Roma, 2 giugno 2020 - E' stata una Festa della Repubblica anomala, come tutte le ricorrenze pubbliche dell'era Coronavirus. Niente parata, come annunciato da settimane: dopo aver deposto una corona d'alloro all'Altare della Patria a Roma, il capo dello Stato ha celebrato la festa della Repubblica a Codogno (Milano), fra i luoghi simbolo della sofferenza e della battaglia contro la pandemia. "Da qui riparte l'Italia del coraggio", sottolinea, e da qui si ribadiscono i valori della Costituzione, ricordando i tanti concittadini morti per il coronavirus. Omaggio a medici ed infermieri, e a chi si è prodigato per gli altri, spesso a rischio della propria salute. Ora è il tempo dell'impegno, stop a polemiche e distinzioni: tutti lavorino per il Paese, ognuno per la sua parte.

Il 2 giugno di Mattarella

"L'eccezionalità della situazione ha determinato difficoltà mai sperimentate nella storia della Repubblica, ponendo a tutti i livelli di governo una continua domanda di unità, responsabilità e coesione". Così Mattarella, in un messaggio ai Prefetti d'Italia, in occasione del 2 giugno. "La crisi non è terminata - continua il Capo dello Stato - e tanto le Istituzioni quanto i Cittadini dovranno ancora confrontarsi a lungo con le sue conseguenze e con i traumi prodotti anche nelle dimensioni più intime della vita delle persone".

La cerimonia all'Altare della Patria

Il presidente è giunto questa mattina, alle 9 in punto, all'Altare della Patria per deporre una corona di fiori. Con indosso l'ormai inseparabile mascherina, il Capo dello Stato ha ascoltato l'esecuzione dell'Inno d'Italia. Poi, accompagnato dai presidenti delle Camere Elisabetta Casellati e Roberto Fico, dal premier Giuseppe Conte e dalla presidente della Corte costituzionale Marta Cartabia, ha salito lo scalone dell'Altare della Patria e ha deposto la corona di fiori al sacello del Milite ignoto. Presente anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Ad attenderlo ai lati del monumento, i vertici militari e una rappresentanza delle professioni sanitarie che hanno combattuto in prima linea l'epidemia di Coronavirus. Le Frecce Tricolori hanno sorvolato per due volte piazza Venezia.

La visita a Codogno

Mattarella è poi andato a Codogno, città simbolo dell'emergenza Covid. Il Capo dello Stato è arrivato tra gli applausi di centinaia di cittadini, tutti rigorosamene dotati di mascherina. E' stato accolto dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dal sindaco della città Francesco Passerini e dal prefetto Marcello Cardona. "Questo è tempo di un impegno che non lascia spazio a polemiche e distinzioni - ha ribadito il Presidente -. Tutti siamo chiamati a lavorare per il Paese, facendo appieno il nostro dovere, ognuno per la sua parte". Il ringraziamento ai cittadini italiani, agli amministratori locali, al governo e alle istituzioni. "Grazie ai nostri concittadini per l'esempio che hanno dato a tutta l'Europa e al mondo". E ancora: "Qui nella casa comunale di Codogno oggi, come poche ore fa a Roma all'Altare della Patria, è presente l'Italia della solidarietà, della civiltà, del coraggio. In una continuità ideale in cui celebriamo ciò che tiene unito il nostro Paese: la sua forza morale. Da qui vogliamo ripartire. Con la più grande speranza per il futuro".

Il Capo dello Stato ha successivamente deposto una corona di fiori al cimitero monumentale, per ricordare tutte le vittime del Covid.

Messaggio alle Forze Armate

Il presidente della Repubblica ha indirizzato un messaggio anche alle Forze Armate. "La ricorrenza di quest'anno vede l'Italia, insieme alla Comunità Internazionale, impegnata a contrastare una crisi sanitaria, sociale ed economica senza precedenti - ha scritto il capo del Quirinale - Le Forze Armate, con il loro contributo, si sono dimostrate ancora una volta una risorsa di alta professionalità, dotata di spirito di sacrificio ed efficienza su cui la Repubblica sa di poter contare. I militari offrono quotidianamente testimonianza di generosità e abnegazione attraverso uno sforzo encomiabile nelle corsie degli ospedali, sulle strade e nel territorio per la sicurezza, in cielo e in mare per il trasporto logistico-sanitario".

2 giugno, Mattarella: "Basta divisioni. Rispetto per le sofferenze degli italiani"

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