asili nido e sulla scuola: "Non possiamo indugiare oltre. Gli asili nido saranno gratis per i redditi medio-bassi", annuncia Conte, che spiega: "Questo governo, quale prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi, si adopererà, con le Regioni, per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall'anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l'offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno. È una delle varie misure che introdurremo anche al fine di sostenere la natalità e contrastare così il declino demografico". E aggiunge: "Dobbiamo contrastare la falsa mitologia per cui la cura della comunità familiare, dei figli e degli anziani possa essere di ostacolo a una più intensa partecipazione al mercato del lavoro". 

"Revisione concessioni autostrade"

Secondo obiettivo: la revisione delle concessioni autostradali. "Renderemo più efficiente e razionale il sistema delle concessioni operando una progressiva e inesorabile revisione di tutto il sistema. Quanto al tema di concessioni autostradali avviato a seguito del crollo del ponte Morandi, porteremo a completamento il procedimento senza nessuno sconto per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell'interesse pubblico e la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria", afferma Conte.

E alle concessioni autostradali si agganciano quelle sulle trivellazioni. "Siamo determinati a introdurre una normativa che non consenta più il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. Chi verrà dopo di noi, se mai vorrà assumersi l'irresponsabilità di far tornare il Paese indietro, dovrà farlo modificando questa norma di legge", tuona il premier. Conte assicura anche che la "ricostruzione" nelle zone del terremoto "sarà una priorità di questo governo". 

"Dl sicurezza su indicazioni del Presidente della Repubblica"

"Rivedremo la disciplina in materia di sicurezza alla luce delle osservazioni critiche formulate dal Presidente della Repubblica, il che significa recuperare, nella sostanza, la formulazione originaria del più recente decreto legge, prima che intervenissero le integrazioni che, in sede di conversione, ne hanno compromesso l'equilibrio complessivo", garantisce Conte. 

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"Via divario tra Nord e Sud"

"L'azione di rilancio degli investimenti, inoltre - è sicuro Conte - passa necessariamente dall'abbattimento del divario fra Nord e Sud del Paese. A questo scopo, occorre rilanciare un piano straordinario di investimenti per il Mezzogiorno, anche attraverso la istituzione di una banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in tutta Italia e dia impulso all'accumulazione di capitale fisico, umano, sociale e naturale del Sud".

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"Taglio cuneo fiscale e salario minimo"

E tocca poi il tema delle tasse. "Pagarle tutti per pagare meno", è la "strategia molto chiara" annunciata del premier. Taglio del cuneo fiscale e salario minimo sono ancora priorità nel programma del governo. "Siamo consapevoli che questa manovra sarà impegnativa. La sfida più rilevante, per quest'anno, sarà evitare l'aumento automatico dell'Iva e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale".

Tensione sul taglio numero parlamentari

Conte non dimentica il tema del taglio del numero dei parlamentari. "E' nostra intenzione chiedere l'inserimento, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, del disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari, accompagnata a una legge elettorale adeguata per fare in modo che i territori siano rappresentati", sono le parole del presidente del Consiglio. Applaudono i deputati del M5s ma non tutti quelli del Pd. "Bibbiano, Bibbiano" dicono allora alzandosi in piedi i parlamentari della Lega, mentre echeggia anche il coro "Buffoni, buffoni". Il presidente della Camera, Roberto Fico, richiama allora all'ordine.

"Cambiare Patto stabilità Ue"

"Occorre migliorare il Patto di stabilità e di crescita Ue e la sua applicazione, per semplificarne le regole, evitare effetti pro-ciclici, e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale. Un'impostazione di bilancio pro-ciclica, infatti, rischia di vanificare gli importanti sforzi compiuti sul piano interno per rilanciare la crescita potenziale del Paese, deprimendo la crescita effettiva", è un'altra prerogativa del premier.

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Più tardi, nella sua replica, Conte assicura che il reddito di cittadinanza non verrà toccato.

