Martedì 16 Aprile 2024

Fiaccolata per Navalny al Campidoglio, Lega contestata al grido di ‘vergogna, via, via’

Alla manifestazione bipartisan presenti le delegazioni di tutti i partiti per ricordare il dissidente russo. Francesco Romeo (Lega): “Il partito ha preso le distanze da Putin”. Calenda: “Tutta la politica unita, non una cosa comune per l’Italia”. Schlein: “Qui per la democrazia”. Gualtieri a Putin: “Fermatevi”

Roma, 19 febbraio 2024 – Piazza del Campidoglio illuminata da centinaia di fiaccole in ricordo del dissidente russo Alexei Navalny, morto nel carcere di Kharp in Siberia. Alla manifestazione bipartisan, voluta da Carlo Calenda, hanno aderito tutte le forze politiche. In piazza anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e i diplomatici in rappresentanza di ben 35 Paesi. Da subito la Lega è stata contestata al grido di 'vergogna, vergogna' e 'via, via'. Immediata la replica da parte della forza politica: “Ci siamo distanziati da Putin da tempo”. Numerose le persone che hanno voluto portare dei fiori deponendoli sotto le due gigantografie di Navalny che sono state allestite in piazza. La fiaccolata si è chiusa con un momento di silenzio “per Navalny, per la libertà”.

Fiaccolata in Campidoglio per Navalny (Ansa)
Fiaccolata in Campidoglio per Navalny (Ansa)

Romeo: “La Lega ha preso le distanze da Putin da tempo”

Abbiamo preso le distanze più volte da quello che è stato in passato, come l'hanno prese tanti leader che con Putin hanno fatto degli accordi a livello internazionale”, ha detto Francesco Romeo, capogruppo Lega in Senato, rispondendo alle provocazioni. “Nel momento in cui un personaggio come Putin invade una nazione libera e sovrana come l'Ucraina è chiaro che la storia cambia e quindi il nostro giudizio non può essere che di grande condanna nei confronti di chi ha messo sostanzialmente in difficoltà enorme il mondo intero. E poi sappiamo che guerra chiama guerra. Abbiamo solo ribadito e lo ribadiamo in tutte le sedi opportune, il fatto che, visto che a quanto pare detto dagli esperti, difficilmente si troverà una soluzione militare al conflitto: dunque che si possa al più presto avviare dei negoziati per far finire la guerra, perché ci sono dei popoli, quello ucraino, quello russo, che stanno comunque soffrendo, chi in un modo chi in un altro”.

Fiaccolata per Navalny in piazza del Campidoglio a Roma (Ansa)
Fiaccolata per Navalny in piazza del Campidoglio a Roma (Ansa)

Gualtieri a Putin: “Fermatevi”

Da Roma "parte un appello a Putin. Oggi siamo qui a gridare fermatevi. Come capitale abbiamo pagato anche noi le conseguenze nefaste del tracollo della democrazia. La morte morte di Navalny” magari “la considerano come atto di forza ma in realtà è un segno di debolezza, di paura e di distacco dal popolo russo”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, accorso in piazza del Campidoglio per prendere parte alla fiaccolata.

Calenda: “Tutta la politica unita, non una cosa comune per l’Italia”

"Sono contento che tutte le forze politiche siano qui. Non è una cosa comune per l'Italia. E' un segnale importante di solidarietà per chi muore per la libertà", sottolinea Carlo Calenda, il ‘padre dell’evento, a margine della fiaccolata. "I dissidenti russi combattono per la libertà che è un valore universale e non è limitato al Paese per cui si combatte. Noi siamo qui per questa ragione". 

Foti: “Vittima di un regime che cambia pelo, non vizio”

"Chi crede nei valori della libertà e della democrazia non può che essere presente. Noi dobbiamo molto a quest'uomo che non si è piegato e che ha continuato a battersi. E che penso sia la vittima di un regime che ha cambiato il pelo ma non il vizio”, ha detto Tommaso Foti, capogruppo di FdI alla Camera dei deputati.

Schlein: “Qui per la democrazia”

Siamo qui a "questa fiaccolata contro un regime che non tollera il dissenso e che uccide la libertà. In solidarietà a tutti quei cittadini russi che stanno, anche in questi giorni, protestando pacificamente, manifestando il loro dissenso e per questo vengono arrestati. I democratici, come noi, non possono tollerare in nessun Paese una compressione costante dei diritti fondamentali e democratici. E quindi è importante essere qui dopo l'uccisione politica di Navalny di cui c'è un solo responsabile: il regime russo di Putin", ha commentato la segretaria del Pd, Elly Schlein.

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