Bologna, 23 agosto 2018 - "I festival dell’Unità hanno il vantaggio di combinare in sé tre idee base: quella della festa cattolica, quella del Soviet e quella del mercato", diceva Alberto Moravia. Oggi è tutto cambiato, a partire dal mercato. Il Pd, ora all’opposizione, è in difficoltà, i soldi sono pochi e anche le grandi feste dell’Unità delle ormai ex zone rosse, ridimensionano le grandi ambizioni di un tempo. Certo, c’è stata anche la scissione che l’anno scorso portò tanti volontari a traslocare nelle feste di Mdp, ma quest’anno a pesare c’è la sconfitta alle ultime elezioni con il Pd ridotto ai minimi storici. Dai dem, Giuditta Pini, responsabile delle Feste dell’Unità, spiega che "le feste sono cambiate. Magari non ci sono più le kermesse lunghe di dieci giorni, ma si preferisce puntare su quelle itineranti o si concentrano nel weekend. I motivi? Ci sono norme più stringenti per la sicurezza e quindi è più difficile organizzarle e i soldi sono pochi...".

L'INTERVISTA / Martina: il Pd torna tra la gente. "Un partito per ricostruire l'Europa" - di R. CARBUTTI

Le vecchie feste dell'Unità, così simili ai congressi - di F. GHIDETTI

A Ravenna, dove è iniziata la festa nazionale e che durerà fino al 10 settembre, il Pd ha organizzato un evento dal sapore internazionale. Il segretario del Pd, Maurizio Martina, dialogherà con l’ex presidente uruguayano, Pepe Mujica il 30 agosto alle 19.30, mentre l’ex premier Paolo Gentiloni a seguire ncontrerà il primo ministro portoghese e leader socialista Antonio Costa e l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans (il 6 settmbre). In calendario tutti i big Pd (Matteo Renzi compreso, atteso il 6 settembre) e anche gli ex amici di Leu (Pier Luigi Bersani compreso). Ma il momento clou saranno diversi ‘duelli’: Graziano Delrio (Pd)- Roberto Fico, Maria Stella Gelmini (FI)-Debora Serracchiani (Pd), Giancarlo Giorgetti (Lega)-Orfini (Pd). Il grande assente? Luigi Di Maio. 

Ma se a Ravenna si tenta il rilancio, a Bologna, Imola e Pisa ci sono non pochi problemi.  Nel capoluogo emiliano, la Festa dell’Unità che da 44 anni s’identificava anche con il luogo che l’ospitava, il Parco Nord, ha dovuto traslocare in Fiera. Nella vecchia casa della storica kermesse campeggiano le insegne di una sorta di controfesta: resistono tortellini e crescentine, ma manca la politica. Il nome resta sul vago: ‘made in Parco Nord’ e strizza l’occhio a una famosa kermesse anni ’90, il Made in Bo. 
Del resto, se i tempi sono cambiati, come direbbe Lenin, che fare? A Bologna la Festa del 2017 ha chiuso con un rosso di 600mila euro causa maltempo e quello che resta del partitone ha dovuto fare due conti. Ma non c’è solo il caso Bologna. Pure nella vicina Imola, feudo rosso per oltre 70 anni, ora conquistata dai grillini, la festa dell’Unità dell’Osservanza nel 2018 non aprirà la serranda. Al suo posto piccole feste nei centri sociali tra settembre e ottobre. In Toscana la situazione non è migliore. A Pisa, altra ex città rossa, ora espugnata dal centrodestra, la festa è stata annullata. Si tratta di una festa partecipatissima, rodata, che assicurava oltre 600 pasti al giorno da 50 anni.

L’annuncio del no alla festa di Riglione è arrivata dal consiglio direttivo del circolo: "C’è stanchezza tra i militanti – ha scritto il gruppo dirigente – per come sono andate le cose. Le ripetute sconfitte degli ultimi anni, vissute come il risultato di un’incapacità del partito a stare dalla parte giusta. È necessario ricostruire l’attendibilità di una politica solida, radicata, attenta, alla fine di un ciclo dove il Pd è stato invece considerato, a torto o a ragione, con lo sguardo rivolto da altre parti". Parole dure che fanno il paio anche con la Festa dell’Unità di Firenze dove Maria Elena Boschi non ci sarà. "Abbiamo invitato tutti i deputati ed i senatori eletti nei collegi fiorentini e Boschi è stata eletta in Trentino Alto Adige", ha spiegato Lorenza Giani, vicesegretaria del Pd fiorentino e motore organizzativo della ‘Festa dell’Unità di Firenze. Segno che qualcosa è cambiato nel Pd.