I cori dell'opposizione: "Venduto, venduto"

Bagarre dai banchi della Lega: "Elezioni"

"Ascolterò tutti senza pregiudizi, non perdiamo tempo a litigare", è l'auspicio di Conte. Ma un coro con il grido 'Poltrona, poltrona' parte dai banchi della Lega. I deputati invocano anche "elezioni". Giovanni Donzelli (FdI) viene espulso dall'aula di Montecitorio dal presidente di seduta Ettore Rosato che lo aveva richiamato. Serve "sobrietà che, mi auguro, possa essere contagiosa e orientare positivamente i comportamenti dei cittadini, a iniziare dall'uso responsabile dei social-network, che non di rado diventano ricettacoli di espressioni ingiuriose e di aggressioni verbali", è l'augurio con il quale Conte conclude. Il clima non migliora durante la replica del premier alle dichiarazione dei deputati. Dai banchi dell'opposizione si levano i cori: "Venduto, venduto" e ancora "dignità, dignità". Roberto Fico manda i commessi a verificare il comportamento di un leghista che nell'ultima fila in alto ha sollevato leggermente la sua sedia. 

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Le dichiarazioni di voto

"Voteremo la fiducia ma resteremo vigili e critici", dice Alessandro Fusacchia, di +Europa. Appoggio anche da parte di Civica Popolare (guidata da Beatrice Lorenzin) che parla di "netta discontinuità" con il precedente esecutivo, mentre la Svp opta per l'astensione: "Un atto di responsabilità", spiega Renate Gebhard (Misto-Minoranze Linguistiche). Maurizio Lupi di 'Noi con l'Italia-Usei annuncia il no alla fiducia. Scontato il 'sì' di Leu : "Non accettiamo lezioni democrazia da chi oggi ha manifestato davanti al Parlamento facendo il saluto romano", dice Federico Fornaro. Così come previdibile il 'no' di Fratelli d'Italia, con Giorgia Meloni che attacca duramente: "Facciamo fatica ad avere rispetto per voi, non fiducia". E aggiunge: "Siete impresentabili, da voi aspettavo meno spocchia". Nessun sostegno al governo anche da Forza Italia, con toni diversi dalla Meloni. "Abbiamo seri dubbi che possiate guidare l'Italia in un momento così difficile", dichiara Mariastella Gelmini. "Rischiate di essere un governo che non risolva i problemi, ma li sovvenzioni", rincara. Con il governo Conte il Pd. "Mi dovete spiegare - dice rivolto alle future opposizioni - perché è legittimo che si alleino il primo e il terzo partito, e non il primo e il secondo", sottolinea Graziano Delrio. "Siamo di fronte a una svolta culturale, ed è quello che noi chiedevamo", chiosa. Durissimo 'no' alla fiducia da parte della Lega. "Volevamo fare la rivoluzione, le elezioni europee avevano portato un passo dal cambio di linea", premette Riccardo Molinari, parlando dell'esperienza gialloverde. "Ci avete raccontato balle per 14 mesi, non volevate cambiare nulla", dice puntando direttamente il dito contro il premier Conte. E quindi lancia dure accuse al Movimento 5 Stelle, ultimo gruppo a prendere la parola, confermando la fiducia a Conte. "Tutte le misure varate negli ultimi 14 mesi e care al Movimento resteranno lì", assicura Francesco D'Uva, riferendosi in particolare a quota 100 e reddito di cittadinanza. "Siamo qui perché qualcuno ha anteposto gli interessi del partito a quelli del Paese", accusa parlando alla Lega. 

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Il timing della fiducia alla Camera

Dopo l'intervento del presidente del Consiglio, la seduta è stata sospesa, per consentire al premier di depositare il suo discorso al Senato. Alle 13 è iniziato il dibattito, proseguito  fino alle 17.30: alle 17.45 la replica di Conte, prima dell'inizio delle dichiarazioni di voto. Ciascun Gruppo ha avuto a disposizione dieci minuti, due sono stati concessi a ciascuna delle componenti del Misto, mentre 18 minuti sono riservati per eventuali interventi a titolo personale. E' iniziata alle 19.30 la chiama per il voto di fiducia, mentre il risultato dovrebbe conoscersi dopo le 21.