Il manifesto del ministero della Sanità sul Fertility day (Dire)
Il manifesto del ministero della Sanità sul Fertility day (Dire)

Roma, 21 settembre 2016 - È di nuovo bufera sul Fertility day - la cui campagna, con le 'cartoline', quest'estate è stata sonoramente bocciata dal web - questa volta per un presunto messaggio "razzista" nella copertina di uno degli otto nuovi opuscoli pensati dal ministero della Salute. A suscitare il polverone è il manifesto sugli stili di vita, con le due immagini contrapposte: sopra le buone abitudini, dove  si vedono ragazzi bianchi, belli, biondi e sorridenti al mare, sotto i "cattivi compagni", dove a tinte fosche appare l'immagine di alcuni ragazzi di colore e con capigliatura rasta. 

Immediata la reazione dei social: su Twitter molti commentano la nuova immagine: "È uno scherzo, i buoni usi dei bianchi e i cattivi dei neri, ma se è vero chi fa le campagne per il Fertility Day". E ancora: "Un nuovo imbarazzante capitolo - commenta un altro utente - buoni#bianchi, cattivi#neri". Più caustici altri commenti: "Metti in salvo la razza ariana, fatti un danese". C'è chi giudica "Imbarazzante questa mancanza assoluta di professionalità e visione" e chi risponde al ministro con un irridente "Mi hai convinto, vado subito a drogarmi", mentre qualcuno chiede "nomi e cognomi degli ideatori" e altri sono andati a riesumare una campagna dentistica con la stessa foto dei giovani sorridenti.

LA DIFESA DEL MINISTERO - "Il razzismo è negli occhi di chi guarda, noi pensiamo alla prevenzione", è la risposta del ministero della Salute. Le polemiche sui social, spiegano dal ministero, lasciano il tempo che trovano, e ovviamente non c'era alcun intento razzista nell'opuscolo contestato. Le foto al centro della polemica, sottolinea ancora il ministero, "rappresentano un'omogeneità di persone, così come multietnica è la società che viviamo. Quanto fatto dal ministero della Salute e dal Governo Italiano per favorire una società che rispetti ogni persona rendono l'accusa perfino ridicola. Domani parliamo di prevenzione e cura. E la prevenzione e le cure, per il ministero della Salute, per il nostro Sistema Sanitario Nazionale universalistico, sono rivolte a tutti".

RITIRATI MANIFESTI - Ma poi in serata il ministro Lorenzin ha annunciato di aver ritirato l'opuscolo e di aver aperto un'indagine interna. La Lorenzin ha spiegato inoltre di "avere dato mandato ai propri Uffici di accertare perché l'immagine visionata e vidimata dal Gabinetto non corrisponda esattamente a quella apparsa sul sito. Il Ministro ha dato disposizioni affinchè l'immagine venga sostituita e ritirato l'opuscolo informativo". Inoltre il ministro ha "già attivato il procedimento disciplinare e quello per la revoca dell'incarico dirigenziale nei confronti del responsabile della direzione generale della comunicazione istituzionale del suo Dicastero che ha curato la redazione e la diffusione del materiale informativo".

LA MOZIONE DI CENSURA - Intanto Sinistra Italiana ha presentato a Montecitorio una mozione parlamentare di censura per l'iniziativa della Lorenzin, definita "ideologicamente aggressiva, ricattatoria, minacciosa".  "Affrontare il problema della denatalità da parte del Governo a colpi di pedagogia autoritaria - dichiatra Si - è fuorviante e inefficace. Un serio piano nazionale della fertilità per sostenere le nascite nel nostro Paese, deve muovere dall'affermazione della libertà di scelta di maternitàà, del diritto alla salute riproduttiva e dal promuovere robuste politiche attive e strutturali per garantire l'autonomia delle persone e il rispetto delle loro scelte di vita che creino le condizioni di sostegno alla scelta di fare figli: un nuovo sistema del welfare e in esso più servizi socio-educativi, riconoscimento sociale della cura, sostegno al reddito, congedi parentali incentivanti per gli uomini, più lavoro femminile organizzato per poter accudire le relazioni umane".  
Sinistra italiana ricorda anche che "l'1 settembre lo stesso Presidente del Consiglio Renzi, ha preso le distanze dalla campagna di comunicazione sul "fertility day" affermando: 'non sapevo niente di questa campagna (…). Non conosco nessuno dei miei amici che fa un figlio perché vede un cartellone pubblicitario'...".

SDEGNO DEL PD - Anche il Pd si scaglia contro controversa campagna del ministero. "Se errare è umano e perseverare è diabolico, la ministra Lorenzin ha bisogno di un buon esorcista", attacca su Facebook il senatore dem Sergio Lo Giudice. "Dopo la figuraccia della campagna per il Fertility day, ritirata fra lo sdegno generale per i contenuti da Stato etico e i messaggi maschilisti che conteneva, oggi il ministero della salute mette fuori una nuova campagna sulla fertilità altrettanto insopportabile", aggiunge sottolineando che "una campagna del ministero della Salute mette in scena la fiera del pregiudizio e delle discriminazioni. Un'immagine oscena che mi auguro faccia presto la fine della precedente campagna".

M5S: DIMISSIONI - Non fa sconti la 5 stelle Paola Taverna, che su Facebook scrive: "Mi chiedo se il Ministro Lorenzin sia lucida quando avalla le campagne pubblicitarie delle sue discutibili iniziative...#fertilityday. Siamo passati dalle donne incubatrici a tempo dell'hypocricy day' alle coppie stile razza ariana contro le cattive compagnie di ragazzi di colore o con i capelli lunghi del 'racism day'. Quindi il 22 settembre si festeggia il razzismo? Se finora Beatrice Lorenzin si è vestita di vergogna, ora deve togliersi l'abito di Ministro e tornare a casa!".

LUPI: ACCANIMENTO INSOPPORTABILE - "L'accanimento contro il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per il Fertility day è francamente insopportabile. È ovviamente legittimo non condividere e criticare una campagna di comunicazione, meno legittimo è farlo mistificando i dati di realtà - dichiara Maurizio Lupi di Ap - Quanto all'accusa di razzismo, si commenta da sé, non serve sprecare parole". 

Fertility day: il manifesto della protesta Fertility Fake (Dire)LA PROTESTA - E domani in nove città italiane andrà in scena la protesta del 'Fertility Fake' contro l'iniziativa. "Siamo in attesa sì ma di diritti, perché proprio alle generazioni che oggi sono invitate a procreare vengono sistematicamente negati", si legge nell'appello promosso da varie associazioni (tra cui Cgil, Arci, Act, Artemisia, Unione degli Universitari, Rete degli studenti medi, Unite in rete, Libere tutte, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo). 
Gli appuntamenti, solo per citarne alcuni, sono previsti a Roma in piazza di Spagna alle 10.00, a Firenze in piazza dei Ciompi alle 18.30 e a Torino alla 18 in Piazza Carmignano.